80 anni di teatro fatto con amore, per riecheggiare le parole di Strehler, che con Paolo Grassi e Nina Vinchi nel 1947 davano vita al Piccolo Teatro, identificando nella cultura uno dei motori della rinascita, dopo le distruzioni anche sociali della guerra. L’anniversario, che ha un particolare significato, segna la stagione del Piccolo Teatro 2026-2027. Saranno 30 produzioni, di cui 15 coproduzioni (tre internazionali), 26 ospitalità (una internazionale), 10 prime assolute e 2 prime italiane, per un totale di 56 spettacoli.
Questi 80 sono anni in cui gli avvenimenti storici si sono susseguiti, dalla caduta della dittatura, la nascita della nostra Costituzione, l’inizio del Mercato comune che ha portato a una identità europea, la caduta del Muro di Berlino, il disfacimento dell’Urss. Il Piccolo è cresciuto in parallelo. È diventato Teatro d’Europa, è aumentato il pubblico, ha conquistato gli under 35, continua a guardare quanto succede nel mondo, raccontandolo sempre con forme diverse: a ulteriore esempio il Festival Presente Indicativo. Ed è sempre più inclusivo, grazie all’adozione di sottotitoli in italiano e inglese e altri dispositivi capaci di far sentire parte della comunità del Piccolo anche chi ha problemi di udito e di vista. Ora è il momento di raccontare tutto questo attraverso gli spettacoli.
La stagione del Piccolo Teatro 2026-2027 ha per titolo Il gioco del tempo. E’ la volontà di raccontare il tempo che è stato attraverso quello che è diventato. Così troviamo i grandi classici raccontati oggi. Il Faust, che Strehler aveva messo in scena 40 anni fa al Teatro Studio sarà in questo stesso spazio in prima assoluta, dal 21 gennaio al 21 febbraio con la regia di Antonio Latella e Lino Guanciale nei panni di Faust e Mefistofele e in tutto 5 attori. Diviso in due parti andrà in scena in due serate e in maratona nei weekend.
Il forte rapporto di Strehler con Brecht viene celebrato mettendo in scena al Grassi Il signor Puntila e il suo servo Matti, che invece Strehler non aveva mai diretto. Dal 14 maggio al 13 giugno sarà la terza produzione diretta da Claudio Longhi, dopo i grandi successi di Ho paura torero e Miracolo a Milano. In scena, tra gli altri, Lino Guanciale, Franco Branciaroli, Sara Putignano, Giulia Trivero.
Non poteva mancare l’Arlecchino servitore di due padroni, spettacolo-simbolo del Piccolo. In un nuovo allestimento con allieve e allievi del corso “Luca Ronconi” della Scuola del Piccolo, guidati dal regista Stefano de Luca e da Enrico Bonavera, interprete protagonista sarà il 4 luglio 2027 al Teatro alla Scala, a conferma dello stretto rapporto tra Piccolo e Scala, che insieme segnarono la rinascita di Milano nel segno della cultura. A Paolo Grassi, che con Strehler lo aveva voluto, è dedicato Logorante, ma vivo, in scena alla vigilia del compleanno del Piccolo, l’11 e 12 maggio 2027, al Teatro Studio.
La collaborazione tra Piccolo e Scala è all’origine anche di uno spettacolo di danza. Il Corpo di Ballo scaligero, diretto da Frédéric Olivieri, sarà sul palcoscenico del Teatro Strehler, con Mont Ventoux (17-21 marzo). Il lavoro coreografico è ispirato all’Ascesa al monte Ventoso di Petrarca, ideato da Mattia Russo e Antonio de Rosa per la compagnia KOR’SIA.
Ricordando l’attenzione di Ronconi al mito, dal 26 al 31 gennaio allo Strehler va in scena con un nutrito cast l’Orestea con la regia di Carmelo Rifici come indagine sulle origini della democrazia occidentale.
Prosegue il racconto di Milano. Con The City of Arrival di Thomas Verstraeten a novembre è affidato agli universitari internazionali. Con La vita agra è il racconto di Luciano Bianciardi attraverso il suo libro ambientato a Milano negli anni 50-60 e divenuto poi film. Interpretato, tra gli altri, da Paolo Pierobon sarà in prima assoluta al Grassi, dal 3 al 24 aprile.
