11 Frida Kahlo. 11 modi diversi di vedere l’artista secondo chi l’ha fotografata. È la mostra “Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito”, inaugurata alla presenza della Console Generale del Messico María de los Angeles Arriola Aguirre. Presso MyOwnGallery – Superstudio Più di Milano dall’8 ottobre 2026 all’11 gennaio 2027 mette al centro Frida Kahlo. La racconta come un’icona: il visitatore della mostra incontra lei e non i suoi quadri. Come mai così tanti hanno voluto fotografarla? Se lo chiede Vittoria Mainoldi, che ha curato la mostra proponendosi di indagare il mito. Ed è un mito che il bookshop alla fine della mostra, con borse, tazze e altri elementi che riproducono il suo volto, conferma. Quasi più noto dei suoi quadri, scoperta relativamente recente, al punto che la sua morte fu annunciata con la specifica “moglie di”, lui, Diego Rivera, invece ben noto già in vita.
È La specifica di “moglie di” che le ha valso così tante foto? Pare che ne siano state trovate 6 mila. Nessuna realizzata da lei. Una selezione di queste è ora in mostra per sottolineare il dialogo tra Frida Kahlo e la sua raffigurazione fotografica, «interrogandosi su quanto questa narrazione visiva sia stata guidata, influenzata o persino costruita dall’artista stessa. Lo sguardo dell’amante, quello del gallerista, delle amiche più intime, dei fotografi più celebri, dei reporter, dei connazionali ispano-americani: Frida Kahlo è stata ritratta in innumerevoli fotografie, sin dalla tenera età, quando il padre Guillermo Kahlo, fotografo di professione, la scelse come soggetto privilegiato».
La fotografa Julien Levy, suo gallerista, il primo ad esporre le sue opere. Ma sono più le foto che le scatta che le opere che promuove.
Nickolas Muray la fotografa a colori in un’epoca in cui il colore non era frequente. Ne diventa l’amante e vive con lei una relazione decennale, che sembra trasparire dalle foto piene di colore e di vita.
Toni Frissell era un fotografo di moda. La fotografa per un servizio sulla moda messicana e lei amava indossare abiti tradizionali messicani in un periodo in cui non era più abituale per le donne.
All’opposto, Emmy Lou Packard, che ha vissuto un periodo con Frida e Diego Rivera, amica e non fotografa professionista, la fotografa in jeans.
E ancora, altri sguardi di fotografi famosi, tra i quali Edward Weston. Imogen Cunningham ne evidenza la forza e la bellezza.
Lucienne Bloch amica e collega di Frida, la racconta fuori dai riflettori.
Con Bernard Silberstein emerge un simbolo di forza e determinazione.
Lola Álvarez Bravo, moglie dell’ugualmente famoso fotografo Manuel Álvarez Bravo ha realizzato immagini di Frida intrise di cultura e tradizione.
Di Gisèle Freund sono alcuni dei ritratti più celebri di Frida, colta nella sua quotidianità accanto all’ingombrante marito Diego Rivera.
Fritz Henle l’ha fotografata nella sua quotidianità e nel suo ambiente domestico, contribuendo a documentarne l’iconografia visiva accanto a quella pittorica.
Certo Frida aveva capito il potere della fotografia. All’obiettivo è attenta a non sottrarsi. E diventa una icona: lei stessa, non le sue opere, come invece è accaduto per l’Urlo di Munch, il David di Michelangelo, o La notte stellata di van Gogh. Sono proprio il suo sguardo intenso e le sopracciglia marcate, quasi unite, a dare vita a un’intera industria. La mostra racconta come il suo volto è diventato un mito.
(Nella foto di Giovanni Daniotti alcune delle immagini presenti in mostra con soggetto Frida Kahlo)






