La Fura del Baus a Milano Fabbrica del V aporie Foto di Daniel Perez

La Fura dels Baus a Milano e diventi protagonista

Luci, colori, suoni, fango, schermi, spazzatura. Il coinvolgimento è totale: è La Fura dels Baus, che chiede al pubblico di lasciarsi coinvolgere completamente. Non spettatori passivi, ma con la voglia di interagire con gli attori, muovendosi liberamente tra loro. Niente poltrone nella grande sala, la Cattedrale della Fabbrica del Vapore a Milano: si può cercare ogni momento il proprio punto di vista, sentendosi liberi.

La Compagnia catalana, tornando a Milano dopo una lunga assenza, con Sons Ser o No Ser, per la prima volta, sceglie di ricorrere anche alla forza della parola. È la «palabra», non un lungo testo. Come suggerisce il titolo, «essere o non essere» secondo La Fura dels Baus, l’ispirazione è un mix tra l’Amleto di Shakespeare, La vita è sogno di Calderon de la Barca, Hamletmachine di Heiner Müller. Sogno, fantasia in chiave distopica, con scenografie digitali, suono surround, video a 360°.

I performer catalani insieme ai tecnici – anche loro coinvolti in scena – e ad alcuni attori milanesi si muovono a terra, in piedi, in aria. Volano sul pubblico, girano tra loro, abbracciano chi a sua volta fa il gesto di abbracciarli e accetta il coinvolgimento. Anche di sporcarsi del fango che ricopre gli attori. In una parola diventa parte viva dello spettacolo. Che di conseguenza è ogni volta diverso. «Posso partecipare di più, dovevo lasciarmi coinvolgere maggiormente»: lo pensano in molti, che così decidono di tornare a teatro. Succede. È successo anche a Buenos Aires, dove lo spettacolo ha debuttato il 13 febbraio 2025.

Lo racconta Carlus Padrissa, cofondatore della Compagnia, che, oltre che come regista, sarà anche in scena alla Fabbrica del Vapore a Milano. Lo racconta, con parole che mixano catalano, spagnolo, italiano, a un pubblico di giornalisti, che hanno potuto scoprire per qualche minuto lo spettacolo attraverso un assaggio animato per l’occasione da alcuni allievi di STM Scuola del teatro musicale. Bravissimi, capaci di far vivere alcuni momenti coinvolgenti, anticipazione dello spettacolo. Al suono di una filastrocca intonata e ripetuta più volte, tra luci verdi, alcuni performer si sono visti uscire da una bara. Coperti di fango si sono mossi tra i giornalisti, decisi a spiazzarli. Se li abbracci ti abbracciano: qualcuno ha scelto di allargare le braccia per un abbraccio ricambiato. Non tutti.

Sono di tre tipi le reazioni del pubblico, dice Carlus Padrissa. C’è chi se ne va perché reputa troppo forte quello che sta vedendo, ma poi torna. C’è chi si mette contro il muro, dove si sente al sicuro. Ma i fuereri (o fureri) – il termine è entrato nel vocabolario spagnolo – interagiscono, diventando protagonisti loro stessi dello spettacolo. E allora si sentono coinvolti: è il loro momento, quando vedono il bene contrapposto al male, si sentono tra libertà e responsabilità, tra vita e morte. Ne colgono la provocazione, indotti a riflettere su capitalismo, crisi ambientale, fragilità umana in un mondo iperconnesso.

Lo spettacolo non vuole dare risposte. Suscita invece domande sull’oggi e va ben oltre il momento immediato. Ma subito, azioni, immagini, suoni con effetti viscerali che scuotono nel profondo, insieme alle parole con la loro forza espressiva suscitano una scarica adrenalinica, ben accolta da chi non si oppone e non rifiuta quanto sta vivendo. Perché questo non è uno spettacolo semplicemente da guardare.

Con Sons Ser o No Ser La Fura dels Baus, la compagnia fondata a Barcellona nel 1979torna alle origini. Torna a quel genere di spettacoli che aveva stupito e coinvolto il pubblico fin dagli anni ‘80 e nei successivi ‘90. «Portare a Milano una compagnia come La Fura dels Baus è una scelta che rispecchia la nostra volontà di proporre al pubblico esperienze teatrali uniche, radicali e innovative» sottolinea il direttore artistico di Show Bees, Gianmario Longoni, che già aveva ospitato la Compagnia al Teatro Smeraldo, che allora dirigeva.

Nel 1992 La Fura dels Baus aveva realizzato la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Barcellona. Negli ultimi anni si è anche dedicata alla regia di varie opere liriche. Così, all’inizio del prossimo anno 2026, Àlex Ollé, uno dei sei direttori artistici de La Fura dels Baus, curerà la regia dell’opera Arianna e Barbablù (Ariadna y Barbazul) al Teatro Real di Madrid.

(Nella foto di Daniel Perez una scena da Sons Ser o No Ser di La Fura dels Baus)

Sons Ser o No Ser di La Fura dels Baus

Regia artistica, composizione musicale: Carlus Padrissa

Durata massima 70 minuti

Pubblico in piedi. Per chi ha problemi di deambulazione e per disabili è prevista una zona defilata con sedie

A Milano, Fabbrica del Vapore, dal 28 novembre al 14 dicembre 2025 (vari orari, anche serate con doppio spettacolo)

presentato da Show Bees