Adesso si parla di scuola, ma… Lo sguardo è disincantato perché A casa la sapevo, nuova commedia ora al Teatro Filodrammatici a Milano, non vuole tranciare giudizi e nemmeno banalizzare. Piuttosto si propone come uno specchio con cui rivedere comportamenti comuni. E problematici, come la ormai traballante comunicazione insegnanti-famiglia. Si guarda, ci si rivede allo specchio, si ride molto.
Leonardo Bassi, giovane supplente di italiano sta cercando di risolvere i suoi dubbi: come presentarsi? Come e con che tono dire «ciao»? Occasione per Marcello Mocchi, che lo interpreta, per dar vita a infinite possibilità interpretative. I dubbi continuano: T-shirt o camicia? Fino ai dubbi maggiori durante l’appello in classe: come si leggono gran parte dei nomi degli studenti in questa scuola ormai interculturale?
Come varie sono le culture e le modalità con cui si presentano i diversi padri che Tomas Leardini porta in scena con perfette diversificazioni: tanti padri, nessuno da imitare. Ma certo tante risate, perché c’è il padre che usa la similitudine calcistica per spiegare al figlio come comportarsi, per poi concludere che forse deve sentirsi un ciclista. C’è il padre di Giacomo impegnato a spiegare a uno scoraggiato insegnante supplente che sono la matematica e le scienze le materie che contano: non l’italiano, che lui si sta impegnando a insegnare. Dal padre volgare, qualunquista, arrogante si passa a quello convinto dell’importanza di piangere, che lascia al figlio la massima libertà, compreso scegliere il proprio nome. E altri padri restano da scoprire, per sorprese e risate oltre l’immaginabile.
Intanto la fotocopiatrice si è sindacalizzata: si ribella («sono tutti pronti a sfruttarmi senza ritegno») e smette di funzionare. Dopo vani tentativi di ripararla, mancando i soldi per interventi più affidabili, due bidelli le fotocopie le fanno a mano: foglio e penna. Burocrazia ben presente per situazioni (possibili) portate all’estremo, che Tomas Leardini e Marcello Mocchi – nuovi camici, nuovi ruoli – ben sostengono per il divertimento del pubblico.
I due attori Tomas Leardini e Marcello Mocchi passano attraverso situazioni differenti, bene tratteggiando le diverse personalità. L’insegnante entusiasta e poi scoraggiato di Marcello Mocchi si scontra con i padri di Tomas Leardini, apparentemente improbabili, ma che le cronache quotidiane indicano essere attuali. Ma alla fine all’impegno e alla voglia di comprendere i diversi studenti non è disposto a rinunciare.
Tutto è raccontato attraverso tanti flash capaci di illuminare situazioni che si è ormai scoperto essere vicine alla realtà dei nostri giorni. Non per un atto d’accusa, ma occasione dapprima di vere lunghe risate e poi di riflessioni su quanto quei comportamenti siano sensati. Alla fine l’importante è il bene dei figli, studenti da considerare tutti con caratteristiche non omologabili, con nomi difficili, ma che è importante imparare.
A casa la sapevo, come suggerisce il titolo, gioca anche con stereotipi, espressioni storiche, tendenze del momento: dall’«ai miei tempi» all’abuso di sigle, fino all’utilizzo dei fondi PNRR. E insieme ricrea esilaranti momenti scolastici, come dice il sottotitolo “Manuale di sopravvivenza alla scuola italiana”.
Il risultato è una commedia piena di allegria, con tanto ritmo, continue occasioni di risata, ma insieme una attenzione al tema trattato, evitando sempre le derisioni. È tutto nello stile di Giulia Lombezzi, che firma infatti come dramaturg e che, come indicano i crediti, ha scritto la commedia insieme a Vittorio Borsari, Tomas Leardini, Marcello Mocchi, Camilla Zanini.
(Nella foto di Vittorio Borsari i due protagonisti di A casa la sapevo, Tomas Leardini e Marcello Mocchi)
A casa la sapevo
Manuale di sopravvivenza alla scuola italiana
ideazione e regia Vittorio Borsari
dramaturg Giulia Lombezzi
scritto da Vittorio Borsari, Tomas Leardini, Giulia Lombezzi, Marcello Mocchi, Camilla Zanini
con Tomas Leardini e Marcello Mocchi
scenografia Chiara Gentili; costumi Camilla Zanini; disegno luci Giovanni Pippo; fonico Riccardo Bucceleni; movimenti scenici Rosalia Baccinelli; consulenza musicale Bruna di Virgilio; assistente alla regia Gianluca Scovoli
produzione Chronos 3 /Industria Scenica
A Milano, Teatro Filodrammatici, dal 28 al 31 maggio 2026 (prima milanese)






