Il Teatro Menotti è stato riconosciuto Teatro della Città di Rilevante Interesse Culturale. Il riconoscimento viene dal Ministero della Cultura ed è stato annunciato durante la presentazione della stagione del Teatro Menotti 2025-2026. Che è anche una conferma del riconoscimento volto a premiare la costante attenzione a offrire spettacoli di qualità, attenti al presente, in grado di proporre visioni del mondo sempre più sfaccettate. Ora dunque il Teatro Menotti è uno dei 4 teatri lombardi con questo riconoscimento e uno dei 20 italiani.
«Un riconoscimento che ci onora e ci carica di una responsabilità profonda: custodire e far crescere un luogo che è insieme casa, laboratorio, sogno collettivo» è il commento di Emilio Russo. La stagione riflette dunque questo impegno. Con il titolo “Come il tempo” si propone come una stagione di trasformazioni, ascolto, apertura. «Un viaggio fatto di storie che parlano dell’umano, del nostro presente, dei nodi irrisolti della storia e delle tensioni del vivere».
E’ tempo di voci differenti. Mentre già si annuncia il Platonov che Peter Stein porterà al Menotti nell’autunno 2026, dopo il debutto nell’estate del prossimo anno, in due parti con 14 attori, la stagione propone più temi. Più voci differenti. C’è la voce internazionale con il teatro visivo portato dai Mummenschanz, che con 50 Years dal 19 al 22 febbraio fanno rivivere i numeri storici uniti ai nuovi, sempre con fil rouge la fantasia e il gioco. In stagione anche Familie Flöz (Finale, 14-19.4), Chicos Mambo (Cenerentola, 14-16.11), Jakop Ahlbom Company, che con Lebensraum si ispirano alla comicità di Buster Kiton (28.4-1.5) e il clown dei clown David Larible.
La stagione del Teatro Menotti 2025-2026 prende avvio con un grido di pace attraverso spettacoli che raccontano la banalità del male, della guerra. E’ il teatro disarmato. Dal Trittico della Guerra di Gabriele Vacis con il conflitto raccontato attraverso tre miti classici come Prometeo, Sette a Tebe, Antigone (14-19.10), fino a Mattatoio n.5 di Vonnegut, L’è el dì di mort alegher con Ballardini e Balbi sui canti di guerra, Le Olimpiadi del ’36 con cui Federico Buffa racconta i tanti successi di chi non corrispondeva ai canoni hitleriani (24 e 25.10) e Causa di beatificazione di Massimo Sgorbani con tre storie di donne.
In questa sezione rientra anche Mephisto tra arte, potere e coscienza. Produzione Tieffe e regia di Andrea Baracco, di cui si ricorda la versione cinematografica, è in scena dal 12 al 22 marzo 2026.
E’ anche tempo di voci per sottolineare l’importanza della parola. Con Il vetro della clessidra Alessio Boni rende omaggio a Claudio Magris (11 e 12.10). Mario Perrotta con Un bès racconta il pittore Antonio Ligabue rifiutato dalla società, ma grande artista (4-9.11). Daniele Pecci rende omaggio a Oscar Wilde con Divagazioni e delizie (15-18.1). Inoltre, Paolo Rossi con Operaccia satirica, Danio Manfredini con due lavori commoventi e poetici (Tre studi per una crocifissione e Cari spettatori).
Maddalena Crippa con Un sogno a Istanbul, liberamente ispirato al romanzo di Paolo Rumiz, è al centro di una storia d’amore tra Sarajevo e Istanbul (24.2-1.3). Un altro romanzo famoso, soprattutto negli anni ’60, Il male oscuro di Giuseppe Berto è alla base dell’omonima pièce che portano in scena Alessio Vassallo e Ninni Bruschetta dal 7 al 12 aprile.
Un focus dà spazio ai grandi autori del ‘900. Cantiere 900 punta l’attenzione su grandi autori come Dario Fo, di cui Lucia Vasini interpreta Mistero Buffo, anche in omaggio al centenario del grande autore (7-17.5). Di Ennio Flaiano ritorna il visionario e preveggente Un Marziano a Roma con Milvia Marigliano (19-24.5).
