Cielo azzurro e nuvole bianche. Lei entra per raccontare la meraviglia: è ansiosa di sapere se è tutto vero. È L’inizio di Un marziano a Roma. Sul palco del Teatro Menotti a Milano Milvia Marigliano diventa Ennio Flaiano, entrando perfettamente nel ruolo dell’autore. Lui ha scritto, lei si immedesima: come tutti i romani, ha saputo del grande evento, l’arrivo del marziano a Roma, sceso con la sua astronave nel parco di Villa Borghese. Grandi attese: tutto deve cambiare. È la certezza: inizia un nuovo mondo.
Milvia Marigliano è sola sul palco: attraverso lei prende vita tutto l’(iniziale) entusiasmo dei romani. Racconta quanto sta avvenendo. Prende in mano il microfono ed è Kunt, il marziano che non sembra apprezzare molto il comportamento dei romani. Perché a Roma? Perché da Marte la scritta si legge «amor». Quanto tempo di viaggio? Tre giorni. Il commento è sempre attuale.
Sono vari gli indizi che all’interno dello spettacolo ampliano il racconto. Così l’abbigliamento dell’attrice – abito maschile e cravatta – aumenta l’immedesimazione con Ennio Flaiano, che racconta in prima persona. E che giudica il veloce cambiamento nel comportamento dei romani, che si abituano velocemente al marziano fino, se necessario, a non esitare a chiedergli di spostarsi e spernacchiarlo. Anche l’astronave è diventata un elemento da parco dei divertimenti: transennata e con biglietto d’ingresso. Così il video sul fondale cambiando colore suggerisce le varie atmosfere: dalla speranza legata all’arrivo del marziano al rosso del pianeta Marte, fino al cielo con via Lattea e costellazioni, indizio che Marte è lì che lo aspetta e Kunt non può che tornarvi, abbandonando un mondo rivelatosi davvero piccolo.
Con il procedere della commedia affiora un’aspra critica a una generazione che, dopo veloce ammirazione, ingurgita tutto e tutto si lascia scivolar via. Ennio Flaiano si riferisce alla sua generazione, ma non molto sembra cambiato. Così ad esempio i buoni propositi del periodo del covid (e relativi lockdown) sono stati ben presto accantonati. Insieme Ennio Flaiano con Un marziano a Roma non risparmia critiche a nessuno dei suoi contemporanei: i romani prima di tutto, ma lo sguardo va ben oltre. Sempre naturalmente suscitando quel tanto di risate che permette alle critiche di raggiungere l’obiettivo. E le critiche, come piccoli strali, sono tante, tutte da scoprire.
La commedia a distanza di molti anni coglie ancora nel segno, mettendo alla berlina comportamenti che sembra non tramontino mai. Ora il successo accompagna la messinscena e il pubblico del Teatro Menotti, giustamente, alla fine non ha risparmiato applausi. Era stato invece un fiasco colossale quando aveva debuttato a Milano al Teatro Lirico nel 1960. Era la versione teatrale del racconto scritto da Ennio Flaiano in prima persona. Forse era ispirato alla storia di Faruk (nominato nel racconto), il re egiziano arrivato a Roma in esilio e accolto con tutti gli onori, per poi essere velocemente dimenticato. Anche dai paparazzi. Lui però non aveva un’astronave con cui ritornare su Marte.
(Nella foto di Chiara Marigliano, Milvia Marigliano protagonista di Un marziano a Roma al Teatro Menotti)
Un marziano a Roma
di Ennio Flaiano
con Milvia Marigliano
Luci Mattia De Pace, Costumi Pamela Aicardi
Produzione Tieffe Teatro
A Milano, Teatro Menotti, dal 19 al 23 maggio 2026






