Un bar in orario di chiusura. Il suono alla porta. Un rifiuto di aprire. La richiesta di una birra. E’ l’inizio di Richiamo per fagiani andato in scena a Milano al Factory32. Qui, in nome di una birra, alla fine la porta si apre. Fa freddo: sono 6° sotto zero in quest’angolo sperduto di Svizzera, dove i locali chiudono alle 22:30. Ma a volte bisogna fare un’eccezione in nome di una birra, appunto. Quando alla fine l’avventore entra ha una valigetta in mano e uno spruzzino nell’altra mano, perché soffre di asma.
Una birra da una parte, uno spazzolone dall’altra. Quattro chiacchiere tra barista e avventore. Tutto tranquillo, tutto molto banale. E invece no: all’improvviso tutto cambia.
Perché i due hanno ben più di un segreto e non è il caso che li ha fatti incontrare. Meno ancora una birra. Chi sono davvero? Quello che hanno raccontato corrisponde a verità? C’è anche una data che, citata, sembra avere rilievo: è il 17 maggio 1977. E si sente il nome di una bambina, Elena.
Gli interrogativi sono destinati ad aleggiare lungo tutto la pièce, senza dare certezze assolute fino all’ultimo istante, ma garantendo un crescendo di emozioni sconvolgenti. È uno spettacolo da scoprire, senza distrazioni fino all’ultimo, ma il rischio spoiler è in agguato. E sarebbe davvero un peccato aggiungere parole, perché oltre essere costruito in modo perfetto, tale da garantire suspense continua e in crescendo, affronta un tema davvero rilevante, inquietante. Tale da indurre più riflessioni. Lo scoprirete.
Qualcosa però possiamo aggiungerla per raccontare lo spettacolo: sono i colpi di pistola, che a salve sulla scena, sono però reali. Compongono una colonna sonora con squilli di telefono, campanelli che suonano alla porta del bar, anche una registrazione su audiocassetta. E poi tanti urli, ben motivati. Perché questo è un thriller dal sapore nero. Molto amaro. Ma raccontato talmente bene da non lasciare indifferenti. Con due ottimi attori, Igor Chierici e Luca Cicolella, che ben si fronteggiano, capaci di far credere ogni volta a quanto stanno dicendo, fino a smentirlo proponendo una nuova storia.
Anche il titolo, che sembra solo ad effetto, ha invece una logica. Autore è Igor Chierici, che la scorsa stagione aveva incantato il pubblico del Factory32 con la sua versione di La leggenda del pianista sull’oceano tratto da “Novecento” di Alessandro Baricco. Regia di Luca Cicolella, che ora è in scena con Igor in questo Richiamo per fagiani.
Continua così l’attenzione di Valentina Pescetto nel proporre al Factory32 delle pièce mai banali, capaci di catturare l’attenzione per come raccontano una storia e per il tema attuale che trattano.
(Nella foto di Giusi Lorelli, i protagonisti di Richiamo per fagiani, Luca Cicolella e Igor Chierici)
Richiamo per fagiani
di Igor Chierici
interpreti e registi Igor Chierici e Luca Cicolella
produzione Compagnia Chierici/Cicolella
a Milano, Factory32 (via Watt 32), 29 e 30 novembre 2025






