I believe in the legend of love di Jan Fabre al Teatro Out Off Foto di Hanna Auer

Jan Fabre al Teatro Out Off, 6 spettacoli dal 3 ottobre

Jan Fabre e Mino Bertoldo: 40 anni di poesia della resistenza. Così si intitola il Festival Fabre in programma dal 3 al 30 ottobre al Teatro Out Off di Milano. Si celebrano così la collaborazione e l’amicizia, iniziata nel 1985 tra il visionario artista belga Jan Fabre e Mino Bertoldo, direttore del Teatro Out Off.

E’ un rapporto contrassegnato da alcune tappe, che qui ricordiamo. Jan Fabre e Mino Bertoldo si conoscono nel 1985, in occasione della rassegna Sussurri o grida, ideata e curata dallo stesso Bertoldo. Da lui invitato, il giovanissimo Fabre portò in scena lo spettacolo Il potere della follia teatrale presso il Teatro Nazionale di Milano (in quegli anni l’Out Off era una realtà diffusa, senza ancora una sede stabile). Nel 2004 Jan Fabre inaugura la nuova sede del Teatro in via Mac Mahon con lo spettacolo The crying body. Vent’anni dopo, nel 2023, porta in prima nazionale all’Out Off l’imponente performance di otto ore Peak Mytikas (On the top of Mount Olympus).

L’edizione 2025 presenta sei spettacoli, tra cui due prime mondiali che inaugurano il Festival.

La poésie de la résistance (3, 4 e 8 ottobre) è una prima mondiale con Annabelle Chambon e Cédric Charron. Un potente manifesto poetico sulla resistenza non violenta di arte e poesia contro censura e conformismo, ispirato a Stéphane Hessel e Paul Éluard. In francese, con sopratitoli in italiano.

Il 10, 11 e 22 ottobre, in prima mondiale va in scena Una tribù, ecco quello che sono con Irene Urciuoli. E’ una riflessione di Fabre sul “Teatro della Crudeltà” di Antonin Artaud e sulla ricerca di un ritorno a uno stato spirituale primordiale, che nasce dalla convinzione di Fabre che l’umanità è spiritualmente incapace di affrontare la natura e soffre di una profonda insoddisfazione spirituale.

Il 14 e 15 ottobre torna in scena Il re del plagio, testo di Jan Fabre con adattamento e interpretazione di Roberto Trifirò. E’ una riflessione sull’autenticità nell’arte, in cui l’artista difende l’imitazione come strumento per creare e definire la propria identità. Un testo di metateatro, in cui Fabre smaschera continuamente l’artificio scenico e rigetta radicalmente il concetto di originalità come assioma artistico.

Il 17 e 18 ottobre sono contrassegnati da un altro grande ritorno al Teatro Out Off dopo il successo del 2024. Va in scena lo spettacolo di teatro e danza I believe in the legend of love. Con testo, scenografia, film e regia di Jan Fabre ha per protagonista la performer croata Ivana Jozić. Il testo, scritto nella forma di lettera di un uomo alla sua amata, è un’opera personale sull’amare, sul lasciar andare e sul diritto a disporre della propria vita e morte. Lo spettacolo di teatro e danza è in inglese con sopratitoli in italiano.

Il 24 e 25 ottobre torna in scena Io sono un errore con Irene Urciuoli. Dedicato a Luis Buñuel e ad Antonin Artaud è un manifesto del 1988, in cui l’artista confessa di essere un “errore” perché plasma la sua vita e il suo lavoro autonomamente, ignorando le convenzioni.

In chiusura del Festival, il 29 e 30 ottobre, è in programma Giornale notturno (1978-2012), con Carolina Migli Bateson. E’ un inno visionario e disarmante di Jan Fabre, che offre un viaggio intimo e provocatorio attraverso la sua vita, dalla giovinezza a oggi, occasione per affrontare la metamorfosi dell’artista fino a trasformarsi in un’opera d’arte viva.

Nell’ambito del Festival, come attività collaterali, si terranno anche due Jan Fabre Teaching Group, workshop intensivi condotti dai performer del suo gruppo (dal 30 settembre all’8 ottobre e dal 20 al 28 ottobre).

(Nella foto di Hanna Auer la performer croata Ivana Jozić protagonista di I believe in the legend of love di Jan Fabre)