Entrano dalla platea del Teatro Litta MTM e rivolgendosi agli spettatori, come se anche loro fossero parte del Bloomsbury Group, li proiettano nell’atmosfera di Virginia Woolf, autrice di Flush biografia di un cane. E’ la storia che Rossella Rapisarda e Antonio Rosti con la regia di Fabrizio Visconti stanno per raccontare, influenzati dallo stile di Virginia Woolf. Nemmeno questa sarà una narrazione tradizionale, con salti temporali e più momenti che si intersecano secondo flussi di pensiero. «Avete saputo del rogo dei libri?» chiede Antonio Rosti rivolto al pubblico.
Con loro siamo subito nel 1933, anno dell’avvento al potere di Hitler, con il successivo rogo dei libri, ma anche anno della pubblicazione di Flush biografia di un cane. 19.000 copie vendute e questo è un libro scritto da una donna, quando per le donne non c’era un vero spazio. E nemmeno in quegli anni è ipotizzabile una autobiografia scritta da una donna. Così lei ne scrive una, ma è l’autobiografia di un cane.
Per un momento Rossella Rapisarda in scena diventa la stessa Virginia Woolf: rivendica uno spazio maggiore per le donne, in contrapposizione con il pensiero degli uomini, convinti che le donne parlino troppo. Con un salto temporale nel 1941, con qualche sasso in tasca, un lento movimento atletico in scena, ricorda il suicidio della scrittrice. Si sente il rumore dell’acqua, si capisce che lei è volutamente annegata.
Pochi anni prima Virginia Woolf dedica un suo romanzo a un’altra donna che scrive, una poetessa molto famosa dell’Ottocento. In realtà Flush, il libro in questione, ha come protagonista il cane, un cocker spaniel molto bello, razza prestigiosa antica, della poetessa Elizabeth Barrett.
Un guinzaglio, qualche grattino richiesto a uno spettatore e Flush diventa il protagonista, che vorrebbe ancora la sua libertà. Che per lui è inseguire lepri e odori, invece che dover girare tenuto al guinzaglio. Ma questo è sacrificio in nome dell’amore per Elizabeth, la sua padrona.
Quello di Virginia Woolf è uno stile fatto di immagini e suoni evocati. Che anche nella pièce a teatro hanno un ruolo rilevante. Il rumore degli eventi è sempre in sottofondo: si sente l’acqua come richiamo alla vita di Virginia Woolf, ma anche il nome Flush ha richiami all’acqua. E sempre più i suoni ricordano eventi storici. Si parla di Flush il cane, ma intanto si sente annunciare la vittoria di Jesse Owens, lui atleta di colore alle Olimpiadi di Berlino del ‘36, in pieno nazismo. Sono i suoni, le voci che arrivano ad acquisire un ruolo fondamentale quando, all’ultimo, attraverso la radio si sente il proclama di Hitler. Siamo in Inghilterra. Così avveniva. In quel momento la radio diventa l’elemento centrale di tutta la pièce: la luce è tutta puntata sulla radio. È un apparecchio storico: cambiate le modalità, senza adunate oceaniche, sta avvenendo qualcosa di simile?
Lo spettacolo, grazie alla bella prova dei due attori, Rossella Rapisarda e Antonio Rosti, diretti da Fabrizio Visconti, coinvolge il pubblico fino dai primi minuti. Rossella Rapisarda, girando tra le poltrone, con parole speciali per diversi spettatori, li immerge nell’atmosfera di Virginia Woolf, con tono invitante. In contrapposizione Antonio Rosti invita quegli stessi spettatori ad allarmarsi di fronte alla notizia del rogo dei libri. E allora è bene prestare molta attenzione ai particolari, sempre presenti mentre la storia sulla scena evoca immagini per raccontare momenti differenti. Erano in sottofondo, diventano centrali alla fine, quando la voce diventa solo quella della radio. È momento storico, è invito a riflettere su quanto stiamo vivendo oggi.
Flush biografia di un cane
liberamente ispirato a Flush – Una biografia di Virginia Woolf
di Rossella Rapisarda, Fabrizio Visconti e Michela Marelli
con Rossella Rapisarda e Antonio Rosti
Regia e disegno luci: Fabrizio Visconti
A Milano, MTM Teatro Litta, dal 21 al 26 ottobre 2025






