LOrologio americano al Teatro Elfo stagione 2026-2027 foto di Giorgio Petrotta

Teatro Elfo 2026-2027, la stagione dei Nuovi sguardi

La solidità dei grandi autori unita alla fiducia nelle nuove generazioni, insieme a qualche sogno che si realizza: è il cartellone del Teatro Elfo  2026-2027, la stagione intitolata Nuovi sguardi. Proprio a quello che Elio De Capitani chiama «un sogno che si realizza» è affidata l’inaugurazione della stagione al Teatro Elfo Puccini. Dal 23 ottobre al 1° novembre è in scena L’Orologio americano di Arthur Miller, che si può definire un testo sperimentale. Racconta la crisi del 1929 e presenta alcune difficoltà nella messinscena, risolte grazie al coinvolgimento della Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, perché il testo prevede 55 personaggi con un’età che va dagli 88 ai vent’anni interpretati da attori quarantenni, grazie all’utilizzo di maschere. In scena si annuncia come un testo tutto da scoprire per quanto è aderente alla realtà attuale.

Verso fine stagione (19 maggio – 13 giugno) Elio De Capitani porta in scena invece Cuore di tenebra di Joseph Conrad, che sta alla base di Apocalypse now.

Di altre aspettative che si realizzano parla Ferdinando Bruni, felice di continuare l’approfondimento delle opere di Oscar Wilde iniziato nel 2012. Per questa stagione sono in cartellone Un marito ideale e Il ritratto di Dorian Gray. Un marito ideale (12 novembre – 6 gennaio) è una storia di spionaggio ma anche di rapporti personali che si sviluppano in una scenografia attenta al bianco e nero, ma anche al grigio. Il ritratto di Dorian Gray (20 novembre – 13 dicembre) arriva invece in una versione poco nota, che è la prima scritta da Oscar Wilde e poi censurata.

Il cartellone prevede due spettacoli di autori francesi molto diversi. In riva al mare di Véronique Olmi (8-31 gennaio), con Ginestra Paladino, viaggio notturno definito freddo, sconvolgente, profondamente umano. All’opposto divertente si annuncia Due vecchiette vanno a nord, rocambolesco viaggio on the road, con due sorelle interpretate da Corinna Agustoni ed Elena Callegari (3-28 febbraio).

Con echi cinematografici – David Lynch nel 1980 ne aveva raccontato la storia nell’omonimo film – è The Elephant Man, storia vera di un ragazzo sfruttato proprio per il suo aspetto mostruoso: l’incontro con un medico gli riserverà una nuova vita. A portarlo in scena come reading-concerto dal 19 febbraio al 7 marzo con musiche dal vivo è Invisibile Kollettivo, che riporta anche Il Teatro comico di Carlo Goldoni (10-28 febbraio) e OPEN-la mia storia di Agassi (9-25 giugno).

Una storia completamente diversa arriva da Eco di fondo con Aleksej E Yulia (3-25 marzo), che parla di Aleksej Naval’nyj e della moglie, raccontando la decisione, dopo l’avvelenamento, di tornare a Mosca dove sa che verrà arrestato: a muoverlo è il senso di responsabilità.

Novità anche da Carrozzeria Orfeo che porta Cuore di porco (30 marzo-1° aprile), oltre a Fuggire, Cadere e altre cose inutili, ispirato alla poetica di Raymond Carver (28 gennaio-21 febbraio).

I giovani autori e autrici sono al centro del progetto Sottopalco, curato da Francesco Frongia. Per questa stagione l’attenzione è su Luca Cardetta con Giuseppe: il padre putativo (1-6 dicembre) e A cosa serve il petrolio? (10-20 dicembre) nell’interpretazione di Michele Di Giacomo, Giovanni Franzoni e Toni Bia.

Altra nuova produzione proposta da Elena Russo Arman, studiata in particolare per “Piccoli Elfi”, è Sofonisba Le avventure di una pittrice (16 novembre-6 dicembre), che attraverso pupazzi, ombre e figure animate racconta la storia di Sofonisba Anguissola, la pittrice che ottenne una fama internazionale nel ‘500, quando alle donne era precluso tutto.

