V13 con Mattia Fabris e Arianna Scommegna al Teatro Gerolamo 2025-2026

Teatro Gerolamo 2025-2026, la stagione tra ricordi e musica

Per non dimenticare: ricordi, ma anche scoperte e protagonisti del nostro mondo culturale caratterizzano la stagione del Teatro Gerolamo 2025-2026. Sono 41 spettacoli che compongono una stagione attenta alle caratteristiche del Teatro di piazza Beccaria e agli interessi del suo pubblico, offrendogli anche la possibilità di tante scoperte. E insieme applaudire alcuni protagonisti del nostro mondo culturale. Così Gabriele Lavia affronterà il 16 e 17 maggio Le favole di Oscar Wilde, definite storie fantastiche che criticano la falsa moralità. Dacia Maraini ha adattato due monologhi tratti dal suo romanzo L’amore rubato: Amori rubati è in scena l’11 e 12 ottobre. Personaggi, battute, momenti surreali scritti da Stefano Benni sono portati in scena da Lucia Poli e Francesco Marini con Vecchiette, Aragoste, Ballate (11-12.4). Dagli scritti di Marcello Marchesi è nato lo spettacolo Con quella bocca puoi dire ciò che vuoi (23-24 maggio).

È un omaggio a un grande milanese da riscoprire, che offre la possibilità al pubblico del Gerolamo di non dimenticarlo e ricordare anche altri personaggi e momenti storici importanti. Così Arianna Scommegna e Mattia Fabris con V13 ricordano la strage del Bataclan a Parigi, venerdì 13 novembre 2015, con un reading teatrale tratto dal romanzo di Emanuelle Carrère. Con un ampio salto temporale viene ricordato un altro momento tragico per Milano. Il reading con Massimo De Vita Rinascere dalle macerie con sottotitolo 81 anni dalla strage di Gorla è in scena il 26 ottobre.

Tra queste due epoche è la storia di Enzo Tortora, a cui è dedicato Nell’occhio del labirinto scritto e diretto da Chicco Dossi con Simone Tudda (29.11).

L’ottima acustica del Teatro ha indotto il direttore artistico Piero Colaprico a dedicare ampio spazio anche alla musica e al jazz. Stefano Di Battista porta la grande musica con La dolce vita primo capitolo della sezione Gerolamo in jazz (4-5.10). Che continua il 25 ottobre con Hot jazz dedicato al periodo dei primi del 900 fino al 1953. E poi omaggi a Edith Piaf, Marilyn. E ancora, si ricordano Mia Martini con Almeno tu nell’universo (9-10.5) e Giovanni D’Anzi con Non dimenticar le mie canzoni (31.5).

Altra attenzione alla storia del teatro Gerolamo riguarda le marionette dei Colla, che qui hanno avuto casa per cinquant’anni. Tornano «a casa» con uno spettacolo che riprende un testo tratto da un film del 1916. E’ Teste di legno, che dal 19 al 22 marzo porta in scena le marionette e anche i marionettisti che il pubblico può vedere mentre le muovono.

Non mancano gli esperimenti, come il trittico che dal 6 all’8 dicembre propone tre diversi spettacoli che trattano il sacro in modo non tradizionale.

Torna la compagnia della Fondazione Un futuro per l’asperger guidata da Alice De André che è anche protagonista solista il 7 e 8 febbraio di uno spettacolo definito dopo De André. Si intitola Alice De André non canta De André.

Un altro spettacolo tutto da scoprire proposto da Diego Della Palma il 14 e 15 marzo è Perché no?, che si propone come un dialogo con il pubblico, invitato a riflettere, ridere e commuoversi.

Inquietante e sorprendente si annuncia Manson di Chiara Lagani con Andrea Argentieri. L’attore nel ruolo di Charles Manson il 7 marzo tratteggia il criminale e porta il pubblico nella villa del massacro, dopo averlo invitato a porgli una domanda tra quelle che sono state distribuite all’ingresso a teatro.

Nella stagione del Teatro Gerolamo 2025-2026 c’è anche uno spazio dedicato a food e beverage. Con Un ultimo giro il 10 ottobre Maria Pilar Perez Aspa parla di cocktail e li fa assaggiare a un numero limitato di spettatori. Il 1° febbraio sale sul palco Valerio Visentin, naturalmente mascherato, irriconoscibile come i lettori del Corriere sono abituati. Con Luca Simonetta Sandri è protagonista di Cuochi sull’orlo di una crisi di nervi.

In chiusura di stagione, in giugno, due appuntamenti molto differenti. Il 20 giugno Pino Strabioli torna sul palco del Gerolamo per la terza volta con Eravamo io Michelangelo Giulio Cesare Andersen e Oscar Wilde. Il 27 e 28 giugno è la volta di un classico che arriva rivisitato dalla compagnia Martesana. E’ Due dozzine di rose scarlatte di Aldo De Benedetti.

Tradizione e innovazione si incontrano dunque sul palco durante la stagione del Teatro Gerolamo 2025-2026 per offrire al proprio pubblico molte occasioni per divertirsi, riflettere e sognare. Lo ricordano la direttrice generale Chitose Asano, che ha voluto questo teatro e ora lo anima con tanta passione e il direttore artistico Piero Colaprico, che con altrettanta passione ha programmato la stagione.

(Nella foto, Mattia Fabris e Arianna Scommegna in V13 dal 14 al 16 novembre nella stagione del Teatro Gerolamo 2025-2026)