Parte del cast di La Tempesta il film di Giuseppe Scordio

La Tempesta diventa cinema con Giuseppe Scordio

La piccola Maddalena corre con il cane lungo la spiaggia: è la prima scena di La Tempesta, il film di Giuseppe Scordio, adattamento cinematografico dell’opera di Shakespeare. Nel prologo affiorano i motivi che stanno alla base della realizzazione cinematografica: nel 2020 la pandemia aveva rappresentato una vera tempesta a livello globale. Per il mondo dello spettacolo aveva significato il fermo dei teatri e l’impossibilità di lavorare, con tutte le conseguenze. E’ la tempesta nel mondo, la tempesta che porta Prospero sull’isola, che poi scatena contro i suoi nemici.

Nella primavera del 2020 quella tempesta abbattutasi sul mondo intero porta Giuseppe Scordio con attori e troupe sull’isola d’Ischia. È l’isola che Pieraccioni girando ha definito «rustica e vera, piena di spazi, così diversa dalle isole fighette». In quel momento deserta, causa lockdown. Perfetta dunque per ambientarvi La Tempesta. Anche in grado di offrire location molto suggestive come ambientazione al film, per momenti differenti. Rustico, misterioso, storico, pieno di luce appare il Castello Aragonese, dove nelle prime scene vediamo Prospero con la figlia Miranda. Misterioso, ma decisamente inquietante per quell’incrocio di alberi, dove la luce scarseggia, appare il bosco di Zaro, sormontato da quella che è stata la residenza estiva di Luchino Visconti. Oscura appare quella grotta dove è Calibano. Infine la costa, con la spiaggia dove le onde schiumano e si infrangono tra suoni e rumori, luogo di naufragi.

Il film di Giuseppe Scordio compatta l’opera di Shakespeare, nel testo e nel numero di personaggi, mantenendone la capacità di affascinare gli spettatori. A loro resta tanto da scoprire sulla storia, sui significati, la dinamica tra i personaggi e i loro sentimenti, l’amore tra Miranda e Ferdinand. E con un ottimo cast, con attori più volte visti e applauditi a teatro, qui perfetti nei diversi ruoli. Portando La Tempesta sul grande schermo Giuseppe Scordio punta l’attenzione su parole, atmosfera, sentimenti e si avvale di tutto ciò che le riprese cinematografiche consentono.

I tanti primi piani sui volti dei protagonisti ne svelano i sentimenti ed esaltano le parole. La luce, più che una funzione temporale per indicare il passare delle ore, assume invece un valore espressivo. Ha un effetto magico quando tra gli ambienti rocciosi del Castello isola Prospero e la figlia Miranda. Sono quei poteri magici di Prospero qui più evocati dalla luce, mentre è maggiormente sottolineato l’affetto paterno nei confronti della figlia, un aspetto sicuramente più comprensibile oggi rispetto alle doti magiche che piacevano al pubblico di Shakesperare. E’ luce e azzurro del cielo con Ariel, spirito dell’aria. E’ una luce che cambia, diventando più scura nel momento in cui è protagonista il selvaggio Calibano. Quella tempesta, che a teatro può essere solo evocata, nel film diventa suoni, rumori, onde del mare, che le riprese dall’alto evidenziano.

La versione cinematografica di La Tempesta è occasione per sottolineare quei valori universali, che nella realtà oggi appaiono traballanti, se non compromessi. Li sentiamo dalla voce di Gianni Quillico nel ruolo di Gonzalo, molto diverso dagli altri naufraghi con lui nel bosco, nemici di Prospero, che per ambizione lo hanno tradito. Capace di credere in un mondo migliore parla della cultura come patrimonio di tutti. Si esprime contro l’egoismo, la brama di potere, le armi, sottolinea il valore delle donne, qui anche ampliando le parole di Shakespeare per toccare temi molti attuali.

In finale quell’atmosfera magica qui evocata dalla luce diventa le parole più famose scritte da Shakespeare: «Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni». E alla fine si torna alla dimensione strettamente teatrale con Giuseppe Scordio sul palco del Teatro Verdi di Busseto di spalle mentre si rivolge a un ipotetico pubblico. Sono quegli spettatori assenti al momento delle riprese del film, causa lockdown, ma che sono i logici destinatari di una pièce teatrale.

Il film inizialmente era stato dedicato ad Antonio Salines, che avrebbe dovuto interpretare Prospero. Ora si è aggiunta la dedica a Gianni Quillico, scomparso da pochi giorni, che nel ruolo di Gonzalo lascia un ricordo destinato a rimanere nel tempo della sua sempre incisiva, coinvolgente, presenza sulle tavole dei palcoscenici.

La Tempesta

da William Shakespeare

Un film di Giuseppe Scordio

Regia di Attilio Tamburini e Giuseppe Scordio

Con Giuseppe Scordio (Prospero), Zoe Pernici (Ariel), Jasmine Monti (Miranda), Alberto Baraghini (Calibano), Alberto Mancioppi (Alonso), Gianni Quillico (Gonzalo), Stefano Annoni (Ferdinand), Enzo Giraldo (Antonio), Gustavo La Volpe (Sebastiano), Maddalena Scordio (Miranda bambina)

Direzione della fotografia Francesca Mantero

Assistente alla direzione artistica Gianfilippo Maria Falsina Lamberti

Produzione iBeHuman – Spazio Tertulliano (2021-post-produzione 2025)

A Milano, Teatro Spazio Tertulliano (via Tertulliano 68), venerdì 24 aprile 2026 – ore 20:30; sabato 25 aprile 2026 – ore 19:00; domenica 26 aprile 2026 – ore 19:00; lunedì 27 aprile 2026 – ore 20:30; martedì 28 aprile 2026 – ore 20:30; mercoledì 29 aprile 2026 – ore 20:30

Nel mese di maggio a San Donato Milanese, Cinema Massimo Troisi, mercoledì 13 maggio 2026 – ore 21.00

A Como, Cinema Astra, giovedì 21 maggio 2026 – ore 20.30