Reparto n. 6 da Cechov al Teatro Factory32

Una tuta verde e una nuvola di fumo: prima che lo spettacolo inizi uno dei personaggi di Reparto n. 6 è già in scena al Factory32. Lui è all’interno di un ospedale psichiatrico, ma appare molto diverso da Ivan, che invece presto si vede in un letto.

Pochi secondi e inizia un confronto con il medico Andrej. Ivan vorrebbe uscire, ma, gli spiega il medico, non è possibile lasciarlo andare, semplicemente perché lo arresterebbero: quando la società elimina da sé i malati di mente e in generale gli individui che le riescono scomodi, è implacabile.

Così a dibattere, da una parte c’è un cosiddetto malato, affetto da manie di persecuzione, ma con la voglia di vivere e non arrendersi mai. Dall’altra il medico, che, con 12.000 malati da vedere in un anno, si arrende all’impossibilità di dedicare a ciascuno un tempo sufficiente.

Per la maggior parte della gente la vita è piena di sofferenze, dice Ivan, e racconta di un padre che lo frustava regolarmente. Tutto molto diverso per il medico Andrej, che ha avuto una vita facile. Avrebbe voluto dedicarsi alla carriera ecclesiastica, ma il padre gli ha imposto di studiare medicina. Nessuna vocazione, ma un lavoro contro cui si scontra, perché ha poco tempo da dedicare ai malati. L’unico amico è Mikhail, con cui conversa, beve una birra, è travolto dalla sua voglia di vivere, ma si oppone alla proposta di fare un viaggio, andare magari a Varsavia.

Con un berrettino rosso e un volto molto più allegro e sorridente, in scena, interpretato dallo stesso Ettore Distasio, Ivan diventa Mikhail. Perché in ognuno convivono più sentimenti, pensieri anche contrastanti. Da vicino nessuno è normale, diceva Basaglia, che nel 1978 nel nostro Paese fece chiudere i manicomi, decretando così la fine di orrori e sopraffazioni su gente che spesso aveva il solo difetto di dare fastidio a qualcuno, più che una vera malattia mentale. E’ anche il caso di Ivan, il personaggio dello spettacolo, con la sua mania di persecuzione, che affonda in un’infanzia fatta di botte e frustate.

Ivan forse rimarrà per sempre nell’ospedale psichiatrico. Mikhail invece sa muoversi tra la gente: in scena ne abbiamo un assaggio quando lo vediamo rivolgersi scherzosamente ad alcune spettatrici. Il medico è molto diverso da lui e, tra un rumore di gocce che cadono inquietanti, finisce anche lui in quel letto di manicomio.

Alla base dello spettacolo è il racconto Reparto n. 6. Cechov l’ha scritto alla fine dell’Ottocento. Una ottantina di anni dopo i manicomi in Italia erano pieni di gente finita lì per i motivi più disparati – non sempre per reali problemi mentali o autodistruttivi – costretta legata in ambienti che con la pulizia avevano ben pochi rapporti. Poi è arrivato Basaglia: manicomi chiusi, ma problemi ugualmente da affrontare di fronte a chi realmente ha turbe psichiche.

Con lo stesso titolo del racconto, Reparto n. 6, lo spettacolo porta in scena un momento di vita russa descritto da Cechov. Ma cattura l’attenzione del pubblico andando ben oltre. Perfettamente calati nei diversi ruoli i tre attori raccontano tre differenti situazioni di disagio psichico. Da quello più drammatico incarnato da Alessandro Macchi, quasi sempre fermo a lato della scena nella sua tuta verde, ma capace poi di affrontare a parole il tema della pazzia, a quello di Ivan, semplicemente fastidioso per la società del suo tempo, e risultato di un passato di violenze subite, raccontato da Ettore Distasio. Infine quello del medico, interpretato da Francesco Leschiera, che si sente inadeguato e non riesce a sopportare l’impossibilità di aiutare in cui si dibatte.

Tra fumo, suoni e luci a volte fredde, altre volte rosse quasi a infiammare la scena, lo spettacolo induce gli spettatori a ben più di una riflessione. Si guarda al passato di casa nostra, si riflette sul degrado di allora, ma si pensa anche al presente, quando reali soluzioni non sono ancora state trovate, demandandole spesso alle famiglie.

Così, con Reparto n.6, il Teatro del Simposio e Valentina Pescetto alla direzione artistica di Factory32 fanno centro, proponendo un classico che mentre guarda al passato stimola riflessioni sul presente.

(Nella foto, da sinistra Ettore Distasio e Francesco Leschiera in Reparto n. 6 a Teatro Factory32)

Reparto n. 6

Da Anton Cechov

Con Francesco Leschiera, Ettore Distasio, Alessandro Macchi

Regia: Francesco Leschiera

Adattamento drammaturgico, elaborazioni e scelte musicali: Antonello Antinolfi

scene e costumi: Paola Ghiano e Francesco Leschiera

produzione Teatro del Simposio

a Milano, Teatro Factory32 (via Watt 32), dal 12 al 14 aprile 2024 (venerdì e sabato ore 19.30 – domenica ore 16)

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Lo spettacolo torna in scena il 29 luglio alle ore 19:30 nel Cortile d’onore della Biblioteca Sormani nell’ambito della quinta edizione di Menotti in Sormani.

(aggiornamento del 21 giugno 2024)