30 anni dalla pubblicazione di Anime Salve. Era l’ultimo capolavoro discografico di Fabrizio De André e ora torna a risuonare con lo spettacolo De André, La Storia. E’ in programma a Livorno alla Fortezza Vecchia martedì 8 settembre alle ore 21:30.
Prodotto da Stage 11 (S11) lo show intende offrire un’esperienza immersiva tra musica, poesia e impegno civile. Non è una semplice celebrazione nostalgica. Punta invece a far riscoprire l’attualità di un testamento artistico capace ancora oggi di interrogare il nostro presente.
«Questo spettacolo è un viaggio emozionante e un’occasione fondamentale per tramandare alle nuove generazioni una tradizione musicale unica – dice il regista dello spettacolo, Emiliano Galigani –. Abbiamo deciso di dedicare questa nuova veste celebrativa al trentennale di Anime Salve, portando in scena la forza e il valore delle parole di De André in un tour nazionale che parte proprio da Livorno. Raccontare De André è un privilegio e una sfida costante, che in questo nuovo allestimento assume un significato ancora più profondo e corale».
Alla Fortezza Vecchia di Livorno va in scena l’universo di Fabrizio De André, tra le sue note immortali, i suoi versi poetici e il suo pensiero rivoluzionario. L’allestimento alla Fortezza Vecchia ripercorre le melodie immortali del cantautore genovese, dai classici come La canzone di Marinella, Bocca di Rosa e Amico fragile fino alle trame etniche ed esistenziali di Anime Salve. I suoi brani, si legge nella presentazione dello spettacolo «hanno sviscerato tematiche sociali, politiche e filosofiche con un’intensità e una delicatezza che ancora oggi emozionano e fanno riflettere». Oggi per il pubblico è l’occasione per rivivere quelle emozioni grazie alla band composta da grandi musicisti, affiancati da un interprete in grado di dar vita alle parole e alle melodie di De André con passione e rispetto.
Oltre alla musica, lo spettacolo ripercorre i momenti salienti della vita di De André, intrecciandoli con il contesto storico e sociale dell’Italia del secondo Novecento. È un viaggio affascinante che permette di scoprire il genio artistico del Faber, la sua figura umana, la sua influenza sulla cultura italiana e il suo impegno civile.






