Questa volta Annie Baker punta l’attenzione sul mondo del teatro. Meglio: con Circle Mirror Transformation al centro è un corso di teatro vissuto dai partecipanti come occasione per superare paure e fragilità (come spesso succede anche nella realtà), più che come primo passo di preparazione a un lavoro. Forse. Sono in quattro a partecipare al corso di recitazione curato da Marty, tedesca 65enne, a cui Pamela Villoresi dà un accento che sa di straniero.
Sono sei giornate di corso: sei incontri durante i quali emergono fragilità, paure, difficoltà, desideri, ma anche una spinta ad «accorgervi di chi sta intorno a voi». Riusciranno a superare quel senso di solitudine che li ha spinti a frequentare questo corso?
Schultz (Andrea Di Casa) capisce di dover superare la perdita della moglie: innamorarsi di Theresa lo aiuterà? Theresa (Alessia Giuliani) dell’amore ha paura: continuerà a non volere una cosa seria? Marty (Pamela Villoresi) sente il peso dell’età, che le rughe è convinta evidenzino. Da giovane era rimasta folgorata dalla bellezza di James (Valerio Binasco). Lo ha sposato: il loro amore continua? E forse c’è qualcosa nel suo passato che ancora la turba: emergerà? E perché cura questo corso: forse solo per i soldi? Lauren (Maria Trenta) è l’unica che è davvero interessata al teatro: vuole fare l’audizione per il musical West Side Story. Ma forse in famiglia non appoggiano la sua scelta o forse sono solo problemi economici. Diventerà una grande Maria, applaudita dal pubblico?
Questa non è una pièce di grandi avvenimenti e poco importa che gli interrogativi che affiorano trovino una risposta. Piuttosto con Circle Mirror Transformation prendono vita brevi momenti in cui si svela qualcosa di ciascuno. Piccoli suggerimenti per il pubblico a scoprire qualcosa in più – e non solo sui quattro -, mentre in scena si vedono i giochi con cui Marty vuole coinvolgere i partecipanti al corso di recitazione. Si va dal «tu sei me» ai momenti buffi, in cui i quattro devono diventare un albero, un letto o buttarsi come una bomba. E anche…
Ad annunciare le particolari proposte didattiche di Marty e a scandire tempi e giornate sono le scritte sul fondo del palco del Piccolo Teatro Strehler, dove è in scena Circle Mirror Transformation. Qui si muovono gli attori, bravi a dar vita a questo microcosmo umano, suggerendone fragilità, che non sono certo solo dei loro personaggi. Così di “Stand by me”, che accompagna le scene finali, sul fondo se ne leggono le parole. Non semplice colonna sonora. Valerio Binasco come regista sceglie di tradurre le parole in italiano, per meglio farne cogliere il significato: “Quando la notte sarà giunta / E la terra si farà buia / E l’unica luce che vedremo sarà la luna/ No, non avrò paura / Oh, non avrò paura / Finché tu mi starai vicino, mi starai vicino”, sarai con me.
Con Circle Mirror Transformation, scritto da Annie Baker nel 2009, il mondo dello spettacolo è visto un po’ di sguincio, occasione per suggerire altro. Come in “The Flick”, di quattro anni successivo, che ha al centro un cinema nel momento del passaggio dalla pellicola al digitale. Protagonisti sono due maschere – uno è Alberto Malanchino al debutto a teatro – e una proiezionista, che giocano con film e attori, come suggerisce “Sei gradi di separazione”. Lì sono le loro scelte (e non solo in fatto di titoli) a dire qualcosa di più dei protagonisti. Anche molto di più in questo caso (e nemmeno in questo caso solo di loro). Meno coinvolgente e con un altro tema ancora, la musica e una band musicale che non trova un suo nome, è “The Aliens”, del 2010, dove più emerge la fatica di vivere.
Sono dunque tre le pièce di Annie Baker, che, nel corso di lunghi anni, dal 2017 a oggi, arrivano nei teatri a Milano. Soprattutto evocano atmosfere e suggeriscono qualche pensiero in più agli spettatori. Proprio come succede con Circle Mirror Transformation, che, tra sorrisi e piccole sorprese, pensieri e riflessioni, lascia gli spettatori con una domanda: quante volte la tua vita cambierà, influenzata da incontri inaspettati?
(Nella foto di Virginia Brown il cast di Circle Mirror Transformation)
Circle Mirror Transformation
di Annie Baker
traduzione Monica Capuani e Cristina Spina
regia Valerio Binasco
con Valerio Binasco (James), Pamela Villoresi (Marty), Alessia Giuliani (Theresa), Andrea Di Casa (Schultz), Maria Trenta (Lauren)
produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
Circle Mirror Transformation è presentato per gentile concessione della United Talent Agency e per il tramite dell’Agenzia Danesi Tolnay
Durata: 1 ore e 50 minuti senza intervallo.
a Milano, Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza), dal 28 aprile al 3 maggio 2026 (martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì ore 20.30; domenica ore 16).
Venerdì 1° maggio riposo). Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro






