Ascolta la mia canzone: l’invito, allegro, è da cogliere. E’ l’inizio del film Il bacio della donna ragno. Ma questa è una storia che vive di atmosfere molto diverse, che si incrociano. L’ambientazione è in Argentina nel 1983, durante la dittatura: torture, uccisioni, desaparecidos, di cui nemmeno oggi il ricordo è svanito. La versione che arriva ora sugli schermi cinematografici con la regia di Bill Condon lo dice fin dai primi minuti. Come è chiaro che riprende l’omonimo musical, con alcune canzoni in comune, come la title track cantata da Jennifer Lopez, Where You Are, She’s a Woman e Gimme Love. Altri brani sono recuperati dai primissimi provini teatrali del 1990 e altri sono stati tagliati, come quelli cantati nella prigione, salvo un accenno che si coglie nel cortile del carcere.
Al centro del film, due detenuti nella stessa cella: Molina, gay, incarcerato per oltraggio alla morale (Tonatiuh), Valentin Arregui (Diego Luna), prigioniero politico, conscio di conservare dei segreti che finché restano tali sono il suo lasciapassare verso la vita. La convivenza sembra difficile, ma…
Luis Molina è un appassionato di cinema. In particolare la sua grande passione è il film “Il bacio della donna ragno” interpretato da Ingrid Luna, di cui lui è sicuro fan. Tra la diffidenza, ma anche la progressiva curiosità di Valentin, il suo racconto del film prende vita. Diventa scene glamour in una atmosfera anni ‘50. Tra un turbinio di colori arriva Aurora, direttrice della rivista più glamour del momento. Il suo racconto finisce per coinvolgere Valentin, che abbandona ogni diffidenza. Che cosa poi succeda è tutto da scoprire e sicuramente non deluderà.
Ugualmente piace questa intersezione fra atmosfere totalmente differenti, che anche il linguaggio sottolinea. Il glamour del film che prende vita incrocia la violenza, il dramma del carcere. Il rosso e l’oro intersecano il grigio di un carcere dove si respira atmosfera di morte. Quel breve motivo, cantato in spagnolo nel cortile del carcere, si scontra con l’inglese delle canzoni del film (sottotitolate), mentre tutto il resto è parlato in italiano, devastazione dell’Argentina compresa.
Alla parte cantata si accompagnano le tante coreografie. Jennifer Lopez in due ruoli incanta in particolare nei momenti di ballo. Davvero tanti, davvero travolgenti, dall’elegante valzer allo scatenato ballo latino, a tanti altri momenti di danza. Coreografie, ma anche musica e canzoni che Jennifer Lopez interpreta ottimamente.
Questa è una storia di sogni vissuti come evasione da una violenza incombente, tale da non lasciare altro scampo. E‘ anche la storia di un sogno – questa volta reale, concreto, storico – di un mondo migliore, di libertà e di vita da perseguire senza cedimenti. Ed è il racconto di un rapporto tra i due protagonisti, che vive grandi evoluzioni, tra fiducia, emozioni, voglia di recuperare dignità e orgoglio: non sei un mostro, sei un uomo, dice Valentin a Molina. Tutte queste situazioni e atmosfere si intersecano, ben bilanciate. Altre se ne aggiungono, tutte rilevanti, tutte da scoprire al cinema dal 18 giugno 2026.






