Risate con un grande ritmo. È Gente di facili costumi con Flavio Insinna e Giulia Fiume (irresistibili), ora a Milano al Teatro Manzoni. Già l’inizio è travolgente: lei torna a casa alle 4.45, tacchi che si sentono, porte che sbattono, “Rumore” che suona a più decibel. E acqua del bagno aperta. E’ proprio questo che induce il vicino del piano di sotto a salire per protestare: problemi di sonno, ma anche casa allagata, impraticabile. Era in affitto, sotto sfratto causa canone non pagato da un anno. Lui è uno scrittore, pochi soldi, che scrive contro voglia sceneggiature per film di serie Z, in attesa di proporre il proprio film d’essai, che si intitolerà “Esegesi”. Lei invece non ha problemi di soldi. Che lavoro faccia lo si intuisce subito (anche l’abbigliamento aiuta). Perché torna a quest’ora? chiede lui.
Protagonisti di Gente di facili costumi, perfetti nei loro ruoli, sono Flavio Insinna, che si conferma amatissimo attore di teatro e televisione, sempre capace di una sottile ironia e Giulia Fiume, qui da scoprire dopo averla vista nel ruolo di Carmela, sorella di Lolita Lobosco, nell’omonima serie tv. Con loro, con Ugo e Anna sono due mentalità, due mondi molto diversi che si incontrano, causa difficoltà abitative di lui e disponibilità a cedere il divano di lei.
È un incontro destinato a dar vita a divertentissime scintille: fin dal primo momento le battute si susseguono tra le grandi risate del pubblico. Sono battute giocate sull’italiano traballante di lei. A volte emerge il siciliano dell’attrice, indice della sua origine, ma incomprensibile per Ugo. Come spesso incomprensibili appaiono a lei le parole di Ugo, che si diverte a proporre di sé versioni imprevedibili. Per solleticare il pubblico che ama teatro e cinema tante sono le citazioni, ognuna causa di risate. Roma città aperta, Shakespeare, Marcel Marceau, Brancaleone, Antonioni e L’eclisse: solo alcune delle citazioni, che si trasformano in motivo di risate, tutte da scoprire.
Tra divagazioni, congiuntivi raramente azzeccati, volgarità e doppi sensi ben dribblati, in un terreno pur minato e tante altre battute, a cui corrispondono regolarmente fragorose risate e a volte applausi a scena aperta, la storia procede. Perché Ugo ha individuato in Anna la spettatrice dai gusti comuni: sarà la sua cavia per valutare la sceneggiatura del suo film. Che parte subito male, perché Anna lo trova troppo astruso. Così propone una storia tra il melenso e lacrimevole, con contorno di sesso e miseria. E tanti altri particolari. Il sogno di Ugo va in briciole. Ma naturalmente non è tutto: molto rimane da scoprire agli spettatori in nome del divertimento. E non solo. Perché anche Anna ha un suo sogno sorprendente.
Insieme in scena, con estrema naturalezza, affiorano dei momenti più seri, occasione per sottolineare l’importanza di alcuni valori sacri. Tra questi, l’importanza del rispetto, del rispettare sempre una donna: mai la violenza sulle donne. La violenza non è mai la soluzione, dice Ugo.
Sono i momenti importanti, che si inseriscono perfettamente tra quelli decisamente da ridere, risultato di tempi comici perfetti e di una perfetta sincronia, come una partita di ping pong, con pallina che passa con successo da una racchetta all’altra. Tra Flavio Insinna e Giulia Fiume la pallina rimbalza velocemente, senza mai cadere.
La commedia è stata scritta da Nino Manfredi con Nino Marino nel 1988. Portando in scena la commedia Luca Manfredi con la sua regia ha scelto di inserire qualche omaggio al padre e mantenere l’ambientazione che rispecchia l’epoca della commedia. Sono divertenti particolari da cogliere. Sono le citazioni, quando si nomina lo stesso Nino Manfredi e in un altro momento il personaggio di Girolimoni che Manfredi aveva interpretato al cinema. Diverte anche scovare nella ricchissima scenografia di Luigi Ferrigno gli oggetti che rispettano quell’epoca. Sono la macchina da scrivere portatile che usa Ugo, il telefono fisso a forma di labbra rosse, il piccolo televisore a tubo catodico, il calendario 1988 sul frigo stile retrò, mentre su una parete troneggia la foto di Raffaella Carrà. E la sua “Rumore”, travolgente motivo di allegria, fa da colonna sonora a tutto lo spettacolo.
Moltissimo resta ancora da scoprire su Ugo e Anna e ugualmente tante e ben diversificate sono le occasioni di risate per una bella serata di divertimento. Davvero da applausi sono i due interpreti che conquistano il pubblico. Divertenti anche oltre la fine dello spettacolo: è un altro momento da scoprire.
(Nella foto, Flavio Insinna e Giulia Fiume protagonisti di Gente di facili costumi)
Gente di facili costumi
di Nino Marino e Nino Manfredi
Con Flavio Insinna e Giulia Fiume
Regia Luca Manfredi
Scene Luigi Ferrigno; Costumi Giuseppina Maurizi; Musiche Paolo Vivaldi; Disegno Luci Antonio Molinaro
Produzione La Pirandelliana.
A Milano, Teatro Manzoni, dal 14 al 26 aprile 2026 (feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30 – sabato 25 aprile ore 15,30 e 20,45)






