Massimo Ghini e Galatea Ranzi in Il vedovo tratto dal film omonimo Al Teatro Manzoni

Il vedovo, Massimo Ghini, Galatea Ranzi dal film al Teatro Manzoni

Siamo nel 1959: portando Il vedovo a teatro, a Milano al Teatro Manzoni, è stato scelto di mantenere l’anno dell’omonimo film di Dino Risi. La storia è la stessa e anche varie battute. Ma i due interpreti attorno a cui ruota la vicenda non fanno una imitazione di Alberto Sordi e Franca Valeri, i protagonisti del film. Loro sono Massimo Ghini e Galatea Ranzi: nessun rimpianto.

Lei, Elvira Almiraghi, ricchissima in milioni e miliardi, chiama apertamente il marito “cretinetti”. Passa da un investimento all’altro ed è anche una strozzina, pronta a prestare i soldi al marito di nascosto a interessi da usuraio. Lui, Alberto Nardi, sbaglia ogni investimento, è assediato dai creditori, che cerca di dribblare in tutti i modi, operai compresi. Ammira solo tre uomini: Dante, Napoleone e (siamo nel 2025: il terzo non si nomina). Sogna di fare affari con Montecatini e Fiat. Una notte sogna anche di ammazzare la moglie, ma è svegliato da quest’ultima. Se il sogno si concretizzasse lui non avrebbe più problemi.

La storia prosegue così, diventando un piano in più tappe per uccidere Elvira al sapore di black comedy. Naturalmente non vi sveliamo che cosa succede – i ricordi possono tradire o forse mancano proprio – in questa storia raccontata per capitoli: nero e commento musicale. Anche con dei momenti di musica tratta dalla serie la baronessa di Carini.

L’ambientazione invece è cambiata. Non più la Torre Velasca: siamo a Roma. Lo storico ristorante milanese ormai chiuso, L’Assassino, si accosta al romano La parolaccia: stili molto diversi, causa di equivoci e di risate. L’epoca invece è quella fine anni ’50: piccoli industriali che aspirano alla fabbrichetta. Abiti giacca e cravatta con l’aggiunta a volte del cappello: tutto nero, momento di sicure risate, quando Alberto Nardi compare dopo la notizia della morte della moglie. Per le donne, abito a pois sotto il ginocchio e pelliccia di biondo visone selvaggio: allora aspirazione e non da nascondere. E’ quella che Alberto Nardi regala all’amante Gioia, per fare poi lunghi giri.

Una rarità per gli anni ’50 è invece Elvira. Non solo ricca di famiglia, ma non incontra ostilità quando si muove senza esitazioni tra le banche e fa investimenti, in un’epoca in cui poche donne sono impegnate negli affari.

Accanto a loro un cast ben in parte. Luca Scapparone è il ragionier Stucchi, vittima di Alberto, che cerca di far ragionare e che avrà un ruolo particolarmente importante. Ben più spregiudicati i due commendatori: Pier Luigi Misasi è Lambertoni, tramite di Elvira per prestare i soldi al marito a interessi da usuraio. Tony Rucco è Carlo Fenoglio, subito pronto a sostituire Alberto nel cuore della poco maliziosa Gioia (Giulia Piermarini). Poco disposto ad assecondare lo zio Alberto è il personaggio interpretato da Leonardo Ghini. Diego Sebastian Misasi è invece il tecnico Fritzmayer, con accento tedesco, che dovrebbe risolvere i problemi degli ascensori.

Il risultato è una black comedy. Molto black e forse meno comedy, se si ricorda che a fare da ispirazione al film Il vedovo è un fatto di cronaca di quegli anni. Una donna viene trovata strangolata in casa. Il marito Fenaroli viene accusato di essere il mandante del delitto. E’ il 1958 a Roma.

Tradotta in spettacolo, sul grande schermo come oggi sul palcoscenico, la storia appare circondata da amara ironia, capace di divertire ieri come oggi.

(Nella foto, Massimo Ghini e Galatea Ranzi protagonisti di Il vedovo al Teatro Manzoni di Milano)

Il Vedovo

dal film di Dino Risi
adattamento di Ennio Coltorti e Gianni Clementi

con Massimo Ghini e Galatea Ranzi

e la partecipazione di Pier Luigi Misasi

e con Leonardo Ghini, Giulia Piermarini, Diego Sebastian Misasi, Tony Rucco, Luca Scapparone

Musiche Davide Cavuti, Costumi Paola Romani

Regia Massimo Ghini

Produzione Nuova Enfi Teatro, Nuova Artisti Riuniti e Teatro Parioli Costanzo

A Milano, Teatro Manzoni, dall’11 al 23 novembre 2025 (feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30; sabato 22 novembre ore 15,30 e 20,45)