Depero a Palazzo Bagatti Valsecchi a Milano Foto di Elena Datrino

Depero in mostra a Palazzo Bagatti Valsecchi

Prendetevi mezz’ora per pensare, per guardare: l’invito si legge entrando a Palazzo Bagatti Valsecchi e sembra suggerire di guardare la mostra Depero Space to Space. La creazione della memoria studiata per diventare parte integrante del Palazzo. L’esposizione curata da Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico, inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, garantisce meravigliose scoperte fino al 2 agosto 2026. Niente didascalie, niente pannelli. Le opere sono infatti inserite tra i mobili e lungo le pareti in 14 spazi del Palazzo voluto dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi. Lo avevano concepito spinti dal desiderio di ricreare un’atmosfera rinascimentale, senza però rinunciare agli elementi più moderni, come riscaldamento, acqua corrente e luce elettrica, prima casa privata ad averla adottata. E’ un aspetto che accomuna i due fratelli a Fortunato Depero, a cui era stato dato l’incarico di ridare vita a un antico palazzo medievale a Rovereto.

E’ un parallelismo che lega, sia pure in tempi differenti, i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi a Fortunato Depero, accomunati dal medesimo sogno di abitare dentro spazi sospesi tra antico e contemporaneo. Di «una vicinanza ideale tra le due esperienze» messa in evidenza dalla mostra parla Camilla Bagatti Valsecchi, Presidente del Museo Bagatti Valsecchi, sottolineando «la volontà di creare luoghi in cui passato e presente possano convivere senza annullarsi, mantenendo la propria identità e rinnovando la propria vocazione originaria di casa».

Altro aspetto interessante che rappresenta un ulteriore legame, è il forte rapporto di Depero con Milano, con alcuni collezionisti milanesi, con l’industriale Davide Campari. Proprio per la Campari nel 1932 aveva disegnato la bottiglietta del Campari Soda e sette anni dopo un oggetto pubblicitario per il Cordial Campari, che si può vedere in mostra nella Sala Bevilacqua.

La mostra suggerisce così un dialogo tra le due case, rispettivamente a Milano e in Trentino. E offre «un’esperienza unica ed esaltante», come dice Antonio D’Amico, Direttore del Museo Bagatti Valsecchi e Curatore della mostra. Che, parlando di questo incastro tra le opere dell’artista trentino, eseguite tra gli anni Quaranta e Cinquanta, e gli ambienti della casa ideata dai due baroni milanesi a fine Ottocento, aggiunge «L’armonia tra i due linguaggi artistici prende forma grazie all’allestimento progettato dallo studio a-fact architecture factory, arricchito da un lighting studiato da LightScene Studio, che consente di far entrare i visitatori in uno spazio magico, tra Quattrocento e Novecento, tra Rinascimento e tardo Futurismo».

Tra biblioteca, sale affrescate, ambienti privati e spazi di servizio il dialogo si snoda in mostra alternando momenti di equilibrio e di sorpresa. Alcune opere dialogano per assonanza cromatica e formale con gli ambienti storici. Altre introducono leggere rotture, capaci di rivelare nuove letture dello spazio. A volte i quadri sostituiscono temporaneamente opere storiche della casa oppure i disegni dialogano con oggetti d’uso. Altri lavori sono inseriti in nicchie, armadi e passaggi inattesi, mentre fasci di luce controllati concentrano l’attenzione sulle opere.

Ad accompagnare i visitatori in questo viaggio di scoperta sono i suoni, a cui Depero era molto attento, anche se si dice fosse stonato. Così la sonorizzazione di alcuni ambienti, curata da Gaetano Cappa dell’Istituto Barlumen, consente ulteriori suggestioni, a cominciare dalla voce dell’attore Massimiliano Speziani, che come un Maggiordomo in un inglese maccheronico invita a entrare. Altri rumori particolari accolgono i visitatori della mostra. Sono i rumori di fondo di una metropoli come New York che accolgono i visitatori nella biblioteca, dove è la costruzione Dinamopoly, per evidenziare il sogno americano di Depero. È il suono dei frequentatori del ViBi Bar, ricostruito alla fine della mostra sulle orme di quello che Depero aveva decorato nel 1937. Qui, al ViBi Bar Depero è programmato l’aperitivo futurista, che in più serate, da febbraio a luglio, trasforma il Museo in un bar futurista, tra luci soffuse, jazz dal vivo, atmosfera d’altri tempi.

Quando si esce infine si è accompagnati dal miagolio dei gatti, che Depero nel 1946 aveva dipinto in una sua opera intitolandola “Elasticità di gatti”. Ed è l’opera che si vede in mostra nella Galleria delle Armi, dove le belle armature sui due lati accompagnano il visitatore all’uscita. Ora al suono dei gatti che miagolano.

(Nella foto di Elena Datrino la Sala Bevilacqua al Museo Bagatti Valsecchi che ospita la mostra Depero Space to Space)

Depero Space to Space. La creazione della memoria

a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico

a Milano, Museo Bagatti Valsecchi (via Gesù 5), dal 13 febbraio al 2 agosto 2026 (da mercoledì a domenica dalle 10 alle 18). Biglietti: 14 €, ridotto e convenzioni 10 €.

ViBi Bar Depero. L’aperitivo futurista al Museo Bagatti Valsecchi 26 marzo | 16 aprile | 7 maggio | 2 luglio alle ore 18.30 e 20.30.