Wild progetto Amadio Fornasari al Teatro Filodrammatici di Milano Foto di Laila Pozzo

Con Wild l’inquietudine è al Teatro Filodrammatici

Chi sono i tre personaggi in scena al Teatro Filodrammatici a Milano, protagonisti di Wild? Il sottotitolo “Chi ricorda Edward Snowden?” potrebbe offrire un indizio. Edward Snowden è infatti un informatico che nel 2013 ha svelato l’invasività della NSA nei confronti dei cittadini statunitensi (e non solo): tutti controllati, nessuno al sicuro. Andrew in scena gli somiglia, chiaramente ispirato a Edward Snowden. Anche lui ha svelato questo programma di controllo. Ora è chiuso in una stanza d’albergo (a Mosca come Edward Snowden), inquietante quanto basta, con un telefono che è solo un soprammobile. Qui lo raggiunge una ragazza: è George. O forse no. Forse è lì per proteggerlo, perché quei dati svelati fanno gola a molti.

I dubbi per gli spettatori di Wild si moltiplicano. E sono dubbi che assalgono anche Andrew. Soprattutto quando, andata via la ragazza, arriva un altro. Anche lui dice di chiamarsi George. Il dubbio è logico: chi è davvero?

Alla fine tutti gli interrogativi trovano una risposta. Difficile fino a quel momento ipotizzarla, ma estremamente logica. E allora è lo stesso pubblico a sentirsi messo in crisi. In quale modo naturalmente lo si può scoprire solo a teatro. Non da chi scrive questa recensione.

È importante invece sottolineare le tre interpretazioni con gli attori perfettamente in linea con i loro personaggi. Marta Belloni gioca con Andrew, lo deride, lo mette in crisi, dubita della sua identità, gli racconta di strane cose che succedono in quell’albergo, gli regala un cappello rosa da cowboy, ma alla fine impassibile nulla svela di sé. L’altro George, con la valigetta, Enrico Pittaluga, appare ugualmente del tutto impassibile, pronto a negare di sapere chi sia l’altra George.

Schiacciato tra loro, Michele Correra è un Andrew intimorito, consapevole di aver fatto qualcosa che lo mette in pericolo. Cosciente che la sua vita cambierà e non ci sono vie d’uscita.

Alla fine quella sensazione di essere davanti a uno spettacolo intricato scompare. Tutto appare assolutamente logico, capace di toccarci da vicino, reso dalla regia di Bruno Fornasari altamente impattante, di grande effetto teatrale, che, proprio per questo, provoca interrogativi non di veloce o superficiale risposta. Una regia che fin dall’inizio gioca con il pubblico, mettendolo in condizione di spiare Michele Correra, che a sipario aperto si muove, si preoccupa, pensa, fa ginnastica in quella stanza dalle pareti rosse come i tendoni, anticipo di inquietudine.

(Nella foto di Laila Pozzo, si fronteggiano Marta Belloni e Michele Correra in una scena di Wild Chi ricorda Edward Snowden?)

Wild – Chi ricorda Edward Snowden?

un progetto Amadio/Fornasari

di Mike Bartlett

traduzione e regia Bruno Fornasari

con Marta Belloni, Michele Correra, Enrico Pittaluga

scene e costumi Erika Carretta

disegno luci Fabrizio Visconti

assistente alla regia Alberto de Gaspari

produzione Teatro Filodrammatici

Con il sostegno di Fondazione Cariplo – NEXT Laboratorio delle idee per la produzione e programmazione dello spettacolo lombardo 2024-2025

A Milano, Teatro Filodrammatici, dal 4 al 23 novembre 2025 (prima regionale, prima produzione del Teatro Filodrammatici di Milano in cartellone nella stagione 2025-2026)