Miracolo a Milano al Piccolo Teatro Strehler Foto di Masiar Pasquali

Miracolo a Milano al Piccolo Teatro Strehler, ieri, oggi, sogni, riflessioni

Dapprima è il film: i titoli di testa scorrono sullo schermo e per Totò – Lino Guanciale è il momento di raccontare. E’ l’inizio di Miracolo a Milano al Piccolo Teatro Strehler. Lui racconta mentre Lolotta, una straordinaria Giulia Lazzarini, è stesa sul letto, con poco ancora da vivere. La storia è fondamentalmente quella del film di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, ma il bello, il tanto bello sta nella messinscena scelta dal regista Caudio Longhi per portare a teatro quella Milano del 1951 con riferimenti, agganci alla Milano di oggi per più riflessioni.

In scena realtà e sogno si incontrano, magia e dati e fatti reali si mixano, con coinvolgimento molto spesso del pubblico: «buongiorno» e l’invito a rispondere «buongiorno» è rivolto al pubblico. Ma la storia che Totò racconta, con Lolotta che lo ha trovato sotto un cavolo, ha quel tanto di magico a cui la scena ben corrisponde. Così i medici che dovrebbero curare Lolotta entrano passando dal fondo di una credenza, mentre una porta – niente passaggio però – se la guardi bene ti accorgi che è storta. Davanti al letto c’è una fila di zucche, evocazione di quell’orto da cui Lolotta vedeva il tramonto e dove ha trovato Totò.

L’evocazione del Paradiso e la morte di Lolotta sfociano nel funerale con il carretto e Totò, da solo, lo segue con un tour per tutta Milano per raggiungere il cimitero, occasione per immagini della città di allora su schermo.

Ed è l’ingresso di Totò in orfanotrofio, dove si entrava se poveri, tra i 7 e i 10 anni e senza il padre (una annotazione che non passa certo inosservata). È un ingresso accompagnato in sottofondo dall’aria “O mio babbino caro” dal Gianni Schicchi di Puccini, perché l’ingenuità di Totò è pari a quella di Lauretta. Ma è anche un modo per evocare uno dei simboli di Milano, la Scala, con inaugurazione per la prima volta il 7 dicembre proprio nel 1951. È il momento lirico, a cui poi si contrappone quello di musica allora chiamata leggera: Grazie dei fiori, cantata in scena, evoca il Festival di Sanremo che nasceva proprio nel 1951.

Nei primi anni ‘50 gli orfani erano 200.000. Sono i primi dati di allora, enumerati in scena, occasione per un confronto con quelli di oggi: Milano è cambiata, cresciuta in altezza, aspettative di vita, consumi, con meno pane e più carne. Cambiata, ma il problema delle case per chi non è ricco c’era allora e c’è oggi. Dunque questo, anche oggi, non è il luogo dove buongiorno vuol dire davvero buongiorno?

Quella che con Miracolo a Milano al Piccolo Teatro Strehler emerge chiaramente è una Milano nebbiosa, con tanti giorni di nebbia – la scighera, perché spesso in scena affiora il dialetto milanese -, che ora certo sono molto più rari. È una Milano con temperature che vanno dai 30,7° di luglio ai -1°: un caldo sopportabile, ma allora il cambiamento climatico non aveva ancora provocato drammatiche conseguenze.

Per Totò sono anni non più felici, ma quando esce dall’orfanotrofio il futuro non appare migliore: solo e senza una casa. Finché non fa una casuale conoscenza. E’ Alfredo, un ladro che lo invita ad andare ad abitare con lui nella baraccopoli alla periferia di Milano. Ma anche allora le zone dove poter costruire attiravano gli immobiliaristi. Quelli di allora arrivavano in auto, con cappotti con collo di pelo, decisi a scacciare chi abitava lì.

La Milano di allora incontra quella di oggi: video, spezzoni del film, momenti live in scena per raffronti, ma anche per un “come eravamo”. Le donne dal parrucchiere asciugavano i capelli sotto il casco. Lì parlavano della Fiera Campionaria e della meraviglia del momento: la lavabiancheria, così chiamata. Le riviste erano Grazia ed Epoca, che dava grande spazio ai reportage fotografici, oggi quasi dimenticati. Ma la televisione in Italia nel 1951 non c’era ancora ed erano le fotografie ad avere un valore di documento. C’erano invece i cinegiornali e i filmati. Così la scena video del treno, strumento di suicidio che Totò evita ad Alfredo – allora treno, oggi metrò -, evoca quella con cui i fratelli Lumière 55 anni prima (non così tanti anni prima) avevano spaventato il pubblico. Ora non è spavento, ma certo è una scena di forte impatto.

