Claudio Zanelli in Monsieur Malaussene al Factory32

Monsieur Malaussène tra dubbi e risate a Factory32

Il piano bar è aperto. Bella musica, fumo: la scena è piena di vita già prima che Monsieur Malaussène inizi al Factory32. Il pianista suona, un attore in frac sembra prendere le misure della scena: prova il microfono, un passo di valzer, camminata veloce, sotto lo sguardo interrogativo del pianista. Quando anche le luci del piccolo palco al centro della scena si accendono inizia il racconto. Lui è Benjamin Malaussène, professione capro espiatorio, famiglia numerosissima e altrettanto problematica, a cominciare dal cane epilettico. La sua è la storia in prima persona di una attesa. È un momento condiviso con la compagna Julie: anche lui «quasi incinto». Le parole danno vita a un racconto surreale, occasione di grande divertimento per il pubblico, con il commento sonoro tra note e rumori. A volte volutamente sbagliato, più spesso incalzante. Ritma le parole. Ritma le considerazioni per il pubblico.

Quello che va in scena al Factory32 è l’adattamento teatrale realizzato dallo stesso Pennac nel 1996 in particolare dal romanzo Monsieur Malaussène, quarto del ciclo Malaussène, quando il protagonista sta per diventare padre. Gabriele Colferai con la sua regia dà un tono spumeggiante allo spettacolo, giocando sugli aspetti più surreali e al protagonista Claudio Zanelli affianca Antonio Torella, al pianoforte, ben conosciuto nel mondo del musical. Il monologo prende tutti i colori possibili, con coinvolgimento del pubblico, invogliato a ridere da quanto succede sulla scena, che ben corrisponde alle parole con cui è disegnata questa stramba famiglia. Invogliato però anche a pensare ai momenti più seri, condividendoli con Benjamin Malaussène. Ha senso far nascere un figlio in questo mondo (ora possiamo aggiungere così pieno di guerre)? Lo chiede al piccolo nascituro e a se stesso, contagiando con l’interrogativo anche il pubblico.

La sua ansia diventa energia. Allegria che sfocia in momenti surreali a base di palloncini per raccontare un rapporto sessuale che coinvolge il pubblico come il successivo lancio di pannolini: sicure risate. In questo mondo surreale che prende vita in scena lo spettatore si può ritrovare, quando Benjamin Malaussène parla di difficoltà causa confronto con gli altri – la sua però è una difficoltà un po’ particolare – insieme ai dubbi sul futuro. Perché il nostro Monsieur Malaussène è l’opposto del supereroe dei fumetti Marvel. Più dubbi che certezze, ma sa che è meglio evitare di guardarsi indietro e invece pensare all’oggi.

Claudio Zanelli, perfetto padrone della scena, riesce perfettamente ad alternare i momenti, cambiando intonazioni, giocando con il pubblico, anche spogliandosi quando tutto diventa drammatico. E riesce a dare voce ai tanti componenti della sua famiglia e li evoca, semplicemente spostando delle piccole sedie da bambini. Tutte diverse, perché quelle sono le sedie dove si immaginano seduti i fratellini, che la madre ha avuto da altrettanti compagni. Insieme sa far ridere il pubblico anche semplicemente elencando dei nomi. Perché in questa famiglia sufficientemente squinternata c’è chi si chiama È Un Angelo: tre parole che devono essere staccate.

Questo è uno spettacolo di ansie attuali, ben inserito nella stagione 2025-2026, con cui Valentina Pescetto sta proponendo riflessioni su quanto ci circonda, pur senza mai dimenticare sorrisi e suspence, risate e sorprese. Sono temi, ma anche autori e libri attuali e capaci di suscitare reazioni.

(Nella foto, Claudio Zanelli in Monsieur Malaussène al Factory32)

Monsieur Malaussène

di Daniel Pennac

traduzione Yasmina Mélaouah

con Claudio Zanelli

e con Antonio Torella

regia Gabriele Colferai

scenografia Matteo Giudici; assistente direzione musicale Maria Di Giandomenico; direzione musicale Antonio Torella; direttore di produzione Giuseppe Musmarra; assistente alla regia Ginevra Ciuni

produzione CDM

A Milano, Factory32, 21 e 22 marzo 2026 (sabato ore 19.30 – domenica ore 16.30) con tessera associativa 2026