Una scultura sonora di Yuval Avital

Con Yuval Avital i suoni della Valtellina diventano sculture sonore

I suoni della Valtellina e delle sue montagne diventano tre scultureantropomorfe di grande formato. E’ il progetto Mountain Echoes di Yuval Avital, viaggio sensoriale tra Sondrio, Tirano e Bormio, risultato di una attenta ricerca che ha impegnato l’artista multidisciplinare da ottobre a dicembre 2025. Con microfoni, fotocamere, telecamere, ha percorso le valli per catturare le voci del territorio, di artigiani, pastori, artisti, scuole, associazioni e cittadini di diverse generazioni. Ha catturato lingue segrete e gesti millenari, suoni di campanacci, storie e canti dialettali, suoni domestici e naturali come vento, corsi d’acqua e animali autoctoni.

Attraverso i suoni ha voluto raccontare la natura, la vita quotidiana e le tradizioni alpine. La ricerca di Yuval Avital riporta alla luce i racconti della tradizione orale, dall’uomo senza sangue della Valmalenco e il Gigiàt della Val Masino, le valanghe del 1951 di Livigno fino alle voci multietniche della startup tecnologica The Liquid Factory.

Sono nate così tre sculture sonore come archivi viventi di identità culturale, capaci di evocare un connubio tra forme antropomorfe e vette valtellinesi. Realizzate in tessuti locali resinati, uniscono arte, tecnologia e tradizione. All’interno ospitano sistemi di diffusione e altoparlanti che restituiscono tre composizioni stratificate realizzate dall’artista, dando vita a un paesaggio acustico corale, liberamente fruibile dal pubblico. Saranno affiancate da una serie di foto realizzate da Yuval Avital durante il viaggio. «Il progetto – è la spiegazione – diventa così luogo di ascolto, contemplazione e connessione tra passato e presente, tra tradizione e linguaggio contemporaneo».

L’ inaugurazione di Mountain Echoes è programmata il 23 e 24 gennaio 2026, sotto forma di un percorso diffuso. E’ un viaggio culturale attraverso i comuni di Sondrio, Tirano e Bormio, che, con identità diverse ma complementari, diventano parte integrante dell’opera. Il percorso espositivo di Mountain Echoes quindi propone un viaggio dal capoluogo della Valtellina fino all’alta montagna, meta di sport invernali, per valorizzare la pluralità del territorio e permettere agli abitanti della valle e ai visitatori di vivere tre esperienze artistiche complete, contestualizzate in scenari architettonici diversi e connessi tra di loro.

«Come Provincia di Sondrio – commenta Davide Menegola, Presidente della Provincia di Sondrio – abbiamo scelto di sostenere questo progetto perché interpreta in modo autentico il nostro territorio e ne valorizza le persone, i paesaggi e le relazioni, inserendoli in un contesto internazionale come quello delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. È un investimento culturale che guarda al futuro, lasciando una traccia duratura per chi vive e attraversa queste montagne».

«Più si conosce la Valtellina – dice Yuval Avital – e più ci si rende conto dell’unicità di questo luogo in quanto territorio di dualismo, connubio e confine. Qui ho trovato un rapporto con la montagna che è quasi un patto silenzioso, fatto di rispetto, lavoro, storie familiari e memoria condivisa. Le persone che ho incontrato mi hanno donato suoni che non sono solo paesaggio acustico, ma identità».

In primavera, le sculture viaggeranno verso Milano, portandovi i respiri e i silenzi della Valtellina. Sarà un “ponte sonoro” destinato a trasformare la percezione pubblica delle Alpi lombarde da semplice scenario sportivo a centro pulsante di cultura universale.

Il progetto Mountain Echoes di Yuval Avital è parte delle Olimpiadi Culturali, che affiancano le Olimpiadi invernali Milano Cortina.