A volte a teatro è tutto perfetto. Succede con Prima del Temporale, da un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio, ora al Piccolo Teatro Grassi fino al 21 dicembre 2025. Umberto Orsini, grande, fantastico protagonista sulla scena conduce lo spettatore in una passeggiata nel mondo del teatro, tra i suoi ricordi, che spesso sono anche quelli degli spettatori. Gli avvenimenti evocati si susseguono durante quell’ora che precede l’andata in scena di Prima del Temporale. Si sentono i rumori, i suoni, prova della colonna sonora destinata ad accompagnare il dramma di Strindberg e le parole, i ricordi prendono il sopravvento.
Sono momenti di teatro. Umberto Orsini riprende quel brano de L’uomo dal fiore in bocca e le parole di Pirandello, provino per l’ingresso all’Accademia, segnano il primo passo. Le copertine di Bolero Film, proiettate sul fondo della scena, sono occasione per ridere sulle tre espressioni che secondo i momenti doveva sfoderare nei fotoromanzi. Lui non li nasconde. Ne sorride con gli spettatori.
Poi è televisione, quando si trasmettevano i Fratelli Karamazov, di cui Umberto Orsini era tra i protagonisti in un cast a tutte stelle, e andava in onda Carosello con le calze Omsa, occasione d’incontro con le Kessler, inizio della lunga storia con Ellen. Con parole, foto, video richiama in scena alcune delle attrici con cui ha lavorato. Le evoca come un sogno: Sylvia Kristel, motivo per cui aveva accettato di lavorare in Emmanuelle 2, bellissima di cui scopre la fragilità; Virna Lisi ricordo di quel piccolo neo; Rossella Falk, poi amica per decenni. E gli attori, da Corrado Pani a Gianni Santuccio, di cui svela uno speciale segreto, Gianmaria Volontè e Giannini: aneddoti, parte della sua vita lungo gli anni.
Sono bei ricordi, tanti che coinvolgono il pubblico, spesso indotto con lui a ricordare. Si mixano con altri più strettamente personali, con quel po’ di paura prima del “Chi è di scena”, la tensione tenuta a bada con una sigaretta, gli inizi non facili ma voluti, le pensioncine romane trovate sfogliando la guida del telefono in una cabina telefonica. Momenti che ora fanno sorridere, ma anche considerazioni condivisibili, quando ricorda che suo padre non gli ha mai dato una carezza: poca tenerezza allora nei rapporti con i genitori.
Le parole richiamano immagini. I video scorrono lungo le tre pareti, completamento di ricordi, anche occasione per risvegliarne altri. Orson Welles lo saluta dal treno, mentre un trenino e una valigia irrompono in scena.
Prima del Temporale non è semplicemente un monologo. A volte il flusso dei ricordi si interrompe, la realtà di oggi, quando lo spettacolo sul palco sta per nascere, torna viva. E’ la porta del camerino che si apre. La costumista (Diamara Ferrero) ogni tanto interviene per ricordargli che è il momento di vestire il costume di scena. Il pompiere (Flavio Francucci) gli ricorda il divieto di fumare, ma diventa estemporaneo attore per la battuta «Sono l’uomo del ghiaccio» nel Temporale di Strindberg, momento di provino esilarante, sicure risate per il pubblico.
Qui tutti i linguaggi espressivi si intersecano ottimamente. La perfetta regia di Massimo Popolizio riesce a farci immaginare una replica del Temporale di Strindberg, un anno di recite, che in realtà non sono mai esistite. Sceglie i momenti giusti in cui interrompere i ricordi, per poi riprenderli attraverso parole, oggetti, foto, video e non dimentica battute più ironiche e pensieri più distaccati. Ben lontano da wikipedia o una enciclopedia è uno spettacolo con cui Umberto Orsini accetta di svelarsi, di far affacciare il pubblico a quel mondo del teatro che lo vede protagonista da 70 anni. Affascina, diverte, conquista in ogni momento. Il coinvolgimento è massimo, tra ricordi o scoperte. E’ una condivisione di emozioni, destinate a rimanere patrimonio speciale di ciascuno spettatore.
(Nella foto di Claudia Pajewski, Umberto Orsini, grande protagonista di Prima del Temporale)
Prima del Temporale
da un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio
con Umberto Orsini
e con Flavio Francucci e Diamara Ferrero
regia Massimo Popolizio
scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi; costumi Gianluca Sbicca; video Lorenzo Letizia; luci Carlo Pediani; suono Alessandro Saviozzi; assistente alla regia Mario Scandale.
Produzione Compagnia Orsini
Durata: un’ora e 20 minuti senza intervallo
a Milano, Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio), dal 2 al 21 dicembre 2025 (martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16)
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro.
In tournée a Parma (Teatro Due, 24 e 25 marzo 2026), Bologna (Teatro Duse, dal 27 al 29 marzo), Correggio (Teatro Asioli, 31 marzo), Fidenza (Teatro G. Magnani, 1 aprile), Orvieto (Teatro Mancinelli, dall’11 al 12 aprile), Napoli (Teatro Diana, dal 14 al 26 aprile), Roma (Teatro Argentina, dal 5 al 10 maggio), Torino (Teatro Carignano, dal 26 al 31 maggio).






