Al Parchetto Martinetti Arlecchino con la Compagnia Carnevale per la Commedia dellarte foto di Valeria Prina

Al Parchetto Martinetti Arlecchino con la Compagnia Carnevale

Palco all’aperto, luce naturale: è tutto insolito al Parchetto Martinetti. Arlecchino in una domenica pomeriggio di fine luglio ha divertito il pubblico di varie età, dai più piccoli, abituali frequentatori del Parchetto Martinetti, nella omonima via milanese, ai genitori e ad altri adulti. Con il Festival Milano in Commedia promosso dalla Compagnia Carnevale lo spettacolo dal vivo è arrivato tra il pubblico, con una maschera molto famosa come Arlecchino, pronto a interagire con degli attori. Il testo è quello di Mariveaux dal titolo Arlecchino trasformato dall’amore, che lo stesso commediografo francese aveva scritto ispirandosi alla Commedia dell’arte italiana.

E’ proprio questo lo stile con cui è portato in scena dalla Compagnia Carnevale: piccolo palco in uno spazio pubblico ben poco teatrale, con lazzi, travestimenti, momenti di canto, suoni, con il contorno delle risate del pubblico. Su questo si inseriscono riferimenti attuali, accenni di canzoni dei nostri giorni, come era nello stile della Commedia dell’arte, che, basandosi su un canovaccio, recitava a braccio. E spesso si divertiva non meno del pubblico, come sembrano divertirsi le due attrici che suonano un piatto metallico al nome di Merlino. E’ per ricordare il promesso sposo della Fata, che però lei non vuole: ha scelto Arlecchino, che a sua volta sceglie la pastorella Silvia. Non un semplice canovaccio, però, perché quello portato tra il pubblico al Parchetto Martinetti segue il testo di Mariveaux, con innamoramenti più o meno repentini di personaggi che con quell’amore giocano.

Storia semplice dunque, con contorno di bacchetta magica, fazzoletto capace di parlare con altrettanta semplicità di amore, che sceglie strade lontane da imposizioni. Sono temi sempre attuali, pur vissuti con lo stile del ‘700 – la commedia di Mariveaux venne rappresentata per la prima volta nel 1720 -, che chiedeva ritrosia alle ragazze, pronte a nascondere ogni tendenza più sensuale. Così il personaggio più vicino alla modernità è proprio quello della Fata, costume tra il blu e il viola e labbra in tinta, che non si nasconde. E va incontro alla delusione d’amore, tradita anche dal servo Trivellino, che si adopera per far sbocciare l’amore tra Arlecchino e Silvia.

A contorno dello spettacolo, quinte insolite, ma assolutamente in tema con la Commedia dell’arte, sono gli alberi, le case che circondano il Parchetto, i giochi dei bambini alle spalle. Al centro un piccolo palco, dove la storia prende vita. Qui salgono e scendono gli attori, le maschere con Arlecchino nel classico costume e il volto mascherato, ma anche un accenno di pecora e gli elfi trasformati da un variopinto costume fatto di foglie. E i costumi, attentamente curati, che riportano i personaggi all’epoca della commedia. Sono loro nei diversi ruoli: Antonio Carnevale, Sofia Brocani, Elena D’Agnolo, Beatrice Marzorati, Vlad Scolari, Riccardo Stincone. Sono i sei attori che si trasformano per raccontare, divertire, coinvolgere un pubblico forse poco abituato a questo tipo di spettacoli.

Sia per chi è abituale frequentatore di un teatro di altro genere, sia per chi poco conosce o addirittura vive pregiudizi nei confronti del Teatro, l’esperienza al Parchetto Martinetti con Arlecchino e la Compagnia Carnevale risulta sicuramente piacevole. Anche da ripetere, perché lo spettacolo torna in scena in altri spazi del municipio 7.

Il 30 luglio alle ore 19 Arlecchino trasformato dall’amore sarà a Figino al Campetto da basket tra via Lucio Cornelio Silla e via Ravasio. Il 26 settembre alle ore 17 sarà a Baggio alla Piazza dei Saperi e ancora a Baggio alla RSA al Parco delle Cave il 27 settembre alle ore 11.