cast di Cost of Living al Teatro Franco Parenti

Cost of Living al Teatro Franco Parenti, scopritelo ora

Disabilità non fa rima con pietà. Certo rifugge questa associazione la pièce Cost of Living, che nella messinscena al Teatro Franco Parenti ha posto ben più di una difficoltà. Volutamente il titolo non è stato tradotto per far pensare a costo monetario ed emotivo, ma anche al valore della vita.

Dove mettere in scena la pièce di Martyna Majok per la prima volta in Italia? La sala A2A, dove già ha debuttato Chi come me, si è rivelata ideale per la estrema vicinanza con il pubblico che consente, capace di garantire una esperienza coinvolgente per gli spettatori. Così si annuncia anche Cost of Living.

È uno spazio bellissimo, commenta Margherita Palli che ha curato la scenografia, ma non è facile. Quando poi pensiamo che in scena ci sono due carrozzelle la difficoltà appare evidente. Così è stata studiata una messinscena che invoglia lo spettatore a spostare lo sguardo tra due luoghi contrapposti di America: una casa di periferia e l’università. Il pubblico è come se spiasse queste persone in difficoltà. E in difficoltà lo sono davvero. Lo sono tutti e quattro.

Sono le difficoltà di due persone tetraplegiche, con disabilità differenti, ma entrambi in carrozzella. Sono anche le difficoltà di chi li assiste: due persone ugualmente molto diverse, mosse in un caso da una forma di affetto e, nell’altro, da necessità economiche. Perché quest’ultima, Jess, interpretata da Martina Sammarco, ha seri problemi economici e vive in auto. Assiste John, Filippo Lai, bell’aspetto, modi arroganti. L’altra coppia è formata da Eddie (Pietro Micci), ex camionista che, causa incidente, ha perso la patente per guidare il camion e Ani, sua ex moglie. Quest’ultima è interpretata da Sara Bertelà, che racconta la difficoltà di doversi esprimere solo attraverso occhi voce e collo: il corpo le manca ed è una fragilità che si ripercuote anche nell’anima. Chi è Ani, si può chiedere il pubblico. Quella di Ani è una storia di oggi o è Eddie che la sta rivivendo?

Il regista Raphael Tobia Vogel parla di una difficile sfida da affrontare: dare vita alle emozioni e farle vivere anche al pubblico. Insieme, come spettatore, emerge la consapevolezza di vivere una vita privilegiata. Questo appare già dai dettagli. Per fare le cose ci vuole del tempo, ricordano gli attori concordi. Anche per le azioni più banali: per fare una barba ci vogliono 50 minuti, per una doccia un’ora e mezza. Questa, sottolinea Filippo Lai, è disabilità. Non fragilità, aggiunge parlando del suo personaggio.

È un lavoro di alto artigianato, sottolineano, senza pietismi, che in ogni momento svela nuovi livelli. Svela anche situazioni poco prevedibili per chi non vive questa condizione. Parlando con chi la disabilità la vive personalmente emerge che la settimana più difficile è quella del ritorno a casa dall’ospedale, quando non ci sono più le tante persone che  si curano di loro.

A influenzare tutto lo spettacolo è la sala scelta. Definita claustrofobica, per la vicinanza con il pubblico porta alla empatia. Il pubblico, commenta Raphael Tobia Vogel, non può scappare, non può intervenire, anche se in certi momenti potrebbe aver voglia di farlo, salendo sul palco. È la difficoltà dello spazio, ma anche la sua forza, perché consente di concentrare l’attenzione sulle relazioni tra le persone, anche aldilà delle difficoltà fisiche. Emerge l’importanza di sapersi fidare dell’altro. Niente pietismo: queste non sono raccontate come persone coraggiose. Possono essere anche burbere e arroganti, esattamente come chi non ha disabilità. Proprio per questo il testo di Martyna Majok, che è stato mantenuto nella sua integrità, riserva anche varie occasioni di risate e un finale che lascia intravvedere un futuro possibile.

Con Cost of Living continua l’attenzione di Raphael Tobia Vogel a portare in scena dei testi che hanno al centro i rapporti umani con conflitti e rischi di ferirsi: prima Costellazioni, poi Scene da un matrimonio. E anche La reginetta di Leenane racconta dei rapporti umani non facili. Il cast vede degli attori da lungo tempo applauditi dal pubblico del Teatro Franco Parenti: Sara Bertelà (Ani) vi lavora dal 2000, Filippo Lai (John) dal 2018, Pietro Micci (Eddie) dal 2003. Al debutto su questi palchi è invece Martina Sammarco, che apparirà particolarmente indicata a sostenere il ruolo di Jess.

(Nella foto da sinistra, Martina Sammarco, Pietro Micci, Sara Bertelà e Filippo Lai in Cost of Living con la regia di Raphael Tobia Vogel)

Cost of Living

di Martyna Majok

traduzione italiana Matteo Colombo

regia Raphael Tobia Vogel

con in o.a. Sara Bertelà (Ani), Filippo Lai (John), Pietro Micci (Eddie), Martina Sammarco (Jess)

scene Margherita Palli

luci Oscar Frosio; costumi Ilaria Ariemme

produzione Teatro Franco Parenti

in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di CAA Creative Artists Agency

A Milano, Teatro Franco Parenti, dal 14 ottobre al 28 novembre 2026 | Sala A2A