Il cartellone prevede poi diverse ospitalità. Tra queste, Madri con Valentina Picello, che scruta nella voragine delle relazioni familiari (27 ottobre-1° novembre). E’ anche l’occasione per festeggiare i trent’anni di Atir: arriverà in scena la Trilogia della montagna (27 ottobre-1° novembre) e Di A Da In Con Su Per Tra Fra Shakespeare di Serena Sinigaglia, in scena con Mattia Fabris e Arianna Scommegna in data secca il 2 novembre.

Quest’ultima rientra nella attenzione per la drammaturgia femminile, che prevede Parla, Clitemnestra! (17-22 novembre), come una riparazione al fatto che il teatro non le ha mai dedicato una tragedia. Inoltre il monologo Io sono verticale di Francesca Astrei (24-29 novembre).

Per i progetti di nuova drammaturgia l’attenzione è puntata sui testi di Luca Cardetta che propone Giuseppe: il padre putativo (1-6 dicembre) e A cosa serve il petrolio? (10-20 dicembre) nell’interpretazione di Michele Di Giacomo, Giovanni Franzoni e Toni Bia.

Nell’ambito del teatro civile si potrà rivedere Donna non rieducabile con Ottavia Piccolo, ritratto della giornalista Anna Politkovskaja (22-24 gennaio). Alessandro Lussiana e Massimo Somaglino portano in scena Salām/Shalom. Due Padri con due padri, uno ebreo e uno palestinese (15-20 dicembre). Inoltre Incendi, che con Filippo Dini parla di rapporti tra culture diverse (12-17 gennaio), mentre Elio Germano e Teho Teardo danno voce e suoni alle parole di Gino Strada in La guerra com’è (23-28 febbraio).

Il teatro si fa per il pubblico, suggerendogli interrogativi, ma anche offrendo occasioni di riflessioni, scoperte, divertimento. Si fa anche con il pubblico, offrendogli occasioni di rivedere spettacoli andati in scena nella scorsa stagione. E’ il caso di Amadeus (7-28 maggio) e Erano tutti miei figli in tournée, dopo il successo nell’ottobre scorso all’Elfo Puccini. In particolare sarà al Teatro Civico di Rho il 20 febbraio. Insieme viene offerta al pubblico la possibilità di rivedere spettacoli andati in scena in altre sale teatrali, come Improvvisamente l’estate scorsa (16-21 marzo). E altri titoli conosciuti come Le dieu de Carnage (7-10 gennaio), L’uomo la bestia e la virtù con la regia di Roberto Valerio (2-7 marzo), Orlando con Viola Graziosi e Arturo Cirillo (10-14 marzo). Il ritorno di un grande narratore con una nuova narrazione è dal 7 al 10 gennaio: Marco Baliani porta L’ombra perduta di Peter Schlemihl.

Dal 3 all’8 novembre il teatro coinvolge il pubblico, annullando la distanza tra palco e platea. Eight, curato da Michele Di Giacomo, chiede di scegliere tra 8 monologhi differenti, votando con QR dopo 25 secondi di assaggio: ogni serata è dunque diversa.

Il teatro è scoperta di quanto ha successo oltre Manica. Dal West End londinese arriva A Mirror di Sam Holcroft, con un sottotitolo piuttosto indicativo: “Uno spettacolo falso e non autorizzato”, con, tra gli altri, Ninni Bruschetta, Claudio “Greg” Gregori (31 marzo-4 aprile). Teatro è anche recupero da tv e Netflix: Francesco Mandelli (non più uno dei Soliti Idioti) porta Baby Reindeer Piccola renna (19-24.1).

E’ anche l’occasione per ricordare quattro protagonisti del teatro che lo hanno vissuto in modo differente: Pino Strabioli con Ve ne dico quattro punta l’attenzione su Paolo Poli, Dario Fo, Franca Valeri, Valentina Cortese (2-4 aprile).

Molto resta ancora da scoprire nel cartellone del Teatro Elfo 2026-2027, la stagione con il titolo Nuovi sguardi, caratterizzata da una immagine serena firmata da Valeria Petrone.

(Nella foto di Giorgio Petrotta due dei protagonisti di L’Orologio americano di Arthur Miller con la regia di Elio De Capitani nel cartellone del Teatro Elfo stagione 2026-2027)