Parole, fotografie, danza, musica, calligrafia, illustrazione: è Onironautica III capitolo (o Onironautica 3), che ne celebra l’incontro in scena. È la tradizione giapponese che incontra il mondo occidentale; il passato che richiama la contemporaneità. Terzo momento dell’incontro di Nello Taietti con questi elementi espressivi, ci trasporta in un angolo di Giappone lontano da superficiale folklore e turismo. E parla della ricerca della verità: «Vivete con gioia e leggerezza. Non cercate la verità: chi l’ha trovata vive nel tormento».
Lo spettacolo riesce a toccare nel profondo, suscitando più riflessioni anche aldilà delle parole che si sentono pronunciare dall’attore Daniele Crasti. Al pensiero dell’autore Nello Taietti, alle immagini che evoca se ne aggiungono altre. La realtà difficile ha in sé i germi per un futuro migliore.
E’ Luan Machado, danzatore Butoh che, con i suoi movimenti apparentemente scomposti, che esprimono una sofferenza interiore, rende quasi tangibile il dolore del popolo giapponese, appena uscito da una guerra e che ha conosciuto sulla propria pelle la bomba atomica. Sono movimenti che esprimono la violenza subita allora e a lungo ricordata, volutamente non armonici, ma che sfociano nella volontà di cercare una nuova vita. Non così la danza di Natsu Funabashi, sulle note della Madama Butterfly. Bei movimenti coreografici della ballerina giapponese, bella musica, ma quello che racconta Puccini con la Madama Butterfly è la storia di una giovanissima ragazza giapponese e del suo sogno d’amore per un americano che si infrange contro la realtà. Il suo è stato un amore totale, ricambiato per poco tempo, ma che le ha dato una nuova nascita. Nuova vita in cambio della sua.
Dolori di ieri, dolori vissuti, reali, perché anche quello di Madama Butterfly non è certo un caso isolato, da melodramma. Ma anche dolori di oggi, evocati con Onironautica III, in cerca di una speranza per il futuro.
Angosce di ieri e di oggi. Ieri la guerra era finita e aveva lasciato devastazioni nella psiche dei giapponesi e nelle città. Oggi le guerre non sono finite. Anzi si sono moltiplicate un po’ ovunque, ugualmente con devastazioni di ogni genere: macerie, gente rimasta senza nulla.
Ugualmente sulle note di Puccini è il sogno di molte ragazze di oggi che si infrange di fronte alla violenza di chi credevano le amasse.
E alla fine Onironautica III regala una visione di speranza. Non tanto per quel E lucevan le stelle («non ho amato mai tanto la vita»), che per chi ricorda Tosca è comunque un momento amaro. È la immagine della carpa, che compare sul corpo della modella Valeria Chen. Disegnato da Guido Daniele è simbolo giapponese di resistenza e determinazione per la sua capacità di nuotare controcorrente.
E’ quell’invito a non arrendersi e credere nella possibilità dell’essere umano di creare un futuro migliore. Proprio come nel precedente capitolo della trilogia, Onironautica 2, quando alla fine si sente il pianto di una neonata: è Alba, che le due attrici prendono in braccio per cullarla.
Lo spettacolo Onironautica III capitolo parte del progetto artistico multidisciplinare di Nello Taietti, a cura di Vera Agosti, è in programma il 22 novembre 2025 alle ore 16:00 e 18:00 alla Fondazione Luciana Matalon (€10 incluso catalogo).
Negli stessi spazi di Foro Buonaparte 67 a Milano fino al 29 novembre 2025 è possibile vedere la mostra con ingresso libero. Il progetto ha il patrocinio del Consolato generale del Giappone a Milano.
(Nella foto di Nello Taietti la danzatrice Natsu Funabashi in Onironautica III)
Qui qualche approfondimento: la presentazione del progetto Onironautica 3, la danza Butoh.