Uguale attenzione alle grandi storie, che è importante conoscere. Così Peppino Mazzotta con Enigma, dal 20 al 25 gennaio, racconta la storia di Alan Turing, grande matematico e scienziato, che pagò con la vita l’essere omosessuale. Ulderico Pesce, dopo aver raccontato, nella scorsa stagione, la tragica storia di Elisa Claps, con Il triangolo degli schiavi allo Spazio Atelier dall’11 al 13 novembre parla di lavoratori clandestini e caporalato. Pinocchio offre invece a Davide Iodice l’occasione per parlare di disabilità (5-8.3).
La commedia dell’arte, equivoci, maschere, tradizioni teatrali sono al centro di Arlecchino muto per spavento di Stivalaccio Teatro (10-14.2).
Di questi anni sono alcuni testi, che rappresentano l’attenzione al teatro come strumento di racconto e riflessione delle nuove generazioni. Come produzioni Tieffe troviamo al debutto Capelli di Luisa Casasanta, vincitore del Premio Scintille 2024. Il 9 e 10 dicembre allo Spazio Atelier, all’interno del Menotti, racconta di una donna violentata che rifiuta di sentirsi vittima. Nello stesso spazio Atelier, Marta Bulgherini, autrice e attrice, porta in scena uno sguardo femminile con l’imprevedibile Generazione Pasolini e con Alfonsina, con protagonista la prima e unica donna partecipante al Giro d’Italia (nel 1924). Nicola Lo Russo è invece con IF – Sulla Possibilità Di Un Incontro. Les Moustaches in aprile sono sul palco con tre spettacoli. Sono I cuori battono nelle uova, La fame, La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza, che coniugano invenzione, intelligenza e tenerezza.
Ma è anche il momento di dare rilievo ai classici, guardando quanto ci possono dire ancora oggi. La Tempesta per la regia di Alfredo Arias, produzione Tieffe, ci immerge in un’isola magica, dove il perdono è una costruzione scenica e umana (25-30.11). Delitto e castigo, con la regia di Andrea Baracco, ci riporta dentro l’abisso dell’animo umano (2-7.12). I protagonisti di Gli Innamorati di Goldoni, diretti da Roberto Valerio, si specchiano nel nostro presente con leggerezza e inquietudine (3-8.2).
Che cosa sarebbe la nostra vita senza i suoni e la musica? E’ tempo di suoni con uno spettacolo in prima nazionale, Produzione Tieffe, omaggio a Rino Gaetano nel 75° dalla nascita. Ahi Maria! è in scena a dicembre dall’11 al 21 e dal 27 al 31. Tra musiche, scenografie, performance è Tim Burton Show con cui la Spleen Orchestra dà vita alla genialità del grande regista (31.10-2.11).
Nemmeno viene dimenticato chi la scorsa stagione ha perso qualche spettacolo. Le riproposte sono per quello spettatore, ma anche per chi vuole rivedere uno spettacolo che ha particolarmente amato. Torna così la versione teatrale dell’iconico Il Bar Sotto il Mare di Stefano Benni. Tra gli spettacoli in tournée, andati in scena la scorsa stagione, troviamo Crisi di Nervi, tre atti unici di Cechov per la regia di Peter Stein; Le nuvole di Amleto, Ti ho sposato per allegria.
Tante occasioni per il pubblico, dunque, di fare scoperte con gli spettacoli grazie al cartellone del Teatro Menotti 2025-2026, che, come dice Emilio Russo, non è né piccolo, né grande, né in centro, né in periferia, ma alla qualità dell’offerta presta particolare attenzione. Attento alla accessibilità e all’inclusione, con un sistema per permettere il migliore ascolto anche a chi ha problemi di udito. E che punta a far scoprire lo spettacolo dal vivo anche ai più giovani, con una programmazione anche studiata per le scuole di ogni ordine.
(Nella foto di Sanne Pepe una scena da Lebensraum di Jakop Ahlbom Company, tra le ospitalità al Teatro Menotti 2025-2026)






