Natascia Curci e Milutin Dapcevic in Schiavo dAmore produzione Animanera apre la stagione del Teatro della Cooperativa 2025-2026 Foto di Lorenza Daverio

Teatro della Cooperativa 2025-2026, la stagione di nome Licia

E’ dedicata a Licia Pinelli la stagione del Teatro della Cooperativa 2025-2026. La sua foto realizzata da Carla Cerati (archivio Elena Ceratti) caratterizza il programma della stagione. «Licia, suo malgrado, è diventata un simbolo – spiega Renato Sarti, direttore artistico del Teatro di via Hermada -. La sua sofferenza, intima, profonda, direi “antica”, ci riporta alle grandi figure femminili delle tragedie greche, coraggiose, combattive contro le ingiustizie dei potenti, resistenti alle avversità della vita e al contempo anche attente a scrutarne i misteri più insondabili».

La stagione, attenta alla drammaturgia contemporanea, comprende 28 spettacoli tra produzioni e ospitalità per parlare di attualità con un mix di tragedia e comicità, che punta però a far riflettere. L’inizio è con degli spettacoli evento speciale. Schiavo d’amore – Un omaggio a Sacher Masoch al tramonto dell’Antropocene, produzione Animanera, apre la stagione (29-30 settembre- prima nazionale). Il testo di Magdalena Barile affronta il tema delle disuguaglianze con protagonisti una badante e il suo ricco datore di lavoro. L’11 e 12 ottobre Un ebreo un ligure e l’ebraismo propone un incontro tra Moni Ovadia e Dario Vergassola. Un altro momento, questa volta comico con Debora Villa, Finché la barca va… si ripete per 4 date.

Grazie agli spettacoli della stagione del Teatro della Cooperativa 2025-2026 si parla di stragi a scuola con David (14-19.10); di immigrazione con Moussa in Paradiso – Una giullarata funebre (25-30.11); di diversità con ‘A Noce (19-24.5).

Il tema della memoria e della giustizia ritorna in vari spettacoli. Il rumore del silenzio (11-15 novembre al Teatro Elfo Puccini) di Renato Sarti, in scena con Laura Curino, parla della strage di Piazza Fontana e la morte di Giuseppe Pinelli.

Alla ricerca della verità è Nell’occhio del labirinto – Apologia di Enzo Tortora (29 novembre al Teatro Gerolamo per Fuori Niguarda).

A volo d’angelo (13-18 gennaio) ricorda la guerra nei Balcani portandoci tra le strade di Mostar nel sud della Bosnia Erzegovina.

Primi passi sulla luna – Divulgazioni provvisorie per uno spettacolo postumo (26-29.3) ricorda la notte del 20 luglio 1969 con un viaggio surreale, esilarante.

È bello vivere liberi! – Un progetto di teatro civile per un’attrice, 5 burattini e un pupazzo (20 aprile-evento speciale) di Marta Cuscunà è ispirato alla partigiana Ondina Peteani. Con Fabbrico – Storia di un paese antifascista (7-17 maggio- prima nazionale) Massimiliano Loizzi dà voce a un intero paese e alla sua eredità antifascista.

Dopoguerra (26 febbraio/1° marzo- prima nazionale), delinea l’Italia del dopoguerra attraverso l’amore di Gino Bartali e Adriana.

Altri spettacoli parlano di bambine e bambini sotto diversi punti di vista. Potevo essere io (2-5 dicembre) di Renata Ciaravino, con Arianna Scommegna e la supervisione registica di Serena Sinigaglia, è dedicato ai bambini che siamo stati. Lo sciopero delle bambine – L’eroicomica impresa del 1902 (9-14 dicembre- prima nazionale) con Rossana Mola e Rita Pelusio, narra la storia del primo sciopero minorile d’Europa nel 1902 con protagoniste delle bambine di sei anni.

Il tema della genitorialità e della maternità viene esplorato con M(Other) (12-22 febbraio- prima nazionale), unica nuova produzione diretta da Renato Sarti. Scritta e interpretata dalla drammaturga emergente Rossella Fava mette in scena il confronto tra una madre biologica e una madre intenzionale.

La stagione del Teatro della Cooperativa 2025-2026 propone anche vari spettacoli per ridere e riflettere. Flavio Oreglio porta in prima nazionale Varie ed eventuali – Pensieri sparsi e note a pié sospinto (4-9.11). Il 18 e 19 marzo è la volta del classico, frizzante, dissacrante Coppia aperta quasi spalancata di Dario Fo e Franca Rame. Diretto da Renato Sarti è interpretato da Alessandra Faiella e Valerio Bongiorno. Risultato di uno sguardo ironico e irriverente è Poeti folgorati… ovvero… come provai a distruggere la poesia italiana del Novecento (10-19 aprile).

Ci sono spettacoli risultato di improvvisazione, come Fricassea -One man show di varia & amena comicità (21-23 novembre- prima nazionale) e Il Parassita, che il 15 marzo crea uno spettacolo utilizzando la scenografia che trova.

Altri spettacoli guardano al nostro rapporto con un intellettuale come Pezzi di corpus Pasolini – Cinquant’anni senza un poeta civile (23-26 ottobre -prima milanese) di e con Giorgio Felicetti. Il rapporto con grandi icone della musica morti a 27 anni è al centro di Il Club del 27 – (la maledizione del rock) (20-25 gennaio -prima nazionale) di e con Claudio Batta, accompagnato in scena da Tao alla chitarra. O ancora con In principio era la neve di Gianfelice Facchetti (30 gennaio-8 febbraio -prima nazionale) non si parla di sport ma del rapporto con la natura.

Il programma prevede anche in alternanza il progetto Drammaturghi in Circolo: durante 6 appuntamenti alcuni attori leggeranno i copioni inediti di autori emergenti.

(Nella foto di Lorenza Daverio i protagonisti di Schiavo d’Amore, Natascia Curci e Milutin Dapcevic. Con il testo di Magdalena Barile in prima nazionale lo spettacolo, produzione Animanera, apre la stagione del Teatro della Cooperativa 2025-2026)