Vieni al circo ti raccontiamo una storia (che storica non è). Questo è un luogo speciale, allegro e spumeggiante, dove un gruppo di circensi è deciso a raccontare la storia di Pippin, secondo il proprio modo di fare spettacolo. E’ la storia di quello che qui si vuole figlio di Carlo Magno.
Il musical, che prevede proprio un gioco metateatrale di teatro nel teatro (questa volta nel circo) è nuovo per Milano. Occasione per scoprire questo musical del 1972, reso celebre dalla regia di Bob Fosse. A metterlo in scena è Simone Nardini con MTS – Musical! The School che dirige in Imbonati11 Art Hub: allievi del primo corso e diplomati del secondo. In tutto 24 performer, per un gran bello spettacolo, coloratissimo, pieno di allegria con delle belle voci impegnate nelle tante parti cantate.
Questa è la vera biografia di Pippin, si annuncia durante lo spettacolo. Ma lui non è davvero il figlio di Carlo Magno, anche se molto di quanto si racconta è reale o possibile. Perché Carlo Magno era veramente deciso a unificare il mondo conosciuto in nome del cristianesimo, pur non essendo stato un monarca particolarmente dispotico. Il figlio Pippin si ribella al padre, va in guerra e ne è disgustato, non accetta il dispotismo del padre, ne prende il posto, salvo poi rendersi conto che non è semplice governare. Accanto a lui la matrigna decisa a sostenere suo figlio, la nonna e Caterina, vedova con figlio, sposa ideale. E tanto altro del racconto da scoprire.
Così Pippin diventa un nostro contemporaneo, che vede e rifugge i mali dei nostri tempi, come dittature, guerre in nome della religione, politiche di governo inique, nepotismo. Lascia intuire, ma diverte. Questo è un «magico show» tra circensi, sempre in movimento, decisi a far credere alla loro allegria. Con entusiasmo interagiscono con il pubblico, che è a pochi centimetri di distanza, in uno spazio teatrale a semicerchio, con il pubblico che attornia gli attori. Viene coinvolto: la nonna tenta il momento karaoke, mentre su un telo compaiono le parole della canzone, tradotta, come tutte le altre.
E’ una messinscena che piace molto, attenta a tutti i particolari, perché anche questi fanno spettacolo. Guardi in alto e vedi gli ombrellini appesi, possibile evocazione di trapezisti. Conquistano i costumi molto ricchi, capaci di caratterizzare ciascun personaggio. Sotto le indicazioni di Simone Nardini sono stati realizzati dagli attori stessi, perché più possano sentirsi «nei loro panni». L’ambiente circo – la scritta luminosa Circus conferma – è ricostruito con l’allestimento a semicerchio. Qui la direttrice del circo, vera maestra di cerimonie, in costume da ordinanza introduce i vari personaggi, attenta a un ordine che i circensi fingono di osteggiare. Entrano dal fondo, come al circo. A volte danno vita a piccoli dispetti, tutti da scoprire, sempre divertenti.
Tutto è curato con la massima precisione. Con echi di Brecht dei cartelli annunciano le diverse ambientazioni, fino all’utilizzo di un telo con la scritta «lenzuolo» e due cartelli con «cuscino». E’ la nuova vita di Pippin con Caterina: niente più aspirazioni al trono. Ma i problemi non finiscono: sono solo diversi.
Con ottime scelte operate da Simone Nardini, giocate su una messinscena non tradizionale, tra costumi sfarzosi e scenografia suggerita più che ricostruita, lo spettacolo coinvolge. Tutto il cast appare decisamente in parte: ottime interpretazioni, con belle voci impegnate nei momenti musicali. Un mix perfetto per raccontare una storia che non è storica, ma getta uno sguardo attento sulla realtà odierna: diverte e suggerisce riflessioni.
Pippin è andato in scena nell’ambito del FringeMi e, nella ultima replica, la domenica, in chiusura di La Stagione Diversa di IMBONATI11 ART HUB.
(Nella foto di Francesco Maria Conti e Giacomo Marcheschi il cast di Pippin)
PIPPIN – The Immersive Musical Experience
(sezione Extra rassegna FringeMI Dergano)
con gli allievi di MTS – MUSICAL! THE SCHOOL
Regia, scene e costumi: Simone Nardini
Coreografie: Valentina Bordi; Direzione vocale: Eleonora Mosca; Acting Coach: Tiziano Edini
A Milano, Imbonati11 Art Hub (via Carlo Imbonati 11) – Sala Nonsoloteatro






