10 ovvero la perfezione. Nessuno lo aveva mai ottenuto. Nadia Comaneci alle Olimpiadi di Montreal del 1976 è la prima ginnasta a ottenerlo. Il 10 perfetto è lo spettacolo che racconta questa storia.
Claudia Bianchi, zainetto sulle spalle, irrompe sulla scena. Fa freddo, c’è il fango racconta. Sta scappando. Così lo spettacolo diventa un intarsio di momenti differenti, occasione per raccontare una Romania che si costruisce una immagine prestigiosa, di successo sulle spalle di Nadia Comaneci. La realtà è ben diversa, con un popolo affamato, perennemente in fila per cercare di prendere qualcosa da mangiare. Obbligo di avere tanti figli, ma poi i bambini finiscono in orfanotrofio, dove vengono reclutati per la polizia segreta.
Quando Nadia Comaneci arriva al villaggio olimpico a Montreal non è tanto la grandiosità che la colpisce. È il fatto che è tutto gratis. Ed è tanto, pizza e gelato compresi.
Claudia Bianchi, che la interpreta, in scena si toglie tutto quello che indossava per affrontare la fuga, e diventa la perfetta ginnasta. Quel 10 la rende il simbolo della grande Romania. Così almeno deve apparire al mondo intero. Le attribuiscono una relazione con il figlio di Ceausescu, ma lei non l’ha nemmeno mai visto. E’ quello che dice. «In ogni storia – dice anche – esistono sempre tre versioni: ‘la mia, la tua e la verità’».
Un momento di telegiornale appare sullo schermo sul fondo. Ipotizza che abbia tentato il suicidio con la candeggina. Tutto falso dice lei. Certo falso appare il telegiornale, realizzato apposta.
Alla fine vediamo quell’esercizio alle parallele asimmetriche. Al limite del possibile. Davvero perfetto. Quel 10 che non era previsto, quel giudizio che non era mai stato dato, appare sul tabellone come 1.0.
Questa è la storia di Nadia Comaneci. Storia di fame, fango, determinazione. Ma è anche la storia di come un regime sia pronto a sfruttare una sua atleta per costruirsi una immagine di successo all’estero, capace di nascondere la reale situazione. Perché al 10 perfetto corrisponde un popolo affamato, inutilmente in fila. Un Paese da cui fuggire, alla fine, immersi nel fango. Intanto i telegiornali sono pronti a non smascherare questa falsa verità, costruendone piuttosto altre.
Così questo, scritto da Federico Riccardo, senza dimenticare le varie sfaccettature (a volte anche lasciandole intuire), è il racconto di una atleta che la storia dello sport non ha dimenticato. Storia di determinazione, ma anche storia di un Paese e di come una dittatura sia subito pronta a sfruttare i risultati sportivi per costruirsi una immagine di successo davanti agli occhi del mondo. La realtà è tacitata, finché non succede qualcosa che strappa la maschera. Questa è la storia di Nadia Comaneci, ma forse non solo di lei, storie intuite più volte anche in passato.
Lo spettacolo è andato in scena alla Fondazione La nuova musica in una sala gremitissima, nell’ambito del Fringe Milano Off. Dopo questa anteprima potrà essere rivisto ad Alta Luce Teatro il 17 e 18 aprile 2026 alle ore 20.30.
Il 10 Perfetto
Storia di una ginnasta
Drammaturgia Federico Riccardo
Con Claudia Bianchi
Regia Cecilia Vecchio
Musiche Gipo Gurrado, Coreografie Lara Viscuso, Scene e Costumi Ilaria Pardini






