Niente sipario. La scritta troneggia sul fondo del palco del Piccolo Teatro Grassi a Milano. E‘ come un invito a guardare il monitor: per ora c’è scritto Escaped Alone, titolo della pièce di Caryl Churchill, ma poi…
Tre donne a un tavolino all’ora del tè chiacchierano di tutto: nipoti, vicini, serie televisive, gossip. A volte nemmeno terminano le frasi. Non sono sempre necessarie tante parole: loro si capiscono subito, ma sentono anche l’urgenza di parlare di ciò che le interessa. Hanno ognuna le chiavi di casa delle altre: sono amiche da tempo. Quando da dietro una siepe del giardino scorgono un volto che le sta spiando la invitano a entrare e unirsi a loro. È la signora Jarrett, molto diversa da loro: niente sneakers, niente abiti sportivi, ma soprattutto parla un linguaggio diverso. Con le sue parole evoca visioni apocalittiche: parla di sette, di acqua sprecata, di rocce che crollano, di maschere d’ossigeno da comprare scegliendo tra i vari colori, ma anche di bambini che cadono nei canali di scolo.
Anche il monitor sul fondo del palco – non più la scritta Escaped Alone – mostra un cielo sempre più blu, però non disinteressato a quello che avviene. Anzi ne è influenzato, diventando sempre più grigio, pieno di nuvole, rosso fuoco, come quei cieli molto amati per foto d’effetto. Qui però decisamente inquietante. Insieme sul monitor si alternano video pubblicitari che parlano di case di lusso in vendita, tipo Bosco verticale, e del programma longevity. E se ne svela la costruzione, studiata per creare desideri, lontani da realtà quotidiane, quando si vede apparire la scritta AI Channel.
Sono i video tranquillizzanti, con immagini patinate, che scorrono sul led, contrapposti alle parole che evocano apocalisse della signora Jarrett. Poco importa che siano risultato di AI: sono sufficientemente seducenti. E’ così che vogliamo tranquillizzarci? E vogliamo tranquillizzarci?
Certo Escaped Alone, con contrapposizioni, interrogativi, provocazioni, non è uno spettacolo facile. Più letture sono possibili e alla fine lo spettatore può scegliere una sua posizione. Alle visioni apocalittiche della signora Jarrett si contrappongono quelle che scorrono sul Led. Sono tranquillizzanti, ma sono finte, create con l’intelligenza artificiale. Chi sono le quattro, non più giovanissime – ci si può chiedere -, che vediamo in scena? La signora Jarrett, novella Cassandra, ha visioni del futuro o parla di giorni attuali o passati? Insieme però le situazioni raccontate, sia pure qui portate all’eccesso, fanno pensare a quanto stiamo vivendo. E vedendo in tivù, senza coglierne la portata.
Le tre amiche non sono meno misteriose. Per loro lo sport è il cricket, sport difficile da seguire per chi non è un esperto, con una 50ina di leggi, come vengono chiamate le regole. Parlando accennano al Dottor Who, venuto da altri mondi, protagonista di telefilm longevi. E scopriamo che delle tre donne una è allergica ai gatti in modo parossistico e un’altra forse ha ammazzato il marito.
Alla fine la signora Jarrett scappa. E scappa da sola, convinta che le altre non capiscano. Ma loro sanno contrapporre, come potente arma di reazione, la solidarietà femminile, la capacità di fare rete e di essere amiche.
Lo spettacolo per gli spettatori diventa l’occasione di porsi interrogativi di ampio respiro, uniti a più riflessioni. E c’è il piacere di scoprire la bella messinscena di lacasadargilla (Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni), attenta ai tanti particolari, ottimamente sostenuta dalle attrici, Caterina Carpio, Arianna Gaudio, Alice Palazzi nel ruolo delle misteriose Sally, Vi, Lena e Tania Garribba, l’inquietante Signora Jarrett.
A corollario dello spettacolo Escaped Alone sono alcuni incontri: sul testo di Caryl Churchill venerdì 16 gennaio, ore 18, al Chiostro Nina Vinchi; sul tema della “fine dei tempi”, “Apocalissi (cosmiche) all’ora del tè” lunedì 19 gennaio, ore 20.30, al Civico Planetario Ulrico Hoepli. Inoltre degli incontri pre-spettacolo.
(Nella foto di Masiar Pasquali, le protagoniste di Escaped Alone, da sinistra Caterina Carpio, Tania Garribba, Alice Palazzi, Arianna Gaudio)
Escaped Alone
di Caryl Churchill
traduzione Monica Capuani
un progetto di lacasadargilla
regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni
con Caterina Carpio (Sally), Tania Garribba (la Signora Jarrett), Arianna Gaudio (Vi), Alice Palazzi (Lena)
dramaturg Margherita Mauro
paesaggi sonori e ideazione spazio scenico Alessandro Ferroni; drammaturgia del movimento Marta Ciappina; scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi; ambienti visivi Maddalena Parise; drammaturgia delle luci Luigi Biondi, costumi Anna Missaglia; accompagnamento alla ricerca Marco D’Agostin; assistente alla regia Matteo Finamore
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
diritti di rappresentazione a cura dell’Agenzia Danesi Tolnay
a Milano, Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio), dal 10 gennaio all’8 febbraio 2026 (martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16). Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro






