La signora delle camelie secondo la visione di Giovanni Ortoleva al Teatro Fontana stagione 2025-2026 e in tour Foto di Giulia Lenzi

Teatro Fontana 2025-2026 la stagione con i tagli alla Fontana

La definizione è sorprendente, molto in tema. Gianluca Balestra la presenta come Custode del castello di Elsinor, il centro di produzione teatrale che ha sede al Teatro Fontana. Lei è Ivonne Capece alla presentazione del Teatro Fontana stagione 2025-2026. Alla sua seconda direzione artistica ha scelto come titolo Welcome to Italy, un benvenuto ironico e provocatorio nel Paese più raccontato del mondo. Ed è un invito a tagliare la superficie: tagliamo l’immagine da cartolina e consideriamo il teatro come strumento per guardare la verità. Guardiamo più in profondo, aggiunge Ivonne Capece. Operiamo un taglio alla Fontana, seconda parte del titolo, che gioca sul nome del Teatro, ma anche dell’artista che i tagli sulla tela li ha resi opera artistica. 

Il Teatro Fontana stagione 2025-2026 è sempre più attento alle collaborazioni, a una dimensione performativa, alla nuova drammaturgia contemporanea, che significa nuovi testi, ma anche riscrittura dei classici. Altro motivo guida è una rete di rapporti che si afferma, per creare un ponte tra mondi artistici lontani, come, in questa stagione, tra Lombardia e Napoli.

Così si possono interpretare gli otto spettacoli che aprono la stagione dal 4 settembre al 19 ottobre dei Chiostri Suite. Sotto le volte dei chiostri bramanteschi si dimostra uno spazio di attrito e riflessione, dove si mescolano tradizione e sperimentazione, passando tra matrici popolari e linguaggi originali. Si va dalle fiabe orali calabresi di Re Pipuzzu fattu a manu alla rilettura di Brecht in chiave attuale con Sulla difficoltà di dire la verità fino alla parabolaprovocatoria di La presidente di Teatro dei Borgia. L‘attenzione al corpo di Fattoria Vittadini con Lingua lascia il posto all’olfatto in scrittura scenica e memoria di Odorama. In chiusura Phoebe Zeitgeist con Se si ha l’amore in corpo non serve giocare a flipper mescola gli echi della Germania di Fassbinder con le contraddizioni politiche di oggi.

La stagione in sala propone, con brevi teniture, spettacoli che tagliano testi classici, per coglierne lati più nascosti. Oppure guardano miti italiani e fatti del nostro Paese per affondare il coltello più nel profondo. O ancora affrontano generi ormai classici del teatro come i musical, tagliuzzandoli per offrire qualcosa di meno prevedibile.

L’avvio è con tre spettacoli legati a fatti di cronaca nera italiana. La città dei vivi, con regia di Ivonne Capece, ricostruisce la storia dell’omicidio di Luca Varani per parlare del male nascosto dietro alla normalità (13-26.11). Amorosi assassini, sottotitolo Una commedia che (non) fa ridere, di e con Valeria Perdonò invita a riflettere parlando di una donna sopravvissuta a un tentato omicidio da parte dell’ex marito, allora direttore di un teatro di Macerata. Sono dunque centrali femminicidi e stereotipi di classe.

In questo filone, legato alla cronaca nera, si inserisce anche l’ospitalità Storia nera della Uno bianca, che il 9 dicembre parla di una ferocia organizzata e sistematica, resa ancor più agghiacciante dalla provenienza dei suoi autori, dei poliziotti in servizio. Vicende di cronaca italiana sono alle base di Mare di ruggine la favola dell’Ilva.

Gli anni di piombo con tutta la loro violenza e ipocrisia sono protagonisti di Una settimana di bontà 1975 (13-15.2).

Altri spettacoli parlano di simboli, miti, relative evoluzioni da valutare oggi. Tesla vede protagonista Nikola Tesla, i suoi ideali, il sogno di una energia libera. Lo interpreta una attrice.

Lo sguardo su una donna colta, consapevole delle sue scelte, come Moana Pozzi, in un’Italia che giudica, è al centro di Moana porno revolution. Di e con Irene Serini è in scena dal 15 al 18 dicembre.

Un’altra donna molto diversa, che finge di essere una delle vittime del Bataclan per sentirsi al centro dell’attenzione, è La diva del Bataclan. Con Claudia Marsicano dal 27 febbraio al 1° marzo sotto forma di musical parla del bisogno di sentirsi protagonisti.

Il colpevole spettacolarizzato è Barabba di Antonio Tarantino (21-24.4).

Come un gioco si annuncia Dieci modi per morire felici. Il testo di Emanuele Aldrovandi il 4 marzo coinvolge 10 spettatori volontari alla ricerca della felicità.

L’altro testo di Aldrovandi, Scusate se non siamo morti in mare affronta il tema dell’Europa, vista non più come meta da raggiungere, ma come punto di partenza in cerca di una vita migliore.

L’Europa e che cosa può offrire alle giovani generazioni è anche il tema di L’Europa non cade dal cielo (12.3).

Il cartellone del Teatro Fontana stagione 2025-2026 presenta anche spettacoli ispirati a testi classici, con un taglio che permette visioni inedite. Tra questi, rivisitati, troviamo tre testi di Shakespeare, tra i suoi più famosi. Così Roberto Latini porta Giulietta e Romeo estrapolando le scene in cui i due sono insieme (5-8.3). La tragedia di Riccardo III è una rilettura che punta più sull’amore che sul potere (10-11.4). E invece di potere e fragilità delle democrazie contemporanee si parla con Giulio Cesare o la notte della Repubblica ispirato appunto a Shakespeare (11-14.12). Ancora il potere è al centro di Tartufo, rielaborazione di Michele Sinisi della commedia di Molière che mette in discussione la famiglia stessa.

Versione napoletana di un testo molto intenso come La notte poco prima della foresta di Koltès è Nuttata, in scena il 26 e 27 marzo.

Altro testo molto famoso è Casa di bambola di Ibsen. Ivonne Capece, con la sua regia, ne dà una lettura inedita, guardando al marito, ora solo dopo l’uscita di casa di Nora.

E’ invece proprio la violenza su una donna, che passa anche attraverso il giudizio e la misoginia, al centro del libero adattamento di Giovanni Ortoleva di La signora delle camelie di Dumas. Dopo il successo della scorsa stagione lo spettacolo si ripropone al Teatro Fontana dal 16 al 19 aprile, anche protagonista di una lunga tournèe.

Un’altra donna «troppo» giudicata è la protagonista di Nei letti degli altri, tratto da La Gilda del Mc Mahon di Testori (18 e 19.6).

Un altro Testori è invece in scena a inizio di stagione: Arianna Scommegna dal 16 al 19 settembre è Mater Strangosciàs.

Altra attrice ben conosciuta, Federica Rosellini, attraverso una performance dal 17 al 22 marzo con iGirl racconta il punto di vista delle donne.

Sono invece tre operai che sognano il colpo del secolo i protagonisti di Scandisk di Vitaliano Trevisan (28 e 29.4).

Due spettacoli molto diversi si susseguono a fine maggio. Il 26 e 27 maggio Io sono Nijinski, liberamente tratto dai diari della Stella dei Balletti Russi racconta i giorni inquieti che precedettero l’addio alla scena del “Dio della danza”.

Chiude il ciclo di ospitalità Replik_A, spettacolo della compagnia tedesca Meinhardt & Krauss, che contrappone un danzatore a un robot. (30-31.5).

Tanti «tagli», dunque – molti di più di quelli che abbiamo presentato qui – per scavare all’interno di testi e raccontare l’imprevisto, offrendo al pubblico la possibilità di nuove riflessioni, sia pure senza dimenticare ironia e sorrisi: benvenuti in questa Italia tutta da scoprire. Benvenuti al Teatro Fontana stagione 2025-2026: troverete 43 spettacoli, di cui 7 produzioni e 36 ospitalità, 13 spettacoli dedicati ai bambini, 2 festival di danza.

(Nella foto di Giulia Lenzi, una scena da La signora delle camelie di Giovanni Ortoleva al Teatro Fontana stagione 2025-2026. Qui la recensione dello spettacolo visto nella scorsa stagione)