Mostra Arnaldo Pomodoro Gallerie dItalia Milano foto di Agostino Osio

Arnaldo Pomodoro, mostra spettacolare alle Gallerie d’Italia Milano

All’inizio è una grande piazza bianca, piazza metafisica, che accoglie i visitatori della mostra Arnaldo Pomodoro. Una vita. Visitabile fino al 18 ottobre 2026 ha come sottotitolo Le grandi opere delle Collezioni Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro. Nella spettacolare sala d’ingresso delle Gallerie d’Italia a Milano sono alcune sculture bianche. Sono in fiberglass, un materiale innovativo che Pomodoro aveva trovato alla fine degli anni ‘60 in America, dove insegnava. È un materiale che per la sua leggerezza rispetto al bronzo è particolarmente utile per gli allestimenti scenici, permettendo un più semplice trasporto.

È una mostra fatta con il cuore, dice ora Carlotta Montebello, nipote di Arnaldo Pomodoro, che dirige la Fondazione istituita 31 anni fa come un’occasione di apertura al dialogo. Della mostra si era iniziato a parlare nel 2024 quando lo stesso Arnaldo Pomodoro aveva iniziato a progettare una presentazione delle sue opere nello spazio delle Gallerie d’Italia. Non dunque una celebrazione, anche se la mostra cade nel centenario della nascita (23 giugno 1026) e si inaugura nei giorni della sua scomparsa, avvenuta il 22 giugno 2025 a Milano, che lo aveva accolto giovanissimo e a cui lui era molto legato.

La mostra presenta 45 opere di cui 40 provenienti dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Curata da Luca Massimo Barbero, che ne sottolinea la vitalità e da Federico Giani propone un viaggio artistico di oltre sessant’anni. E si estende anche oltre gli spazi strettamente dedicati alle esposizioni temporanee, per sottolineare lo stretto rapporto tra Arnaldo Pomodoro e la sua epoca. Così nel Cantiere del 900 delle Gallerie tre opere dialogano con quelle dei suoi contemporanei. Sono dialoghi che Pomodoro allora viveva con passione e che sono testimoniati da alcune opere, come delle lettere in bronzo indirizzate ad alcuni amici. Tra questi a Ugo Mulas che aveva fotografato le sue opere, permettendo una più facile scoperta a un ampio pubblico.

Ancora nelle sale del Cantiere del Novecento troviamo le Colonne, che ricordano quelle antiche, come archetipi infranti da fenditure nette e scritture corrosive. Sono elementi classici, ma anche simbolo di potere da contestare e abbattere, ma sono anche strumento per indirizzare il viaggio, che ora è quello di Yuri Gagarin.

Nelle opere esposte nelle sale che affacciano sul salone centrale ritroviamo influenze tecnologiche e di viaggi, che a partire dagli anni ‘80 lo videro viaggiatore insaziabile. Così un viaggio in Egitto diventa un Papiro ricoperto di scritture, come un foglio che si protende nello spazio. Parallelo è anche l’interesse per l’ambiente urbano in cui troveranno posto le sue opere, come la monumentale scultura in cemento e bronzo realizzata per la piazza dell’ufficio tecnico centrale delle Poste di Dormstadt, che in mostra è presente in scala 1 a 10.

È proprio negli spazi esterni che per Arnaldo Pomodoro la sua scultura trova la sua dimensione più autentica, diventando, dice, «come una creatura vivente, che muta nel volgere della luce e delle ombre, ma anche nell’incontro con le persone, creando un inconsueto dialogo che lega opere e fruitore». Così l’esposizione delle opere di Pomodoro continua anche oltre lo spazio museale, nel chiostro ottagonale, dove è esposto il Disco in forma di rosa del deserto eseguito in bronzo nel 1993-1994. Si prosegue nel giardino dove è installata la Sfera Grande (1966-1967), versione in fiberglass della prima sfera monumentale, parte della Collezione Agrati. L’invito è poi ad andare oltre, raggiungendo Piazza Meda, dove si può vedere il Disco Grande e la sala d’armi del Museo Poldi Pezzoli. La scoperta poi può continuare.

A New York una grande sfera è nel piazzale del Palazzo di vetro dell’ONU. A Caracas il disco solare è nella piazza antistante la torre Las Mercedes. Altre opere, risultato delle acquisizioni negli anni 70 da parte di Farah Diba Pahlavi, sono a Teheran. E sono solo degli esempi, perché Arnaldo Pomodoro è l’artista italiano contemporaneo più presente all’estero.

Le sue opere all’estero sono anche un gran bel biglietto da visita dell’Italia che non si ripiega sul passato, ma utilizza l’arte contemporanea per sottolineare il ruolo dell’arte e della cultura nel nostro Paese. Proprio in questo senso è la commissione di un’opera in occasione delle Olimpiadi a Montreal.

Intanto, però, tutta da gustare è la mostra a Milano. Garantisce emozionanti momenti davanti alle opere, già dall’ingresso alle Gallerie d’Italia, con le prime scoperte delle opere in fiberglass, destinate a rimanere nel ricordo, dopo aver colpito per il bianco fulminante come le successive opere in bronzo, a cui se ne aggiunge una in acciaio.

(Nella foto panoramica di Agostino Osio l’ingresso della mostra Arnaldo Pomodoro Una vita alle Gallerie d’Italia a Milano)

Arnaldo Pomodoro. Una Vita

Le grandi opere delle Collezioni Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro.

Alle Gallerie d’Italia – Milano, Museo di Intesa Sanpaolo, dal 29 maggio al 18 ottobre 2026.

A cura di Luca Massimo Barbero e Federico Giani.

In collaborazione con Fondazione Arnaldo Pomodoro