All’inizio di tutto è un libro, racconta Łukasz Twarkowski. Siamo alla vigilia del debutto di Oracle al Piccolo Teatro Strehler, il 23 e 24 maggio nell’ambito del Festival Presente Indicativo. Il libro di cui parla il regista polacco è “Quando abbiamo smesso di capire il mondo” di Benjamin Labatut. Siamo nel 2022 e i diritti per il libro non sono disponibili. Una fortuna, aggiunge, perché questo ha indotto a concepire una trilogia dedicata alla scienza, di cui Oracle fa parte. Lo precede Quanta, ambientato prima della seconda guerra mondiale, nato da riflessioni sul terribile momento che si sta vivendo con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
Oracle invece è ambientato nel 1941, quando Alan Turing con il suo gruppo realizza la macchina Bomba e utilizzandola decifra il codice Enigma. All’aspetto scientifico si affianca quello più spirituale, con i dubbi di Alan Turing, che si interroga sulla possibilità di differenziare ciò che è umano da ciò che non lo è.
Questo tema e il lavoro di Alan Turing nella decifrazione del codice Enigma nel 1941 nello spettacolo si intersecano con il summit sull’intelligenza artificiale, quando nel 2023 i responsabili di un gruppo di aziende stringono un accordo per fermare la ricerca sull’intelligenza artificiale. L’accordo prevede sei mesi di sosta per approfondire il tema. Nessuno lo rispetta. Nessuna delle aziende ferma realmente la ricerca per timore di essere sopravanzata dai concorrenti.
Nello spettacolo Oracle si intersecano personale e pubblico, vicende private di Alan Turing e rilievo politico, passato e presente, azioni e capacità di immaginare di Alan Turing e anche di Hedy Lamarr. È da lì che nasce tutto. Dai loro studi, dalle loro invenzioni, dalla loro capacità di immaginare ciò che ancora non c’è è nata l’intelligenza artificiale che conosciamo ora.
Che cosa penserebbe oggi Alan Touring di fronte ai vari dibattiti sul tema? L’isteria intorno alla IA penso che sia nociva, risponde Łukasz Twarkowski: l’IA è soprattutto utile. Penso sia uno strumento: tutto dipende da chi se ne serve.
E’ l’aspetto spirituale che incontra quello scientifico. Così Łukasz Twarkowski cita Fassbinder come suo grande maestro. Ne sottolinea la capacità di mettere in relazione l’aspetto politico con quello personale, che è appunto quanto sta alla base di Oracle. Insieme sottolinea come Alan Turing sia diventato anche simbolo di quanta violenza sia stata perpetrata contro gli omosessuali, al punto che il suo lavoro è stato riconosciuto solo dopo settant’anni e solo dopo così tanti anni sono arrivate le scuse per la violenza che aveva dovuto subire.
(Nella foto di Beatrice Borgers il ritratto di Łukasz Twarkowski regista di Oracle al Teatro Strehler per il Festival Presente Indicativo il 23 e 24 maggio 2026)