Con una origine letteraria sono vari altri spettacoli presenti nel cartellone del Piccolo Teatro 2026-2027. Ora è tempo di teatro, tempo dell’apologo con I miei stupidi intenti di VicoQuartoMazzini, tratto dal romanzo d’esordio di Bernardo Zannoni, vincitore del Premio Campiello (Studio, 24 novembre-6 dicembre). Che dolore terribile è l’amore di Daria Deflorian è tratto da Non dico addio di Han Kang (Teatro Studio, 30 ottobre-8 novembre).
Dal romanzo di Baricco è Castelli di rabbia, che costituisce il tempo della formazione, come dice Riccardo Frati che lo ha adattato e lo dirige, definendolo parte della sua personale Trilogia della Formazione insieme a Il Piccolo Principe e Il barone rampante. Castelli di rabbia sarà in prima assoluta allo Studio (8 marzo-11 aprile).
Inoltre due ritorni. Il fuoco era la cura di Sotterraneo, liberamente ispirato al distopico Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, torna al Teatro Studio dopo tre stagioni sold out (13-25 ottobre). E torna Per sempre, dal carteggio tra Giovanni Testori e Alain Toubas, drammaturgia originale di Alessandro Bandini (Studio, 18-22 novembre).
La vocazione internazionale del Piccolo appare chiaramente con Coro degli amanti, prima regia italiana di Tiago Rodrigues. Con Isabella Ragonese e Francesco Alberici apre la stagione (Grassi, 29 settembre-18 ottobre).
Altri spettacoli hanno al centro il tempo della Storia. E’ attraversata da lampi di contemporaneità in La pazzia di Re Giorgio di Alan Bennett, con la regia e l’interpretazione di Massimo Popolizio (Strehler, 4-28 febbraio). Sulle “donne invisibili” dell’illusionismo e dei manicomi ottocenteschi è La Medium di Marta Cuscunà (Studio, 10-20 dicembre).
Emma Dante porta il suo Studio sui Sei personaggi come regista, ma anche in scena, nei panni del capocomico (prima assoluta, Strehler, 2-11 aprile).
Un altro Pirandello, Non si sa come, con Franco Branciaroli è tra le ospitalità (Grassi, 3-8 novembre).
Ugualmente tra le ospitalità al Teatro Strehler troviamo la trilogia Il teatro di Eduardo. Comprende Non ti pago, che riprende la regia di Luca De Filippo (6 – 18 ottobre); Il Sindaco del rione Sanità con Pino Micol e Geppy Gleijeses anche regista (22-25 marzo); Sabato, domenica e lunedì (13-24 aprile).
Di un altro grande autore, Goldoni, è Una delle ultime sere di Carnovale, portato in scena da Valerio Binasco (Strehler, 17-29 novembre).
Un momento di grande teatro si ripropone con Umberto Orsini. Sarà di nuovo in scena al Grassi (16-28 febbraio) con Prima del Temporale, regista Massimo Popolizio.
Il mondo del teatro prende vita anche con Dopo la prova di Ingmar Bergman. Regista è Gabriele Lavia, anche in scena con Federica Di Martino (Grassi, 12-24 gennaio).
Luca Marinelli è regista e tra gli interpreti di La Cosmicomica vita di Q di Italo Calvino (Strehler, 12-24 gennaio).
Diretta da Antonio Latella, Sonia Bergamasco è Oscar, l’eroina cresciuta come uomo, impegnata a ricostruire il ritratto della sua vita (Strehler, 20 ottobre-1° novembre).
Leonardo Lidi porterà la sua visione dell’Amleto di Shakespeare (Strehler, 27 aprile-2 maggio).
Lacasadargilla con Città sola propone un viaggio immersivo, politico e affettivo lungo le strade di New York (Studio, 4-9 giugno).
E non è certo tutto. Altri spettacoli restano da scoprire nel cartellone del Piccolo Teatro 2026-2027. Tra questi la serata speciale dedicata a Ornella Vanoni il 22 settembre. E iniziative, incontri per consentire al pubblico di vivere il teatro con passione, tra interrogativi e divertimento, tra emozioni e sorrisi per serate da conservare tra i ricordi più preziosi.
(Nella foto una scena di Il signor Puntila e il suo servo Matti di Brecht con la regia di Claudio Longhi)
Approfondimenti: qui la recensione di Prima del Temporale e la presentazione di Per sempre






