Questo non è il Terzo tempo del rugby. E’ un Terzo tempo della vita, in cui, come nello sport, eventuali ostilità si accantonano e può iniziare una nuova vita.
Al centro della commedia, che si intitola proprio Terzo tempo, ora al Teatro Franco Parenti, sono Costanza e Domenico. Coniugi separati, insieme arrivano in una nuova casa. Meglio: nel convento, che lei ha ereditato dal padre. Posto isolato, in mezzo alla natura, un solo bagno, niente auto, un ponte che va in salita. Due alternative: isolarsi o invitare amici.
Aldilà della storia prevista dal copione Paolo Hendel e Lucia Vasini, già lungamente applauditi a teatro, si divertono a uscire dai loro personaggi per più battute. Così l’ipotetica cucina è subito identificata come le quinte, ma i libri portati nella borsa sono davvero tanti per un bel peso. Vorrebbero far credere che è smemoratezza dovuta all’età, ma suona più come un simpatico gioco con il pubblico, che li segue nel divertimento.
I due protagonisti, ormai settantenni, hanno un modo diverso di affrontare questo loro terzo tempo. Costanza, guardando agli anni più felici del suo passato, vorrebbe coinvolgere gli amici di allora, con cui condivideva l’appartamento. Vuole invitarli a venire a vivere nel convento, dopo veloce ristrutturazione. Domenico ha paura di affrontare da solo i prossimi anni. Così si è cercato una nuova potenziale compagna, Evelyn, che tiene sufficientemente nascosta. È con lei che vorrebbe continuare, ormai convinto che la ex moglie non voglia condividere oltre che il martedì al ristorante: minestrina o carbonara?
In contrapposizione a loro sono Dolores e Matteo (Viola Lucio e Marco Mavaracchio). Quest’ultimo arriva al convento, eredità del nonno. Nessuno lo sa, madre compresa e moglie lasciata in America (forse sposata per poter rimanere lì). Qui, in questa totale solitudine, pensa di riuscire a scrivere il suo terzo romanzo. Trova Dolores, pura energia, sempre positiva con il piccolo Pablito. Ha una parlata spagnoleggiante, che Viola Lucio mantiene tutto il tempo, dando un giusto tono allegro e scanzonato a Dolores, capace di influire positivamente anche su Matteo. Ed è proprio lui che dice quella parola in più capace di scuotere la madre, facendole capire dove sbaglia e come rimediare.
E’ un incontro a quattro con effetti positivi per tutti. In particolare per la coppia più grande. Un terzo tempo vissuto in modo per nulla rinunciatario, come, scopriamo poi, era stata lontana dalle convenzioni la vita del nonno.
Tra qualche bella battuta, alcuni momenti per sorridere la commedia dà vita al gioco del teatro. Gioca anche con i vari stereotipi: la scarsa abilità femminile alla guida oltre alla perdita della memoria e le tendenze del momento come aprire un b&b e fare stretching. Insieme riesce a far interloquire perfettamente i quattro personaggi, che hanno ovviamente problemi differenti. Anche storie differenti, ben delineate dai quattro attori. Alla fine è una carica di energia che arriva anche agli spettatori.
La commedia è ispirata all’omonimo libro di Lidia Ravera, che aveva esordito (scrivendo insieme a Marco Lombardo Radice) con Porci con le ali. Libro scandalo allora, con protagonisti dei liceali. Aveva fatto scandalo anche la copertina disegnata da Pablo Echaurren. Nella commedia su una età ben diversa, Pablito è il piccolo di Dolores, interpretata da Viola Lucio che recentemente ha lavorato in Ti ho sposato per allegria con Lucia Vasini. Marco Mavaracchio era anche, tra l’altro, ne Le tre sorelle, all’interno del Dittico della Bufera proposto da Carmelo Rifici, nel ruolo di Cebutykin, che non rinuncia a esprimere il proprio pensiero. Gli incroci continuano.
(Nella foto, Lucia Vasini e Paolo Hendel protagonisti di Terzo Tempo, insieme a Viola Lucio e Marco Mavaracchio al Teatro Franco Parenti fino al 7 giugno 2026)
Terzo Tempo
di Lidia Ravera
liberamente ispirato all’omonimo romanzo Ed. Bompiani
drammaturgia Lidia Ravera e Emanuela Giordano
regia e luci Emanuela Giordano
con Lucia Vasini, Paolo Hendel, Viola Lucio, Marco Mavaracchio
scene Stefano Zullo; costumi realizzati da Simona Dondoni – sartoria del Teatro Franco Parenti
produzione Teatro Franco Parenti in coproduzione con Agidi
durata 1h30 minuti
A Milano, Teatro Franco Parenti, dal 20 maggio al 7 giugno 2026 | Sala Grande (Prima nazionale)






