L’impatto si immagina forte. Un vero frastuono. L’incidente è di quelli che se ti risvegli rimani segnato per tutta la vita. A Giada succede. E’ su una carrozzella: tetraplegica, con difficoltà di parlare, ma non di sognare e di scherzare con Molly, anche lei in carrozzella. Le due protagoniste di Sirene al Factory32 litigano per una sigaretta, perché Giada vuole fumare, pur conscia che in famiglia non vogliono e parla di cani: piccolo, un chihuahua, a cui si contrappone il desiderio di Molly di un cane molto più grosso. Ma loro lo sanno: è un sogno impossibile, perché significa caricare la famiglia di un altro problema.
Sognare Brad Pitt invece è molto più semplice. Così loro, socie del fan club che sta organizzando la festa per Brad Pitt, sognano di incontrarlo durante la giornata in suo onore. È un sogno più vicino – lui ha annunciato che parteciperà -, mentre quello di un futuro professionale a 25 anni Giada ha dovuto accantonarlo: come ti vedi tra 10 anni e tra 20 e tra 30? Niente ipotesi. Il futuro non è del tutto programmabile e se hai dei sogni devi essere capace di trasformarli. Magari nell’incontro con Brad Pitt. Mangerà quella gran torta che loro gli stanno preparando?
In ruoli impegnativi le due attrici, Rossella Rapisarda e Federica Fabiani, in scena riescono a essere perfettamente aderenti ai loro personaggi. Rossella Rapisarda, nel ruolo di Giada – impresa davvero impegnativa, brillantemente risolta -, mantiene per tutto il tempo la voce alterata come risultato di una ormai acquisita difficoltà di articolare le parole. Ma a volte indossa delle scarpe col tacco, la voce torna quella di una volta e i suoi sogni prendono vita.
La bella attenta regia di Alberto Oliva con pochi tocchi ricostruisce situazioni, evoca stati d’animo. Il frastuono, le due ruote ed è l’incidente e la carrozzella. Con le scarpe in scena prende vita quello che avrebbe potuto essere e invece… Con le sagome di un cane e di Brad Pitt i sogni del momento sono evocati. Ma anche le difficoltà. E quel vestito da sirena con scaglie dorate di Giada – Rossella Rapisarda suggerisce molte riflessioni sulla determinazione delle donne a non arrendersi.
Sirene, il testo di Chiara Arrigoni nasce proprio per un laboratorio con persone cerebrolese con patologia acquisita. Un tema difficile, ma trattato senza lacrime, in totale rispetto di chi il dramma lo vive sulla propria pelle. Ben sostenuto da regia e attrici riesce così a toccare la sensibilità degli spettatori per considerazioni anche future, senza pregiudizi, oltre la superficialità.
Con Sirene il dramma incontra l’ironia: lo schianto rumoroso e Brad Pitt. Loro, nonostante tutto, vogliono ancora sorridere. In scena sono frammenti di storie vere: incidenti devastanti a cui loro si contrappongono, mantenendo sogni che devono solo essere riadattati. E’ quanto avviene alle Paralimpiadi invernali Milano Cortina, dove atleti con forti disabilità pure non rinunciano allo sport e al sogno di una medaglia. Ed è proprio in coincidenza con l’inaugurazione delle Paralimpiadi che lo spettacolo ha debuttato a Milano al Factory32. In più coincide con la Giornata internazionale dei diritti della donna, l’8 marzo, per ricordare la forza delle donne, il loro spirito, il modo di affrontare situazioni difficili.
(Nella foto Rossella Rapisarda in Sirene di Chiara Arrigoni, regia Alberto Oliva a Factory32)
Sirene
di Chiara Arrigoni
regia Alberto Oliva
con Federica Fabiani e Rossella Rapisarda
scene e costumi Francesca Ghedini; aiuto regia Valeria Bertani; produzione Teatro In Folio
A Milano, Factory32 (via Watt 32) dal 6 all’8 marzo 2026 (venerdì e sabato ore 19.30 – domenica ore 16.30)






