5 centimetri d’aria per ricordare una storia di 50 anni fa, ma che non deve essere dimenticata. Con 5 centimetri d’aria prende vita la storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti, come dice il sottotitolo, raccontata in modo molto coinvolgente. Resa ancora più coinvolgente dalla ridotta distanza tra attrice e spettatori. Il risultato è uno spettacolo che non può lasciare indifferenti. Qui vi riproponiamo la recensione pubblicata su queste pagine, su spettacolinews.eu un anno fa, dopo la visione in altro spazio teatrale, una visione che per chi scrive queste note e ha scritto la stessa recensione è rimasta indelebile nel ricordo.
Con 5 centimetri d’aria prende vita un pezzo della nostra Storia: storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti, come indica il sottotitolo. Forse i libri di scuola non lo raccontano, ma basta un nome per risvegliare in molti sufficienti ricordi. E si scopre che sono solo parziali.
Lucia Marinsalta, protagonista, elenca nomi, rievoca delle storie e sono storie di rapiti scopo estorsione. 672. Un numero impressionante. Di qualcuno si conosce il figlio o un familiare, qualcuno ha un nome famoso, molti sono bambini, qualcuno è rapito causa omonimia o per sopravvalutazione della ricchezza familiare. E poi c’è Cristina Mazzotti, prima donna rapita e mai più tornata.
Lucia Marinsalta in scena è Cristina Mazzotti, il rapimento più tragico: una ragazza 18enne all’inizio delle vacanze estive, morta in mano ai rapitori. Con il suo racconto è come se vivessimo sulla nostra pelle tutto quello che ha sofferto Cristina, fino all’intontimento causa Valium e ansiolitici e alla fatale mancanza di fiato. Sono quei 5 centimetri del titolo, i 5 cm della sezione del tubo di plastica, che usciva dalla buca con pareti di cemento dove era stata sequestrata, unica possibilità lasciatale per respirare. 5 centimetri fatali.
Così quello a cui si sta assistendo è molto più che uno spettacolo: è un modo per rivivere un pezzo di Storia, che tocca da vicino, e poco importa pensare che «a te non sarebbe successo» – anche Cristina lo pensava – perché né ricca né famosa e nemmeno nata in quell’epoca. E’ un racconto che, grazie alla forte interpretazione di Lucia Marinsalta con la coinvolgente regia di Marco Rampoldi, non consente sguardi indifferenti.
Ed è una storia da non dimenticare. Perché è vero che risveglia ricordi di epoche molto lontane, anni ‘70 di battaglie e sparatorie. Ma quello che vi ruotava intorno, quella che possiamo eufemisticamente definire la criminalità organizzata è ancora in azione. Ha solo cambiato obiettivi, o meglio, ha cambiato metodi per arricchirsi a spese dei più. Lucia Marinsalta muovendosi su quella lavagna piena di nomi e date, con parole che le diventano sempre più difficili da pronunciare, come possiamo pensare sia stato per Cristina – la mancanza di certezze rende tutto ancora più drammatico e angosciante – spinge a porsi più interrogativi.
(Nella foto di Laila Pozzo, la protagonista di 5 centimetri d’aria Lucia Marinsalta)
5 centimetri d’aria
Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti
un progetto di Nando dalla Chiesa e Marco Rampoldi
testo Paola Ornati, regia Marco Rampoldi
spazio scenico Marco Rossi
con Lucia Marinsalta
produzione Piccolo Teatro di Milano –Teatro d’Europa
in collaborazione con Università degli Studi di Milano
si ringraziano Fondazione Cristina Mazzotti, Davide Bianco, Carlo Smuraglia, Giuliano Turone
Durata: un’ora e cinque minuti senza intervallo
a Milano, Piccolo Teatro Strehler – Scatola Magica (Largo Greppi 1 – M2 Lanza), dal 13 al 18 gennaio 2026 (martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16). Posto unico 25 euro






