Oliva Denaro con Ambra Angiolini dice «no»

Questa è una storia che va raccontata. É una storia che non va dimenticata: con Oliva Denaro al Teatro Franco Parenti (sempre affollatissimo) Ambra Angiolini, fantastica, riesce a farla vivere a ciascuno spettatore. In una scena piena di piante lei diventa Oliva Denaro, ragazzina ingenua, a cui la madre ha instillato tutte le paure legate all’essere femmina.

Siamo nella Sicilia anni ‘60: in televisione le gemelle Kessler ballano il Da-da-un-pa. Lei ascolta le canzoni di Mina che le piacciono tanto, ma raccontano un mondo lontano dal suo, dove le ragazze baciano e desiderano essere baciate. Invece nel suo paesino siciliano le gonne devono allungarsi con il crescere dell’età. Nascono femmine, uguali ai fratelli maschi, è la sintesi, ma la vita che le aspetta è diversa. «Ero più felice se nascevo maschio» dice lei, rendendosi conto che il fratello può fare più cose e ha più possibilità, anche se non è bravo a scuola. E lei sì. Oliva Denaro ha un’amica che frequenta la sezione comunista. E’ Liliana, che sogna di diventare come Nilde Iotti, ma Oliva Denaro non sa chi sia. E per la prima volta si guarda allo specchio e scopre di non essere brutta.

Con qualche variazione di voce e attenti movimenti Ambra Angiolini diventa tutti i personaggi che animano questa storia. Dai genitori, che cercano di capirla, fino alla sorella messa incinta, sposata, piena di lividi. Padrona della scena guida gli spettatori a capire, davanti a una pièce che è anche altamente spettacolare. Ma non solo.

«Sono nata libera e cresciuta ingabbiata» dice lei. Quando rivede il figlio del pasticciere si rende conto che gli piace. Quando lui, con un gesto non privo di volgarità, le lancia una arancia, lei la prende: questo gesto segnerà il suo futuro.

Magari usa espressioni ingenue, magari sorride o raccoglie un’arancia, ma questo non dà diritto a nessuno di equivocare. Dice spesso «io non sono favorevole a…», perché distingue tra il bene il male, ha delle idee e sente come la condizione femminile sia difficile, stretta tra paletti soffocanti. E sa che l’amore non ha nulla a che vedere con il potere e la sopraffazione. Con botte e violenza.

C’è anche una donna bionda, oltre al figlio del pasticcere, a prenderla e caricarla di forza in auto. Rinchiusa per otto giorni, picchiata e violentata, quando finalmente viene lasciata libera c’è quella legge che parla di matrimonio riparatore. Legge aberrante, che alla fine Ambra racconta al pubblico di non aver nemmeno voluto imparare a memoria.

Questa è la storia di Franca Viola, prima donna ad avere il coraggio di opporsi a un matrimonio riparatore. Viola Ardone con il suo romanzo Oliva Denaro, riadattato per il teatro, va oltre il fatto storico. Ne racconta i pensieri, la consapevolezza delle difficoltà legate all’essere nate femmine in un’epoca che le vedeva solo mogli devote, madri, cuoche per la famiglia, specializzate in piatti e abiti da lavare. Al punto che Oliva invidia le vedove, che considera ormai libere. In scena Ambra Angiolini diventa Oliva Denaro, facendo sentire coinvolti gli spettatori. Chiamati in causa per capire e condividere la voglia di reazione a quello che nulla ha a che vedere con l’amore. Parente stretto invece dell’esercizio di potere.

Questa è la storia di Franca Viola, dicevamo, prima a rifiutare il matrimonio riparatore. Dal suo «no» è iniziato un processo di rinnovamento nel Paese, durato però molti anni e che ha portato a non ammettere più il matrimonio riparatore, fino ad allora previsto per legge.
Quando il «no» risuona in tutta la sua potenza nella sala gremita, il pubblico esplode in un applauso fragoroso. Quando Ambra ritorna in scena, chiaramente molto emozionata, quasi in lacrime come gran parte del pubblico, è accolta da una standing ovation che ha un significato anche oltre l’aspetto teatrale. Perché quello è un «no» che non deve essere ristretto allo spazio teatrale: quando pronunciato o anche solo in assenza di un consenso, ha un significato ben preciso. Inconfutabile.

(Nella foto di Laila Pozzo, la protagonista Ambra Angiolini in una scena di Oliva Denaro, grande successo al Teatro Franco Parenti)

Oliva Denaro

dal romanzo di Viola Ardone

con Ambra Angiolini

drammaturgia Giorgio Gallione in collaborazione con Ambra Angiolini

regia Giorgio Gallione

scene e costumi Guido Fiorato, disegno luci Marco Filibeck, musiche a cura Paolo Silvestri

produzione Agidi – Goldenart Production

Un ringraziamento speciale al Teatro Giuditta Pasta di Saronno che ha ospitato l’allestimento dello spettacolo.

Con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo

Durata: 1h 20’

A Milano, Teatro Franco Parenti, Sala Grande, 12 – 21 aprile 2024

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Dopo aver emozionato il pubblico in aprile lo spettacolo torna in Sala Grande dal 3 al 14 luglio.

(aggiornamento del 10 giugno 2024)