Il termine è antico, ma declinato al futuro. Iperurani è il titolo della 13ª edizione di Lecite Visioni il festival LGBTQIA+. Per la quarta volta curato da Michele Di Giacomo è in programma al Teatro Filodrammatici a Milano dal 6 al 10 maggio 2026 con titolo, appunto, Iperurani. Uranismo è infatti il termine inventato da un medico agli inizi del ‘900 per indicare un terzo modo di essere: né maschile né femminile. Ora quel termine è stato portato al futuro, per ipotizzare una galassia di costellazioni formate dalle diverse compagnie che, portando ogni sera uno spettacolo, invitano a un viaggio che guarda a un futuro diverso. Un futuro dove le etichette non hanno valore.
Corrispondente al titolo è l’immagine che accompagna il Festival. La grafica è stata curata da Artists for Pride, un gruppo di artisti che lavora a Milano e che ha disegnato quattro figure differenti per rappresentare altrettante costellazioni per una identità riconoscibile.
Perché questa galassia possa prendere vita è stato necessario coinvolgere più partner. Primo tra tutti Cig Arcigay, che considera la cultura come elemento essenziale, particolarmente importante, è il commento, in questo momento in cui si coglie una ostilità nemmeno tanto sotterranea.
Per costruire il programma di Lecite Visioni, totalmente nuovo e molto articolato, Michele Di Giacomo ha puntato a coinvolgere più collaboratori. Così ha previsto più momenti di incontro per dialogare su temi affrontati attraverso la presentazione di libri: uno al giorno a cura della libreria Antigone in collaborazione con Spazio Noce. Il gruppo milanese è cresciuto in questi anni attorno al tema della cultura, come indica il nome Noce, citazione dal secondo atto dell’Amleto («Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e considerarmi re di uno spazio infinito, se non fosse che ho brutti sogni»). Saranno loro, durante il festival, ad accompagnare il pubblico nell’incontro con i differenti temi trattati nei libri. Sono i Leciti Incontri: quattro appuntamenti dal 6 al 9 maggio con ingresso gratuito.
Altri momenti di incontro, del tutto diversi, sono a base di cocktail, cibo e musica diffusa. È Illecito Bar, a cura di Lauri Food, aperto prima degli spettacoli, indicativamente dalle 18:30 alle 21. Per intrattenere il pubblico sono anche delle incursioni per raccontare nuovi mondi. Satelliti di Drama, tra le 20.30 e le 21, prima di ogni spettacolo, è a cura di Drama Milano, con artiste che spaziano su differenti temi, dalla Stand up alla performance di una Drag Queen per degli assaggi frizzanti.
La domenica pomeriggio è invece in programma un laboratorio di serigrafia, che porta alla stampa delle magliette ideate per il festival.
Al centro di Lecite Visioni sono gli spettacoli. Prime nazionali, vere scoperte e riscoperte si susseguono una ogni sera alle 21. È l’occasione per riscoprire un testo di Copi, da tempo poco frequentato a teatro. È Il Frigo con Eva Robin’s, che porta in scena una girandola di personaggi (8 maggio).
Si chiude domenica 10 maggio con Traslocando di Francesco Magali, che vede in scena molti attori ben conosciuti dal pubblico. Impegnati nella lettura scenica sono Tommaso Amadio, Ferdinando Bruni, Ida Marinelli, Cinzia Spanò, Lorenzo Tombesi con la regia di Michele Di Giacomo. Al centro è un pranzo, occasione di tensioni con Mattia che presenta ai propri genitori il fidanzato di quarant’anni più grande.
Ad aprire il festival il 6 maggio in prima nazionale è Il pianeta gigante, con tre personaggi e un altro evocato in un paese da cui cercare di fuggire. Anaïs Nin è invece al centro di Rosa Conchiglia – Anaïs Nin e i giorni del porno in prima nazionale il 7 maggio. Il testo di Magdalena Barile ci porta a New York nel 1940, in una vecchia soffitta vissuta come un luogo magico, tra le storie erotiche scritte da Anaïs Nin.
Totalmente diverso è Several Love’s Requests, indagine performativa sui desideri erotici e romantici maschili nelle videochat online. Qui, è il commento con cui è presentato lo spettacolo in scena il 9 maggio, «tutto parla di uomini, ma fra uomini non si parla». Di e con Pietro Angelini e Pietro Turano è seguito dalle 22.30 dal DJ Set a cura di Drama Milano.
A precederlo in Accademia il 9 maggio alle ore 20 è uno spettacolo di danza in versione studio. Intitolato Records per la prima volta nella Storia gioca sul duplice significato del termine, alludendo al desiderio di battere un record ma anche di registrare. Lo spettacolo arriverà poi nella versione definitiva in autunno al festival Milano Oltre. Così il festival Lecite Visioni dimostra anche l’attenzione a linguaggi differenti e offre la possibilità a giovani compagnie di incontrare un pubblico. Partendo dal Teatro Filodrammatici «spicchiamo il volo insieme» dice Michele Di Giacomo presentando il festival Lecite Visioni.
(Nella foto un momento di Il pianeta gigante, che apre il festival Lecite Visioni)






