Frida Khala fotografata da Gisele Freund

Frida Kahlo davanti agli obiettivi: un’icona in mostra

Frida Kahlo davanti all’obiettivo. Soggetto di molte foto di fotografi famosi è diventata una icona. Proprio su questo punta l’attenzione la mostra “Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito“. Esposta dall’8 ottobre 2026 all’11 gennaio 2027 presso Myowngallery – Superstudio Più di Milano raccoglie 71 foto, selezione di immagini realizzate da alcuni dei più grandi fotografi del Novecento, permettendo così di ripercorrere il processo che ha trasformato Frida Kahlo in una delle icone più riconoscibili della cultura contemporanea.

Sono in mostra immagini di Edward Weston, Nickolas Muray, Imogen Cunningham, Lucienne Bloch, Toni Frissell, Julien Levy, Lola Álvarez Bravo, Bernard Silberstein, Gisèle Freund, Fritz Henle, che mettono in luce le passioni di Frida Kahlo, le sue fragilità e la sua relazione con il mondo che la circondava. A contribuire a contestualizzare ulteriormente il mito è una sezione dedicata al materiale documentario.

Pensata e curata da Vittoria Mainoldi appositamente per questo spazio espositivo, la mostra propone un percorso che intreccia fotografia, arte e biografia, invitando il pubblico a leggere la figura di Frida Kahlo attraverso gli sguardi di chi l’ha ritratta e ne ha documentato la straordinaria personalità. Il corpus iconografico, oltre a documentare il volto pubblico e il corpo segnato dalla sofferenza, restituisce la forza del suo spirito ribelle, la profondità del suo legame con la cultura messicana e la potenza innovativa della sua visione artistica, offrendo al tempo stesso una preziosa testimonianza del lavoro di alcuni dei più grandi fotografi del XX secolo.

«Pittrice che fece dell’autoritratto uno dei suoi principali strumenti espressivi, Frida Kahlo appartiene a quel ristretto gruppo di figure la cui identità è stata elevata a icona, fino a trascendere — in molti casi — la portata stessa della propria opera».

E ancora, si legge nella presentazione della mostra «Frida Kahlo era poco conosciuta al di fuori del mondo dell’arte fino a circa 40 anni fa, tanto che quando morì, nel 1954, il New York Times annunciò: “È morta Frida Kahlo, artista, moglie di Diego Rivera”. Da allora le cose sono molto cambiate e Frida Kahlo è diventata un’icona culturale. Così come è accaduto per l’Urlo di Munch, il David di Michelangelo, o La notte stellata di van Gogh un’intera industria è cresciuta intorno a lei. Oggi il suo volto, con lo sguardo intenso e le celebri sopracciglia marcate, campeggia su tazze da caffè, magliette, carte da gioco, portachiavi, calamite, cartoline e poster, ma anche su oggetti più insoliti, come piastrelle, cosmetici, detersivi e persino prodotti alimentari. Ciò che colpisce, però, è che — a differenza degli altri esempi — a diventare icona non è stata un’opera, ma l’artista stessa.

La riscoperta di Frida Kahlo come artista è spesso ricondotta alla mostra del 1982 presso la Whitechapel Gallery di Londra, in cui le sue opere furono esposte accanto a quelle della fotografa Tina Modotti, e alla fondamentale biografia di Hayden Herrera — divenuta il principale testo di riferimento sulla sua vita — pubblicata pochi anni più tardi».

La stessa Frida Kahlo costruì con straordinaria lucidità la propria immagine. Così si può interpretare la sua scelta di indossare abiti tradizionali messicani, in netta controtendenza rispetto alla moda del tempo. Aveva anche modificato la propria biografia, per allinearsi idealmente alla causa rivoluzionaria. Aveva infatti dichiarato di essere nata lo stesso anno d’inizio della rivoluzione messicana, nel 1910, mentre risulta che fosse nata il 6 luglio 1907, e si era attribuita origini ebraiche. Lo mette in luce la mostra, che si concentra sul dialogo tra Frida Kahlo e la sua raffigurazione fotografica, interrogandosi su quanto questa narrazione visiva sia stata guidata, influenzata o persino costruita dall’artista stessa.

La sua vita non è certo stata facile, fin dagli inizi. A sei anni contrae la poliomielite, che le procura un lieve zoppicare. A diciotto anni è vittima di un tragico incidente d’autobus che la costringe a lunghi periodi di immobilità e le lascia dolori cronici che la perseguono per tutta la vita. Durante la convalescenza, inizia a dipingere per distrarsi e trova nei suoi quadri un modo per esprimere le sue emozioni. Nel 1929, sposa il celebre pittore messicano Diego Rivera. Sarà una relazione tumultuosa, fatta di passioni e tradimenti reciproci.

Frida Kahlo è conosciuta soprattutto per i suoi autoritratti, caratterizzati da una fusione di realismo e simbolismo.

Il riconoscimento internazionale arriva negli anni ‘40, quando le sue opere vengono esposte a New York e Parigi.

Frida Kahlo muore il 13 luglio 1954 nella sua casa a Coyoacán, oggi trasformata nel Museo Frida Kahlo.

I biglietti per la mostra sono già in vendita.

(Nella foto di Gisele Freund, realizzata nel 1948, Frida Kahlo sta dipingendo il ritratto di suo padre fotografo)