Il balletto classico La Bella Addormentata al Teatro Arcimboldi con Accademia Ucraina di Balletto

La Bella Addormentata, favola e balletto che incanta con AUB

Una bella favola: un gran bello spettacolo. Con La Bella Addormentata della Accademia Ucraina di Balletto il pubblico del TAM Teatro Arcimboldi è conquistato, affascinato da tanti aspetti. La musica di Čajkovskij eseguita dal vivo da OFI Orchestra Filarmonica Italiana, diretta dal M° Marco Dallara porta gli spettatori nel regno di re Floristano e sottolinea l’aspetto sentimentale e insieme fantastico del balletto. Quando si apre il sipario la musica dà vita alle coreografie, dà il ritmo ai ballerini. Le note diventano passi di danza. Il pubblico è incantato scoprendo il racconto attraverso il linguaggio della danza. Un linguaggio che prende il posto delle parole e rende tutto perfettamente comprensibile: è la cifra stilistica di Caterina Calvino Prina, anima dell’Accademia Ucraina di Balletto e di questa edizione di La Bella Addormentata.

Quella che va in scena è una storia dal sapore di favola: le fate, la cattiva, la piccola Aurora sono protagoniste. Il bene si contrappone al male. E’ la voglia di non arrendersi e cambiare quello che il male aveva programmato di costruire. Tutto in scena lo racconta attraverso la storia di Aurora che nasce in una grande reggia stile Luigi XIV, festeggiata da tutta la corte e dalle fate. Ma Carabosse non è stata invitata. La maledizione su Aurora è terribile: si pungerà con un ago a 16 anni e ne morrà. La fata dei Lillà, che non aveva ancora fatto il suo dono alla neonata, le dona un lungo sonno. Verrà interrotto solo con un grande bacio d’amore.

La musica, la storia, le fantastiche scenografie, tutto accompagna un grande racconto, magicamente ballato dagli allievi AUB con coreografie piene di vita, di colore e di allegria. Che cambiano all’arrivo della strega Carabosse. Anche i passi di danza si fanno meno lievi, meno magici, volutamente più duri: per meglio raccontarlo a interpretare la strega è un ballerino. E’ Pierpaolo Ciacciulli, insegnante dell’AUB, che già abbiamo visto ballare in scena volutamente la sgradevolezza, come solo un ottimo ballerino può fare, in Cenerentola e nella madre de La Fille mal gardée. Ai tanti colori delle fate si contrappone il nero della strega, che si muove a passi volutamente pesanti.

Niente a che vedere, in piena corrispondenza con il diverso ruolo, con la lievità di Michal Krčmář, che nel ruolo del principe balla come se volasse, passando dai grand jetè all’impatto impercettibile sul palcoscenico. Affascina il pubblico come Yuka Masamoto, la principessa Aurora. Insieme emozionano con il Grand Pas de Deux nel finale del terzo atto.

Le belle, incantevoli coreografie di Petipa prendono vita tra i giochi di colori dei costumi e dei tutù delle ballerine, in scenografie sontuose che dapprima ricostruiscono la corte, volutamente ispirata al tempo di Luigi XIV, secondo i desideri di chi aveva chiesto il balletto a Čajkovskij, per poi avvolgere tutto tra rami centenari. Dopo il sogno, che fa innamorare il principe, attraverso il velatino vediamo Aurora sul letto addormentata. Come immersa in un profondo sonno è tutta la corte.

Nel terzo atto, dopo il risveglio, si ristabilisce la dimensione favolistica. Perché quello che prende vita sul palcoscenico è un omaggio a Perrault, che aveva fatto da ispirazione a Čajkovskij nello scrivere la storia. Così nella grande festa per il matrimonio vediamo diversi personaggi delle favole di Perrault. Danzano Cappuccetto Rosso e il lupo, Cenerentola che prova la scarpetta, il gatto con gli stivali che perde questi ultimi. È un atto pieno di fantasia, destinato a catturare il pubblico, che può ammirare il foltissimo cast di ballerini in tanti momenti differenti.

Chi ama la danza potrà rivivere i 20 anni di AUB nel Gran Galà in programma al Teatro Arcimboldi il 10 maggio alle 17.

Qui la presentazione del balletto La Bella Addormentata.