Niente nudo in scena: il titolo non deve indurre in errore. Orgasmo è il primo spettacolo di Niccolò Fettarappa da quando è artista associato al Piccolo. Lo spettacolo è in scena al Piccolo Teatro Studio Melato con sottotitolo “Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso”. Definito «ironico, surreale, caustico, inquietante» appare perfettamente inserito nella stagione 2025-2026 dal titolo “Complemento di relazione”, perché proprio di questo parla: relazioni che cambiano, fino ad estinguersi. Ed ecco il senso di titolo e sottotitolo. Nasce da un dato statistico secondo cui il 25% fa sesso solo una volta alla settimana.
L’incontro con gli altri è sempre più raro, commenta Niccolò Fettarappa. Addirittura nella commedia si immagina che l’ultimo orgasmo sarà a settembre del 2030: a quel punto sarà solo stress e non più eros. Da quel momento il desiderio sarà tutto incanalato nel lavoro: non incontri, ma produttività. Secondo i dati dell’Istat, che vanno oltre quella percentuale, a questa decrescita corrisponde una crescita di sfiducia nella democrazia: meno sesso e più soluzioni non democratiche.
Stiamo assistendo, è il commento di Niccolò Fettarappa, a un trasferimento della vita nel virtuale: le app di incontri, che si stanno moltiplicando, non portano a veri incontri. Addirittura, spesso, a nessun incontro.
In scena, in Orgasmo, c’è una coppia in crisi, colta in momenti quotidiani, guardata con attenzione speciale da un giornalista e da uno zoologo, che è lo stesso Niccolò Fettarappa. Parallela c’è una invasione di orsi, come il risveglio di una pulsione sessuale. Ma quello che il potere vuole è dominare gli istinti e portare a una docilità che trova sfogo solo nel lavoro. Qui, diversamente dallo stile seguito finora da Nicolò Fettarappa, ci sono dei personaggi in scena ma, un po’ come in Ionesco, non sono veri personaggi tridimensionali: hanno invece una funzione narrativa. In questo caso lo spettacolo si propone di risvegliare l’attenzione del pubblico inducendolo a riflettere su un tema assolutamente complesso.
Ventinovenne, arrivato al prestigioso traguardo di essere inserito tra gli artisti associati del Piccolo, Niccolò Fettarappa racconta di sentirne la responsabilità. È il risultato di un amore per il teatro che risale a quando aveva sette anni. Allora rimase folgorato da “Arlecchino servitore di due padroni”, che i genitori lo avevano portato a vedere all’Argentina a Roma. Allora naturalmente non erano state tanto le battute a colpirlo, ma l’atletismo degli attori in teatro. Ora racconta di voler riportare in scena quella luminosità dei corpi.
«Orgasmo – commenta Claudio Longhi – è un appello a riconciliarsi con il corpo, proprio e altrui, per vivere la pienezza e la potenza creativa del desiderio (che non fabbrica cose né servizi ma è l’autentico tramite per il divenire), e ritrovarsi così – con le parole del filosofo Günther Anders – “mano nella mano o braccio nel braccio”, nel segno non di un annullamento reciproco ma dell’appartenenza, della grazia di “unire prossimità e distanza”».
A corollario dello spettacolo, per Oltre la scena, un incontro il 25 marzo alle ore 18, al Chiostro Nina Vinchi.
(Nella foto di Matilde Piazzi un momento di Orgasmo di Niccolò Fettarappa, artista associato del Piccolo)
Orgasmo
Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso
di Niccolò Fettarappa
con (in ordine alfabetico) Gianni D’Addario, Niccolò Fettarappa, Lorenzo Guerrieri, Rebecca Sisti
regia Niccolò Fettarappa
disegno luci Tiziano Ruggia; costumi Elena Dal Pozzo; sound design Massimo Nardinocchi; aiuto regia Lorenzo Guerrieri; assistente alla regia Roberta Gabriele
scene costruite nel Laboratorio di Scenotecnica di ERT
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Agidi, Sardegna Teatro
Testo finalista al premio Pier Vittorio Tondelli / Riccione Teatro 2023
Durata: 1 ore e 20 minuti senza intervallo.
A Milano, Piccolo Teatro Studio Melato (via Rivoli 6 – M2 Lanza), dal 24 al 29 marzo 2026 (martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16). Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro






