Danza Butoh di Luan Machado Foto di Nello Taietti

Butoh, la danza che ammalia in Onironautica 3

E’ un’esperienza viscerale e filosofica che affascina il pubblico. E’ il Butoh, la danza d’avanguardia giapponese nata nel secondo dopoguerra, un periodo di profonda crisi identitaria per il Giappone. Non una semplice performance, ma apparentemente semplice e minimalista sfida le nozioni convenzionali di bellezza e movimento.

Nata dalla visione del coreografo Tatsumi Hijikata (1928-1986) è un’arte estrema e minimalista che rifiuta sia il balletto occidentale che le forme di danza tradizionale giapponese. I danzatori di Butoh, con il corpo interamente dipinto di bianco (sebbene in origine Hijikata usasse il nero) per evocare spettri, trascendono i tipici movimenti della danza. Il loro linguaggio è un modo per rimuovere i vincoli narrativi e trasformare il corpo in un mezzo espressivo per esplorare questioni esistenziali più profonde riguardo alla vita, alla morte, alla disperazione e all’assurdità dell’esperienza umana. Sono le emozioni e gli stati d’animo complessi che diventano protagonisti.

Lo scopriranno, rimanendone ammaliati, gli spettatori di Onironautica 3, la pièce teatrale, in programma sabato 22 novembre in doppia rappresentazione (ore 16 e ore 18) alla Fondazione Luciana Matalon. All’interno di uno spazio immersivo, circondato dalle opere dell’artista e calligrafa giapponese Sisyu si creerà un ambiente suggestivo e simbolico che inviterà lo spettatore a compiere un viaggio interiore.

E’ una scoperta che è possibile fare anche personalmente grazie al workshop di danza butoh tenuto dal ballerino Luan Machado. Gratuito è in programma sabato 8 novembre dalle 14 alle 18 previa prenotazione.

Intanto, negli spazi della Fondazione in Foro Buonaparte 67 a Milano dal 6 al 29 novembre 2025, con inaugurazione a ingresso libero giovedì 6 novembre alle ore 18, è possibile vedere le ottanta opere fotografiche di Nello Taietti. Sono ritratti degli artisti in scena, capaci di arrestare il tempo e concentrarlo. Fotografia dopo fotografia, questi istanti sospesi diventano costellazioni personali, mappe astrali dell’esistenza che narrano il vissuto non attraverso la cronaca, ma attraverso l’intuizione poetica.

«Le fotografie di Nello Taietti – commenta la critica d’arte e curatrice del progetto Vera Agosti – sono pulite, essenziali e potenti. Il focus è sul soggetto in primo e in primissimo piano, di cui si colgono il movimento e l’espressività, anche drammatica. I ballerini si stagliano su sfondi neutri, spesso monocromi, con il gioco delle ombre che sottolinea le loro movenze».

(Nella foto di Nello Taietti, il danzatore Butoh, Luan Machado)

Qui la presentazione del progetto Onironautica 3.