Dieci anni di Pacta Salone. Lo ricorda la direttrice artistica Annig Raimondi presentando la stagione Pacta Salone 2025-2026. Sono stati 10 anni di investimenti per rendere il teatro un luogo di aggregazione attorno alla cultura, in grado di attirare il pubblico della zona, ma anche di tutta Milano. Ora però, annuncia Annig Raimondi, tra 2 anni il contratto scade e non è ben chiaro il futuro. Certo sarebbe assurdo, commenta Diana De Marchi, consigliera delegata della città metropolitana di Milano, non coltivare più tutti i legami che questo Teatro ha creato con le altre realtà cittadine.
Continuando a confermare quel ruolo di ricerca e sperimentazione di nuovi linguaggi, attenzione al futuro e voglia di stimolare riflessioni coinvolgendo il pubblico, la stagione 2025-2026 comprende 78 titoli suddivisi in varie rassegne. Come titolo è stato scelto “Road to Simplègadi Attraverso l’impossibile”, come invito «a passare il varco, intuendo il momento giusto per attraversare la ‘porta stretta’ e allargare gli orizzonti».
«Ci auguriamo di sentirvi dire ogni sera al Pacta Salone “Non me lo aspettavo. Ci devo pensare”. Non perché ci piaccia stupire a tutti i costi, ma perché crediamo in un teatro che non si consuma in una sera». E’ il commento di Maria Eugenia D’Aquino, Presidente e Curatrice delle sezioni ScienzaInScena – TeatroInMatematica, che parla di teatro non come un rifugio dalla realtà, ma come un modo diverso di starci dentro.
La stagione Pacta Salone 2025-2026 propone un viaggio alla scoperta della drammaturgia contemporanea, come di quella classica guardata con occhi nuovi, tra lavori di compagnie giovani e di esperienza.
La Vetrina Contemporanea comprende Glauco – confessioni criminali di un giudice randagio (21 – 22 ottobre) e due testi di autori contemporanei molto famosi, portati in scena da giovani attori o compagnie. Sono Novecento di Alessandro Baricco (24 – 26 ottobre) diretto e interpretato da Manuele Morgese; Interrogatorio a Maria (28 – 31 ottobre) di Giovanni Testori con Leda Kreider e Miriam Giudice, la regia di Paolo Bignamini, produzione Centro Teatrale Bresciano. Donatella Massimilla del Cetec cura la regia di uno spettacolo che vola sulle parole della poetessa Alda Merini, Alda parole al vento (3 novembre), insieme alle voci registrate delle donne recluse a San Vittore. Chiude la sezione a dicembre un viaggio poetico tra le tavole e le parole di Pompeo, il capolavoro che nel 1987 Andrea Pazienza consegnava alla storia del fumetto italiano. Gli Ultimi Giorni di Pompeo di Andrea Pazienza è dall’11 al 14 dicembre.
Grandi autori sono protagonisti della sezione NewClassic. La narrazione in opera gitana da uno studio su “Carmen” di Prosper Mérimée compone Carmen il 18 e 19 dicembre, produzione Teatro Blu. Segue Il Processo (9 – 11 gennaio) da Franz Kafka, in una produzione Dopolavoro Stadera con la regia di Mario Gonzales. Dal 12 al 22 maggio va in scena la nuova produzione Casi – I Dimenticati delle Notti Bianche, tratto da un racconto di Daniil Charms, con adattamento e regia di Riccardo Magherini, che intreccia musica e parola per raccontare l’angoscia, la solitudine, la disperata ricerca di senso e la bellezza amara di una visione disillusa del mondo.
Tornano anche due successi della scorsa stagione. Dal 21 novembre al 4 dicembre torna in scena La Fattoria degli Animali da George Orwell per la regia di Giovanni Battista Storti, coproduzione Alkaest, sulla libertà di pensiero e di espressione sempre minacciata. Pirandello viene portato sulla scena con la ripresa di Il Gioco delle Parti (24 – 29 marzo), una produzione PACTA . dei Teatri con la regia e drammaturgia di Paolo Bignamini.
