4 minuti e 12 secondi al Teatro della Quattordicesima

4 minuti e 12 secondi, teatro attuale e sconvolgente

4 minuti e 12 secondi possono bastare per sconvolgere una famiglia. Bastano anche a sconvolgere il pubblico che assiste allo spettacolo così intitolato, andato in scena al Teatro della Quattordicesima il 27 e 28 marzo 2026.

L’inizio è con una camicia insanguinata. È di Tommy: è stato picchiato, scopre la madre Diana. Glielo spiega il marito David, padre di Tommy. È un pestaggio che nasconde ben più di quel che sembra all’inizio: non invidia nei confronti del ragazzino, famiglia bene, con Barbour. Qui è questione di video: intimo, hard, ripreso e diffuso in rete.

4 minuti e 12 secondi è proprio la durata del video intimo registrato da Tommy mentre facevo sesso con Lara. Il video, finito in rete, ha avuto un milione di visualizzazioni. Chi lo ha diffuso? Tommy nega. La madre incolpa Nick, amico di Tommy. Lo incontra e inizia ad avere qualche dubbio. Nick ha anche delle foto spinte di Lara: le ha avute da Tommy. Non le voleva vedere e nemmeno le vuole diffondere. Ha anche una cotta per Lara.

Quel video come è finito in rete? A lungo la madre difende il figlio. E’ convinta che non possa essere colpevole né di quello che l’accusa Lara, né di averlo messo in rete.

Lo spettacolo riserva ben più di una sorpresa, solleva ben più di un interrogativo, mentre disegna una situazione, che si scopre essere sempre più attuale. È revenge porn, ma al centro dell’attenzione sono anche i genitori, pronti a tutto pur di difendere il figlio. Su di lui hanno riversato tutte le speranze di successo: una accusa di questo genere ne compromette il futuro. In che cosa abbiamo sbagliato si chiede la madre.

Gli adolescenti si sono sempre picchiati dice il padre: è proprio vero? Si picchiavano a sangue? Anche ai nostri tempi, dice ancora il padre, si facevano delle foto erotiche. Non dice però che rimanevano all’interno della coppia, causa necessità di stampare i negativi delle foto. E appena arrivato il digitale per le riprese non era ancora possibile metterle in rete per un pubblico da contare in milioni. Il revenge porn è un fatto recente.

4 minuti e 12 secondi racconta una storia molto attenta ai tempi attuali, dove tutto gira intorno al virtuale, dove un rapporto sessuale sembra vada mostrato. E’ solo quando c’è anche l’amore che si nasconde, come fa Nick?

E’ anche un mondo di falsità, dove le regole sembrano solo invogliare ad aggirarle. Così Nick, minorenne frequenta il pub e beve una birra, ma si è procurato una carta d’identità falsa, con abbondanti anni aggiunti.

Insieme questa è anche una storia di pregiudizi, perché Lara viene da una zona meno prestigiosa di Tommy. La madre, almeno all’inizio, non ha dubbi: tutte le colpe sono della ragazza.

Video hard, foto altamente erotiche: nessuna immagine in scena. Una scelta che piace molto: tutto arriva al pubblico attraverso le parole dei protagonisti, che comunque non indulgono mai nel racconto di particolari. Non è necessario. Anzi. Gli spettatori intuiscono. Si sentono coinvolti grazie alla forza dei quattro attori, capaci di esprimere certezze, sospetti, esitazioni. Suscitare dubbi e interrogativi. Con le loro parole, i loro movimenti e comportamenti riescono a stimolare ulteriori considerazioni. In scena sono Chiara Becchimanzi (la madre Diana), Claudio Vanni (il padre David), Flavia Lorusso (Lara), Samuele Ghiani (Nick).

Tommy invece in scena non c’è. Tutto è raccontato dal punto di vista di chi ne ha subito i comportamenti: i genitori, la ragazza Lara, l’amico Nick. Sono tutte scelte che rendono la pièce mai pruriginosa. Particolarmente sconvolgente. Molto bella per come racconta. Molto intensa, grazie alla regia di Giancarlo Nicoletti, che concentra tutta l’attenzione sul racconto. Anche la scenografia di Alessandro Chiti è minimale, con delle pareti che scorrendo creano ambientazioni differenti: la casa e gli ambienti esterni, dove la madre incontra Nick e successivamente Lara.
Inquietante, che non consente distrazioni, capace di catturare ottimamente l’attenzione dello spettatore. Eppure la pièce racconta quanto non dovrebbe nemmeno essere ipotizzato: il rispetto degli altri dovrebbe guidare ogni azione. In un mondo ideale nemmeno questo spettacolo avrebbe ragione di esistere. Invece il mondo in cui ci proietta James Fritz con il suo 4 minuti e 12 secondi è quanto mai reale.

4 minuti e 12 secondi

di James Fritz

Con Chiara Becchimanzi, Claudio Vanni, Flavia Lorusso, Samuele Ghiani

regia di Giancarlo Nicoletti

scene Alessandro Chiti

A Milano, Teatro della Quattordicesima, 27 e 28 marzo 2026, ore 21.00