Altrettanto impattante è il fuoco, evocato con immagini di fiamme rosse ai lati della scena. Sono quelle fiamme con cui si conclude la scoperta del petrolio in Val Padana. Il petrolio alle porte di Milano, oggetto di pomposi titoli sui giornali di allora, ha brevissima vita. Molti ormai nemmeno se ne ricordano, mentre certo ritroveranno echi attuali nelle domande di alcuni giornalisti «Che cosa si prova a essere poveri?».

Alla fine è la stessa Madonnina, quella che sta in cima al Duomo, protetta durante la guerra, tutta dorata che arriva in scena per parlare di Milano, dando una forte connotazione allo spettacolo come bel omaggio a Milano. Anche occasione per dare nuova vita – in questo caso con immagini e filmati b/n proiettati – a quella Milano di ieri: dalla mappa della città e le strade trafficate fino al Palazzo Carminati con le sue insegne luminose, bel simbolo cancellato nel 1999.

Con Miracolo a Milano al Piccolo Teatro Strehler è un coinvolgimento totale del pubblico, fin dall’ingresso in sala, dove sono alcune attrici e attori in abiti anni ‘50, verdi (il colore del teatro secondo Artaud). È un coinvolgimento con gli attori che spesso passano in platea, Lino Guanciale che si rivolge a qualche spettatore, per poi, per brevi minuti, richiamare il ricordo dell’attore Totò nella mimica e in qualche parola. Non è certo casuale, perché il romanzo di Cesare Zavattini alla base del film era volutamente intitolato “Totò il buono”, per ammirazione nei confronti dell’attore, che a sua volta avrebbe voluto interpretare il film. Lo aveva impedito il successo dell’attore, ormai impegnatissimo. E incanta il tenero amore tra Totò ed Edvige, il contorno dei due angeli in bianco su bicicletta, il dono della colomba.

Davvero un grande spettacolo, che dà vita alla Milano di allora, mentre fa pensare a quella di oggi (ma non è banale nostalgia). Uno spettacolo con un grande cast, con tanti attori in scena, spesso in più ruoli, ma sempre ben aderenti ai loro personaggi, ognuno con un tratto differente. Con una magica Giulia Lazzarini, che incanta il pubblico pur rimanendo per gran parte del tempo stesa sul letto, accolta giustamente alla fine da lunghi intensi applausi. Con Lino Guanciale, che rende particolarmente vivo il suo personaggio. Spesso ne esce per parlare in terza persona e per giocare divertito con il pubblico, altrettanto divertito. E con loro, perfettamente amalgamati, i giovani attori, allieve e allievi del corso “Luca Ronconi” della Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro.

Ed è uno spettacolo pieno di tanti momenti, che è bello cogliere. Sono i tanti, destinati a rimanere nel ricordo degli spettatori, che accompagnano una storia fatta di sogno, magia che ammanta la realtà. Con quella utopia che culmina nel volo finale verso il cielo, verso un mondo dove «il buongiorno vuol dire davvero buongiorno». Il coinvolgimento degli spettatori è totale, tra ricordi, riflessioni, sorprese, sogni, per un divertimento che è piacere di vivere il teatro. Anche tornando a casa.

(Nella foto di Masiar Pasquali, la scena finale di Miracolo a Milano al Piccolo Teatro Strehler con l’attesissimo volo e il grande cast)

Qui la presentazione di Miracolo a Milano al Piccolo Teatro Strehler con i relativi crediti, personaggi e interpreti

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Lunedì 16 marzo alle ore 20:30 la sala del Teatro Strehler ospita una proiezione speciale di Miracolo a Milano nella versione restaurata da Mediaset Infinity. La proiezione è gratuita su prenotazione. Rientra nelle celebrazioni del 75° dall’uscita al cinema del film capolavoro diretto da Vittorio De Sica e scritto da Cesare Zavattini, Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1951.

Dal 17 marzo la versione restaurata di Miracolo a Milano sarà disponibile gratis su Mediaset Infinity.

(aggiornamento del 15 marzo 2026)

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Considerato il grande successo di Miracolo a Milano e le tante richieste è stata aggiunta una replica straordinaria il 2 aprile alle 19.30. È la trentesima e ultima.

(aggiornamento del 20 marzo 2026)

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Rai Cultura propone la trasmissione integrale dello spettacolo su Rai 5, sabato 4 aprile (ore 21.20) e, in replica, domenica 5 aprile (ore 16).
La ripresa televisiva di Miracolo a Milano rimarrà, poi, disponibile sulla piattaforma RaiPlay.

(aggiornamento del 31 marzo 2026)