Due sono in carrozzella, due li assistono: i termini li accomunano, non la realtà. Sono i quattro protagonisti di Cost of living, davvero diversi. Come diversa è ogni infelicità: ogni dolore ha caratteristiche uniche. L’eco di un incipit famoso è giusto per raccontare situazioni apparentemente assimilabili, ma con reazioni diverse, tutte da accettare, su cui la pièce di Martyna Majok induce a riflettere.
La messinscena scelta da Raphael Tobia Vogel ben delinea ciascun personaggio, evitando quelle lacrime che pure potrebbero accompagnare le difficoltà che devono vivere i diversi protagonisti: John e Ani sulla carrozzella, Jess e Eddie tra problemi economici.
Le loro storie si intersecano, non si sovrappongono. Il lungo palcoscenico della sala A2A del Teatro Franco Parenti permette di raccontare due storie di grave disabilità: i tempi si susseguono, i racconti si intersecano, le differenze sono evidenziate.
Così la scena studiata da Margherita Palli a sinistra mostra l’ambiente sicuramente più confortevole, culturalmente più avanzato di John. A destra Ani pare vivere in una situazione molto più disagiata. La disabilità non ha influito sul carattere: John è logico immaginarlo sempre attraente, colto, arrogante. Per lui la disabilità non significa rinunciare a cercare un futuro. Niente lacrime nemmeno per Ani, che non vorrebbe rinunciare a una certa indipendenza e nemmeno a un momentaneo piacere accolto con complice sorriso. Altrimenti è più rassegnata con un marito ormai ex, Eddie, ex camionista, con patente ritirata per guida in stato di ubriachezza. Lo vediamo all’inizio parlare con qualcuna. Alle spalle una lunga fila di bottiglie, ma lui assicura: non beve più. Solo acqua tonica.
Un salto indietro nel tempo: «tre mesi prima» si legge sulla parete di fondo. La storia dei quattro protagonisti prende vita. Sono piccoli dettagli, come suggerimenti che aiutano a capire le diverse storie. John «non diversamente abile»: «spastico» dice correggendo Jess, che si è appena presentata da lui per essere assunta come caregiver. Situazione difficile per lei, che ha studiato, ma si arrabatta tra più lavori nei bar, dove il venerdì si guadagna di più, ma non è sufficiente. Cambio di luci, altra carrozzella, e protagonista diventa la storia di Ani, con Eddie ex marito.
Sono quattro difficoltà, diverse tra loro, che si intersecano sul palco. Che i quattro attori tratteggiano con molto sentimento e altrettanta bravura, affrontando difficoltà di ogni genere, perché per John e Ani i problemi sono ovvi. Per i due attori le problematiche non sono minori, ma brillantemente superate per dar vita a due difficoltà ugualmente credibili.
Sara Bertelà porta in scena Ani, non in grado di muovere un muscolo: solo un paio di dita. Così Sara Bertelà la racconta solo con voce ed espressioni del volto: con qualche sorriso evidenzia sentimenti, emozioni.
John invece è spastico: Filippo Lai associa difficoltà a parlare, con pause ed esitazioni, a movimenti che sono credibilmente involontari. Le difficoltà cambiano, ma non mancano per Jess e Eddie: Martina Sammarco e Pietro Micci sollevano John e Ani. Li lavano – doccia, vasca -, attenzione estrema, che sul palco appaiono evidenti. E sentimenti, emozioni che in modo diverso toccano sia Jess che Eddie. In poche parole, quattro attori da applauso, capaci di dar vita a emozioni, condividendole con gli spettatori.
Per il pubblico sono più occasioni di capire le diverse storie, nelle varie sfaccettature, grazie a tanti piccoli dettagli. E sono sorprese. Davvero più di una – niente spoiler, ma… -, che si intersecano con interrogativi e considerazioni. Insieme emerge chiaro quanto ogni situazione debba essere guardata senza pregiudizi e senza superficiale compassione. Anche senza eufemismi rassicuranti. Magari le situazioni appaiono assimilabili, ma diversi sono i modi di affrontarle e vanno comunque rispettati. Perché ognuno è diverso.
(Nella foto di Anna La Naia, Sara Bertelà e Pietro Micci, Ani e Eddie. Con Filippo Lai e Martina Sammarco, John e Jess, sono i protagonisti di Cost of Living con la regia di Raphael Tobia Vogel al Teatro Franco Parenti fino al 28 novembre 2026)






