Massimiliano Gallo con Greta Esposito protagonisti di Malinconico Foto di Manuela Giusto

Malinconico con Massimiliano Gallo dalla tv al Teatro Manzoni

E’ poco malinconico questo avvocato Vincenzo Malinconico che, nato dalla penna di Diego De Silva, è approdato in televisione. Ora Massimiliano Gallo, dopo il successo sul piccolo schermo, porta il suo personaggio in teatro. Gli dà una grande dose di ironia, con cui, facendo ridere davvero e incessantemente il pubblico del Teatro Manzoni a Milano, tocca tanti temi rilevanti, offrendo ben più di uno spunto di riflessione.

Il primo momento di Malinconico Moderatamente felice è di confusione: non si ricorda bene chi è e nemmeno chi è quella donna che dorme sul suo divano. Dubbi rivelati a un se stesso che si manifesta attraverso lo schermo al centro della scena. È qui che appare anche l’angelo custode: seconda categoria in attesa di avanzamento. In alternanza, su quello stesso schermo, anche i fantasmi delle donne che per lui non hanno un volto reale.

Accompagnato da più risate del pubblico ricorda la maleducazione di chi in treno nella zona silenzio continua a parlare al cellulare. Si ride quando si riferisce al politically correct spinto all’eccesso, con Biancaneve che sta con sette (vietato chiamarli nani) e non può essere risvegliata con un bacio, perché non si sa se è consenziente. E anche i modi di dire con lui non passano indenni.

Quando sulla scena appare la scritta “la legge è uguale per tutti” è il «momento avvocato» con cause impossibili, per sicure sorprese. Vincenzo Malinconico viene ingaggiato da Chanel per far causa a chi ha colpito suo figlio Swarovski. Le risate anche in questo caso si moltiplicano, causa Chanel, apparenza, azioni, equivoci. Si ride con Chanel e poi con Adam, tutto da scoprire come la causa che vorrebbe intraprendere. Poi sono le parole, quasi uno scioglilingua, con cui Vincenzo Malinconico se la vede con Bigodino, il suo assistente, per cui, con più tocchi di ironia, sogna una ormai impossibile scomparsa da piccolo. Le parole, fatte di benevola irrisione mista a faticosa sopportazione, con tempi comici perfetti, suscitano un lungo momento di risate.

In una scenografia di grande effetto sono tanti ad affiancare Massimiliano Gallo offrendo al suo personaggio un’occasione per dialoghi, riflessioni oppure varie situazioni imprevedibili. Tanti personaggi, ma solo tre attori che li interpretano. Difficilmente identificabili, cambiano abito ed espressioni e si moltiplicano con ottimi risultati, per diversificazioni estreme. Biagio Musella diventa l’assistente Bigodino, perennemente maltrattato, l’Angelo Custode, Chanel. Molto diversi appaiono il giudice, il poliziotto e Adam di Diego D’Elia, mentre al barista Mariolino e a un altro poliziotto dà vita Manuel Mazia.

Alle due attrici sono invece riservati due personaggi più seri. Greta Esposito è la figlia Alagia, insegnante di yoga, compagna di cinema. Insieme vanno al cinema a vedere l’adorato “Love story”, di cui ricorda «Amare significa non dover mai dire mi dispiace», slogan passato alla storia con più di un sorriso. Con loro si riflette sul ruolo di padre, perché Alagia considera Vincenzo il suo vero padre che l’ha cresciuta e non il padre biologico, mai visto, rifiutato. Con Viola si sdogana un termine usato nella quotidianità, ma al debutto a Teatro. Quale è da scoprire con Eleonora Russo che le dà vita, molto frequentata da Vincenzo non troppo malinconico.

Grande protagonista, sempre sulla scena, Massimiliano Gallo dando vita a Vincenzo Malinconico non si risparmia e anche canta, balla, si cimenta nello yoga. Passa attraverso situazioni diverse, con estrema piacevole fluidità (nemmeno ipotizzabile uno sguardo all’orologio). Per oltre due ore riserva tante sorprese, divertimento, momenti più critici con un occhio attento alla quotidianità. Come James Bond beve un cocktail agitato non mescolato. Con lui Vincenzo Malinconico assume tutte le possibili sfaccettature in una commedia che conquista e mai delude. Senza mai un calo di ritmo gioca con le parole. Sono dialoghi sul filo dell’assurdo con i vari personaggi, tra il divertimento del pubblico. Impassibile passa da una battuta all’altra, mentre il «momento risata» lascia il posto a quello delle riflessioni. Condivisibili.

Con delusione contenuta ascolta al telefono la sua ex, ancora suo grande amore.Capisce che ideale ha lo stesso aspetto di irreale. E parla d’amore: perché l’amore si può vivere in semplicità. Si chiede perché non si può essere innamorati come adolescenti, con tutti i palpiti e le farfalle nello stomaco. Un interrogativo che coinvolge il pubblico al ritmo di… La sorpresa è assicurata.

(Nella foto di Manuela Giusto, il protagonista di Malinconico Moderatamente felice Massimiliano Gallo con Greta Esposito)

Malinconico

Moderatamente felice

di Diego De Silva e Massimiliano Gallo

con Personaggi e interpreti

Avv. Malinconico – Massimiliano Gallo

Bigodino (assistente Malinconico) – Angelo (Angelo Custode) – Chanel – Biagio Musella

Viola (amante di Malinconico) – Eleonora Russo

Giudice – Poliziotto – Adam – Diego D’Elia

Alagia (figlia di Malinconico) – Greta Esposito

Mariolino – Poliziotto – Manuel Mazia

Scene Luigi Ferrigno – Costumi Eleonora Rella – Disegno luci Alessandro Di Giovanni – Canzoni originali Joe Barbieri

Regia Massimiliano Gallo

A Milano, Teatro Manzoni, dal 24 febbraio all’8 marzo 2026 (feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30 – sabato 7 marzo ore 15,30 e 20,45)