L’India a Castel Belasi. E’ un bel modo per scoprirla attraverso l’occhio fotografico di Angelo Redaelli, che ha puntato l’obiettivo per raccontarla lontana da aspetti prettamente turistici. La mostra fotografica sull’India a Castel Belasi è esposta dal 18 luglio al 25 ottobre 2026. Ne è autore Angelo Redaelli, fotografo molto famoso e apprezzato in particolare nel mondo dello spettacolo. A questo affianca un forte interesse per l’India, che lo ha portato a raggiungerla più volte per fotografarne culture e religioni, aspetti etnici, momenti artistici, volti di abitanti e di ballerine impegnate in danze tradizionali con i volti truccati.
Intitolata Ritmi interiori, la mostra ha come sottotitolo India, dove i corpi toccano il suolo. «Le oltre settanta fotografie realizzate in India nell’arco di più di cinquant’anni restituiscono un mondo in cui il rapporto tra corpo e suolo conserva una dimensione immediata e quotidiana». Così si esprime Stefano Cagol, direttore artistico di Castel Belasi dove è esposta la mostra. E aggiunge «I corpi siedono, camminano, lavorano, pregano e riposano sulla terra. Il terreno non è uno sfondo. In questo senso, l’opera di Redaelli supera il valore documentario. Le sue immagini non raccontano soltanto luoghi e persone incontrati durante i viaggi, ma testimoniano una modalità di abitare il mondo fondata sulla prossimità e sull’interdipendenza».
Parlando della mostra sull’India a Castel Belasi Angelo Redaelli aggiunge un suo particolare ricordo. «I primi esseri viventi che mi accolsero in India cinquant’anni fa furono i corvi e le cornacchie – ricorda-. Il loro gracchiare è una costante della musica di fondo, che accompagna la vita indiana ancora oggi. Quel che più mi sorprende e mi affascina sempre è la “diversità” costituita da contrasti, antico e moderno, miseria e lusso, ascetismo e sensualità, divinità e riti, ordine e trascuratezza. Un’attrazione per me davvero eccitante e suggestiva». E aggiunge «Gli scatti che ho scelto per questa esposizione e per la proiezione, effettuati tra il 1973 e il 2025, descrivono i miei innumerevoli incontri e osservazioni in un grande e magico “Paese” che assimila in modo lento e costante culture e divinità, lingue e credenze diverse. È ciò che ho visto e che tengo nel cuore».
C’è anche un sottile fil rouge che lega l’India alla Val di Non, dove è Castel Belasi. E’ un rapporto antico: già nel VI secolo D.C. ci sono testimonianze della coltivazione di mele in India. Oltre cento anni fa, nel 1916, Samuel Evan Stokes importò i primi ceppi della varietà Red Delicious. Questa mela ebbe tanto successo rendendo l’India uno dei maggiori produttori mondiali. Proprio la varietà Red Delicious è tra quelle coltivate in Val di Non, patria delle mele, in Trentino. In queste settimane, dunque, è l’India a raggiungere le mele.






