Eterno e visione mostra alle Gallerie d Italia Milano

Eterno e Visione, mostra di scoperte alle Gallerie d’Italia Milano

Spettacolare: così appare la mostra Eterno e Visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo. Fino dall’ingresso alle Gallerie d’Italia a Milano, dove può essere vista fino al 6 aprile 2026. Nella sala di ingresso domina infatti il colossale cavallo di Antonio Canova realizzato in gesso e dipinto a finto bronzo dallo stesso scultore. Era stato concepito per realizzare un monumento equestre a Napoleone. Ma Napoleone su quel cavallo non è mai salito.

Recentemente il cavallo, che era stato sezionato negli anni 60 del 900 e ridotto in 200 frammenti, è stato attentamente restaurato. Ora, affiancato dalla colossale testa bronzea di cavallo di Donatello, stupisce i visitatori della mostra e insieme fa da preambolo a quanto è possibile vedere. Infatti la mostra, con una attenzione al neoclassico, copre il periodo tra il 1796, anno della discesa di Napoleone in Italia e il 1814 che segna la caduta dell’Impero. Sono anni molto importanti sia per Roma che per Milano, che appaiono come centri propulsori dell’arte e della cultura.

«Con “Eterno e Visione” – è il commento di Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo – le Gallerie d’Italia invitano a un viaggio nella bellezza dell’arte neoclassica di cui furono protagoniste Roma, custode della grandezza del mondo antico, e Milano che anche in età napoleonica si affermò come laboratorio della modernità».

La volontà di Napoleone di completare la facciata del Duomo aveva richiamato a Milano scalpellini e scultori. Alcune di queste loro opere è possibile vederle in mostra. In quello stesso Duomo che aveva voluto completare Napoleone il 26 maggio 1815 viene incoronato re d’Italia. In mostra, da non perdere durante il giro, sono il mantello verde indossato da Napoleone, lo scettro, la corona, oggetti cerimoniali mentre alle spalle è la riproduzione della Corona ferrea.

Suddivisa in 10 sale la mostra Eterno e Visione riserva alcune sorprese. In una sala sono infatti esposte le 16 tavole del progetto del Foro Bonaparte di Giovanni Antonio Antolini. Era un progetto visionario, mai realizzato, che avrebbe dovuto circondare il Castello, allora per nulla amato, al punto che alcuni volevano abbatterlo. Secondo il progetto utopistico di Napoleone invece si sarebbe dovuto salvare: sarebbe stato circondato dal Foro Bonaparte, dove erano riuniti tutti gli edifici di pubblica utilità. Nulla di tutto questo è avvenuto, ma il nome è rimasto nella toponomastica di Milano. E sono rimaste le 16 tavole presso la Bibliothèque Nationale de France, che le ha prestate per l’occasione.

Interessante da un punto di vista storico è il monumentale dipinto di Giuseppe Bossi, presente nella seconda sala in una riproduzione fotografica.  Al centro è Napoleone, solenne e ieratico come un antico imperatore. Altrettanto maestosa appare la figura allegorica della Repubblica Italiana, con il capo cinto di torri, a cui Napoleone offre un ramo di ulivo frammisto a uno di quercia, simboli di pace e di solidità. E’ la prima immagine moderna dell’Italia, intesa non solo come patria delle lettere e delle arti, ma anche quale grande progetto politico rivolto al futuro.

La mostra dunque, attraverso sculture, dipinti, opere grafiche, mentre permette importanti scoperte, offre un’ampia visione su un periodo precursore di grandi cambiamenti.

Eterno e Visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo

Mostra a cura di Francesco Leone, Elena Lissoni, Fernando Mazzocca

a Milano, Gallerie d’Italia, Museo di Intesa Sanpaolo, dal 28 novembre al 6 aprile 2026