Ai giovani artisti e compagnie teatrali nate dalle scuole di teatro italiane e internazionali è dedicata la quarta edizione di La Crème de la Crème (5 – 8 maggio). Sono in programmazione Le vedove alla coque di Bianca Tortato; Richiamo per fagiani di Igor Chierici (6.5); La figliata di Vincenzo Politano; L’orizzonte non esiste.
Accanto agli spettacoli di drammaturgia sono programmati dei progetti tematici. È prevista una sezione di danza, Apriamo le gabbie che dal 7 al 16 novembre propone 16 titoli. Tra questi il 12 novembre C’est pas grave (Non fa niente). Presentato dal Circuito Claps, coinvolge anche il pubblico invitato a lanciare aeroplanini di carta verso i 2 performer, che ruotano, si attraggono e respingono.
Arrivata al 10º anno è la PactaSoundZone che comprende cinque appuntamenti dal 15 gennaio. Il compositore Maurizio Pisati, che cura la sezione, dice «Benvenuti dove il teatro si fa suono e la musica prende corpo».
Grande attenzione anche per questa nona edizione è riservata al festival ScienzaInScena con la direzione artistica di Maria Eugenia D’Aquino. In programma dal 27 gennaio al 28 febbraio propone 16 titoli, ognuno per raccontare una rivoluzione piccola o grande, una svolta di pensiero, una trasformazione del nostro modo di conoscere, vivere, abitare il mondo. Tra questi Deep Blue (7-8.2), che racconta la sfida tra uomo e macchina, partendo dall’11 maggio 1997 quando per la prima volta un computer vinse contro il campione del mondo di scacchi Garry Kasparov.
Altra sezione che riscuote molto successo da tanti anni è progetto DonneTeatroDiritti. Arrivato alla 17ª edizione in questa stagione di Pacta 2025-2026 propone nove titoli sotto il titolo Vinti e vincitori. Tra questi due nuove produzioni. L’Orchessa dai racconti di Irène Némirovsky (5 – 12 marzo) drammaturgia e regia di Paolo Bignamini con in scena Annig Raimondi, in collaborazione con Università degli Studi Milano e Università di Avignone. La pièce analizza la paura, l’adattamento e le dinamiche che si creano, evidenziando come la guerra frantumi la dignità e porti a scelte difficili.
Dal 22 al 25 gennaio va in scena Arsi Interrogatori a Jeanne D’Arc di Eleonora Fedeli, con la regia di Giulia Sangiorgio. E’ ispirato alle udienze e agli interrogatori che Giovanna D’Arco subì durante la sua prigionia. Tra gli altri, Teste tonde e teste a punta di Brecht (19-22.3); Amlet 2052, che l’1 e 2 aprile si chiede che cosa accade dopo la fine del dramma di Shakespeare. Dal 9 al 19 aprile è in programma Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde con sottotitolo ovvero La moda dell’eccesso, riletto da Annig Raimondi come apologo su identità ed eccesso, tra narcisismo e desiderio. Con al centro una vernice affascinante per la sua luminescenza, ma che si è poi scoperto essere cancerogena è Radium Girls La vera storia delle ragazze al radio (27-28.4).
Dal 25 al 29 maggio è in programma il festival internazionale che propone due spettacoli in grado di coinvolgere anche palcoscenici di Francia e Germania grazie all’utilizzo della tecnologia.
Novità per la stagione di Pacta Salone 2025-2026 è la nascita di una nuova sala. E’ l’Area talk da 60 posti, dove verranno organizzati incontri legati a vari temi. Ugualmente nuovo nel Foyer è lo spazio espositivo di Mostre al Cubo. E’ curato da Fulvio Michelazzi con la collaborazione di Elisabetta Longari, storica dell’arte, già docente di storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
A completare il programma gli spettacoli per i bambini e tante altre iniziative che coinvolgono in particolare la zona circostante il Salone di via Dini.
(Nella foto di Lorena Dumitrascu un momento di C’est pas grave, spettacolo nel cartellone danza di Pacta Salone 2025-2026)






