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Foto Fontanesi a Monza Photo Fest

Monza Photo Fest, scoperte e interrogativi fino al 6 gennaio 2026

Di Valeria Prina / Novembre 18, 2025 / Fotografia & Arte

Immagini per emozionare e riflettere: è quanto propone la seconda edizione di Monza Photo Fest. Dal 14 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, dopo il successo dello scorso anno torna a popolare il capoluogo brianzolo con 20 mostre fotografiche gratuite e altre iniziative ospitate in vari spazi pubblici e privati della città. Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Monza e Musei Civici Monza in collaborazione con Diorama Progetti fotografici, la rassegna diffusa di fotografia d’autore propone temi di attualità, stimolando delle riflessioni e insieme valorizza alcuni luoghi di Monza. Di «Una riflessione urgente capace di stimolare lo spirito critico e far sorgere interrogativi, in una società che invece ci sommerge di risposte e ci spinge a fare sempre meno domande» parla Arianna Bettin responsabile dell’assessorato alla Cultura.

«La fotografia – commenta Roberto Mutti, Direttore artistico Monza Photo Fest – è un linguaggio che da sempre si distingue per due sue caratteristiche di fondo: quella di rapportarsi con la realtà per interpretarla e quella di cercare lo stile più adatto e innovativo per farlo. Abbiamo tenuto ben presente tutto questo per dar vita a un programma che propone momenti di intensa riflessione incentrandosi su un valore particolarmente importante in questi difficili tempi, quello del confronto. Lo si troverà nel dialogo a distanza fra mostre che affrontano temi di urgente attualità e altre che indagano sui sorprendenti esiti della ricerca sul linguaggio fotografico, fra la ribadita vitalità di autori affermati e il desiderio di mostrare il proprio valore di giovani emergenti, fra la centralità istituzionale del Festival e il contributo della sezione Off che ribadisce come caratteristica della manifestazione il suo essere diffusa in tutta la città».

«Abbiamo pensato – aggiunge – che, se un sempre più numeroso pubblico si avvicina alla fotografia, è giusto che sia anche quest’ultima ad avvicinarsi al pubblico: da qui l’idea di una serie di affissioni firmata da Manifesto Brianzolo che rappresenta una innovativa proposta espositiva». Quest’ultimo si presenta come una mostra non convenzionale nelle strade della città con soggetto scatti su pellicola che documentano il quotidiano della Brianza. L’intenzione è catturare i dettagli spesso ignorati di non-luoghi e periferie per stimolare una riflessione sul territorio e accorciare le distanze culturali tra le diverse aree della Brianza.

Il programma ufficiale del festival propone delle mostre, con caratteristiche differenti, ospitate negli importanti spazi pubblici messi a disposizione dal Comune.

Contro l’intolleranza è la mostra I Segni di Dio di Francesca Moscheni. Esposta ai Musei Civici Monza dal 14 novembre al 6 gennaio si propone come un viaggio fotografico laico nei simboli e nei luoghi di culto che unisce Ebraismo, Cristianesimo e Islam per far emergere la “bellezza del sacro” e contrastare l’intolleranza.

A dar voce e visibilità alle atrocità subite dal popolo palestinese, è la mostra collettiva I Grant You Refuge. Alla Sala Espositiva Binario 7 accoglie dal 3 dicembre al 6 gennaio propone delle immagini straordinarie di sei fotoreporter della Striscia di Gaza.

Due autori che lavorano sul linguaggio fotografico e sulla sua capacità di elaborare la realtà in modo più o meno significativo sono protagonisti alla Galleria Civica dal 4 dicembre al 6 gennaio. Nicolò Quirico con Alveari urbani mostra delle città – con le loro architetture, geometrie e volumi – che si fondono con i libri, custodi della conoscenza e delle esperienze di chi quelle città le ha costruite e abitate. Fontanesi, misterioso fotografo celato sotto questo pseudonimo con “Fontanesi: come se fosse vero” lavora su accostamenti di frammenti di realtà che generano immagini nuove tutte giocate sul paradosso. Il risultato «è un invito: non a fidarsi, ma a lasciarsi ingannare con complicità. In un’epoca in cui l’immagine è spesso prova, Fontanesi la usa come ipotesi. E il risultato non è una verità, ma una possibilità».

Alla Biblioteca San Gerardo dal 18 novembre all’8 dicembre la mostra Bambù – Disagio e Resilienza di Valter Belloni documenta la sofferenza fisica e mentale dei malati di sclerosi multipla, usando sedia e specchio come metafore, che evidenziano la loro capacità di resilienza come il bambù.

Con il proposito di dar vita a un festival autenticamente diffuso nasce il Monza Photo Fest Off. Novità di questa seconda edizione è un circuito diffuso di 14 mostre esposte in gallerie d’arte, negozi e altri spazi privati della città.

A completare il programma è una serie di iniziative con incontri, conferenze, proiezioni. Si può scegliere fra un incontro con un autore, che indaga sull’identità alla luce della sempre più presente intelligenza artificiale oppure un emozionante reportage realizzato da giovani fotografi sulla rivolta popolare in Nepal. Il tema del reportage è al centro della conferenza di Roberto Mutti, mentre un libro di poesie dedicato a Gaza è il tema di un incontro con il curatore, nell’ambito della mostra realizzata con le immagini dei fotografi gazawi.

Accompagna il Monza Photo Fest il catalogo cartaceo gratuito, strumento importante per orientarsi tra le varie mostre e le proposte programmate.

(Qui una foto Fontanesi in mostra al Monza Photo Fest)

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